Neonata venduta: indagato un altro medico del Policlinico di Messina

Da Tempostretto.it del 29/02/2008


C’è anche un altro medico del Policlinico di Messina indagato per la vendita di una neonata dalla madre ad una coppia di Cittanova che non poteva avere figli. Il sostituto della Procura di Palmi, Marco Cosentino, titolare dell’inchiesta, ha iscritto nel registro degli indagati il medico che materialmente aiutò a partorire la madre della bambina, la 27enne Barbara Sgambetterra. A rivolgersi a lui sarebbe stato il collega Antonio Calopresti, arrestato ieri insieme con altre cinque persone: sua sorella Tullia, che avrebbe fatto da intermediaria, la madre dipendente dell’ASL, la coppia di coniugi che acquistò la piccola in cambio di un telefono cellulare, di una macchina e di una modesta somma di denaro, e la madre della bambina. Secondo l’accusa proprio Calopresti, all’epoca in servizio al Policlinico, chiese l’intervento del collega per risolvere la vicenda senza clamore. La madre della piccola, infatti, non aveva intenzione di dare alla luce la bambina, anche per via delle sue difficili condizioni economiche. Le venne proposto, quindi, di cedere il nascituro al muratore Giuseppe Brancati ed alla moglie Concetta Albanese. La coppia, senza figli, si era subito resa disponibile alla trattativa. Quando la piccola nacque al Policlinico il muratore si recò al Comune di Messina per effettuare il riconoscimento di paternità. Sostenne che la bambina era nata da una relazione extraconiugale e così ne ottenne l’affidamento. Ma l’inghippo venne subito scoperto. Fu l’ex fidanzato della Sgambetterra a raccontare tutto ai Carabinieri e a denunciare la vendita della neonata. Ma non è detto che l’uomo sia il padre della piccola, poiché la relazione con la ragazza era già finita quando questa rimase incinta. Sarà probabilmente l’esame del DNA ora a stabilire il nome del vero padre. Intanto la bambina è stata affidata ad un istituto religioso mentre al Tribunale dei Minori sono già arrivate parecchie richieste per ottenerne l’adozione. Per il momento però questa soluzione appare prematura visto che l’inchiesta giudiziaria dovrà ancora chiarire aspetti importanti della vicenda.

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