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      CommentAuthorStaff
    • CommentTime17 Dec 2002 modificato
     

    Argomento: promuovere l'affido

    Inviato da: giada

    Data/ora: 30/09/01 13.33.02


    ciao a tutti... ho 27 anni ancora non sono sposata...vivo con i miei gentori e una sorella insieme a 18 bimbi in affido...il + piccolo ha 4 mesi, la + grande 13 anni... abbiamo iniziato con uno, due...poi ci siamo costituiti in associazione...A.S.M.I.D.accoglienza serena minori in difficoltà

    sono stanca di sentirmi dire :" ma come fai....poi non soffri???"

    uffa si soffro disperatamente...ma chi vi dice che nella vita non si debba soffrire??? e poi il leggere negli occhi dei bimbi la serenità é la gioia + grande del mondo...



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: ninfa

    Data/ora: 01/10/01 19.59.18


    Mi permettete una piccola nota polemica?

    Ho riflettuto molto prima di rispodere,ma cercando di indorare la pillola sempre di pillola si trattava.

    Una semplice domanda:"Ma la misura in tutto ciò dove sta?" e poi ancora:"questi grandi numeri non ti sembra che allontani sempre di più le persone come dire 'normali' dall'affido,facendo sembrare i genitori di 10/18 figli dei veri eroi muniti di chi sà quale potere sovrannaturale?Promuovere l'affido familiare,secondo la mia modestissima esperienza,la si fa nella semplice quotidianità,parlandone con la fornaia,nelle parrocchie,nei corsi sulla genitorialità nelle scuole dei nostri figli, nelle case del popolo ovunque con semplicità e chiarezza avvicinando la gente ad un volontariato del tutto particolare ma fattibile da chiunque abbia voglia di" allargare la tenda e rafforzare i paletti"

    Aspetto numerose repliche!!!!!!

    grazie



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Antonietta

    Data/ora: 03/10/01 11.14.39


    Non ho grande esperienza pratica in materia di affido,anche se anni fa feci un corso specifico per famiglie affidatarie.Ho una bambina in affidamento da poco tempo che mi assorbe moltissimo in quanto ritengo che se si prende un impegno lo si debba portare avanti nel miglior modo. In genere i bambini dati in affido hanno necessità di molte attenzioni sia in termini quantitativi che qualitativi, di integrarsi in un ambiente " normale" e non vedo niente di normale in una "famiglia" di 18 persone.Per cui mi sembra che i grossi numeri non giovino a nessuno ma rendano difficoltoso il rapporto diretto . in che cosa la forma di affido realizzata dalla famiglia di Giada si differenzia dall'affidamento del bambino ad una comunità, ad un istituto?



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Eleonora

    Data/ora: 26/11/01 23.04.12


    I grandi numeri non differenziano la casa famiglia da un istituto.

    Niente di più sacrosanto: non a caso la nuova legge dispone una differenziazione certa tra i numeri e poche storie.



    Risposta: La mia opinione e risposte per tutti

    Inviato da: Mario Cimino by <!-- BBCode auto-link start --><a href="http://www.happychild.it" target="_blank">www.happychild.it</a><!-- BBCode auto-link end -->

    Data/ora: 11/10/01 15.09.47


    Promuovere l'affido è sicuramente la strada che molti, tutti dovremmo intraprendere... I bambini e le bambine che soffrono, che non hanno amore, che vengono trascurate sono molte, troppe, quindi ben vengano persone come Giada, Riccardo e tra breve anche noi, che si prodigano per riuscire a donare un sorriso a chi non sorride più o forse non ha mai sorriso. Curarne 1, 10, 100 non cambia nulla... nè si diventa eroi. L'amore in questi casi si moltiplica, non si divide, lo affermo per esperienza personale.

    Quindi in conclusione:


    x GIADA: Non dare tropo peso alle parole di chi ti dice "ma come fai....poi non soffri???"... lo dicono per crearsi un alibi, non potendo o non volendo seguire la tua strada. Certo la separazione è dolorosa ma rimane la soddisfazione di aver reso felice un essere umano... una felicità che non ha prezzo, che non si può comprare.


    x NINFA: Essere genitori affidatari di 1 o di 10/18 figli, non ci rende eroi, magari un pò speciali, ma lo si è in entrambi i casi... non dipende dal numero di "figli" e non c'è bisogno di alcun potere sovrannaturale. Parlarne su internet, non preclude la possibilità di parlarne anche col vicino di casa, col prete, e quant'altri.


    x ANTONIETTA: I bambini hanno sempre bisogno di attenzioni e probabilmente è fuori luogo definire l'affido un IMPEGNO... deve essere una GIOIA e le gioie si possono condividere anche con moltissime persone, è più bello.


    x RICCARDO: A te ho già rsiposto in altree occasioni e ti confermo la stima per tutto ciò che fai e per l'amore che riesci a donare agli altri e per le tante occasioni di svago che gli procuri... pur avendone 7 e non uno solo.


    x PAOLA: Probabilmente hai ragione sul fatto che psicologi e assistenti sociali (non tutti) "usano" i bambini solo per un fatto economico, ciò non significa che anche i genitori affidatari facciano la stessa cosa. Ciò che si spende supera di gran lunga il contributo ricevuto, ma come ho detto prima, le gioie che si ricevono in cambio non hanno prezzo.


    x ANTONIO: Se la sofferenza è dare amore a bambini e bambine in difficoltà... auguriamoci di soffrire tutti.


    x EDDY: Sei fortunato ad avere 7 nuovi nipotini, un'esperienza che spero di fare quanto prima anch'io.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Riccardo Ripoli

    Data/ora: 06/10/01 10.51.29


    Quando lessi il messaggio di Giada, non risposi di proposito, pensando che ci sarebbero state reazioni forti ... con le quali mi permetto, almeno in parte, di dissentire.


    Circa la promozione dell'affido tramite la gente proposta da Ninfa, devo darle assolutamente ragione, ma credo che non ci sia nulla di male a richiamare l'attenzione della pubblica opinione con numeri da shock ... è un pò come dire che Madre Teresa sbagliava ... lei con i suoi grandi numeri di carità non allontanava la gente, ma la faceva riflettere "anche tu puoi fare tutto questo ... ma anche meno, l'importante è aiutare il prossimo" ... anche Madre Teresa parlava in pubblico, ma è anche vero che la Parola del Signore si porta anche parlando con amici, nelle parrocchie, dal fornaio ... un metodo non esclude l'altro ed entrambi sono utili e necessari. Anche noi cerchiamo mille occasioni per andare in Tv o sui giornali e parlare dell'affidamento, ma ne parliamo anche con ogni persona che incontriamo, singolarmente ... ma siamo consapevoli che per smuovere l'opinione pubblica occorrono dei mezzi di comunicazione di massa, anche per questo è nato il Portale Sos-Affido


    Rispondendo ad Antonietta ... è vero, si fa fatica a star dietro ad un bambino con problemi, figuriamoci a sette (tanti ne abbiamo noi adesso) o addirittura a 18, ma ci sono delle situazioni in cui qualunque soluzione alternativa alla famiglia naturale risulta vincente ... inoltre ci sono tribunali ed asstenti sociali che sovrintendono, caso per caso, alla crescita del bambino dando indicazioni su come gestire la sua educazione ... inoltre non sappiamo come sia strutturata l'Associazione familiare di cui parla Giada, che invito a darcene testimonianza, ma se i Tribunali Minorili hanno dato loro cosi' tanti bambini significa che sono in grado di occuparsi di loro adeguatamente ... inoltre la differenza grande tra una struttura familiare ed un istituto è dato dall'amore che viene elargito a questi ragazzi: da Giada si parla di famiglia, con un papà ed una mamma e tanti fratellini, mentre in un istituto ci sono educatori pagati per stare con loro (e per molti di loro, vi assicuro, è un semplice lavoro fatto spesso senza tanto amore) con tanto di ferie, turni, rimpasti e senza che i bambin possano crescere avendo delle figure genitoriali di riferimento. I bambini che abbiamo noi, invito tutti a venire da noi a verificare, sono felici e contenti perchè hanno trovato in noi persone che gli vogliono bene e che li curano ... ma che sopratutto dedicano loro la propria vita ... il numero e' ininfluente se ci si vuole bene ... uno, due, dieci o diciotto è la stessa cosa, a patto che non manchino loro quelle attenzioni necessarie al loro sviluppo fisico e psichico ... e ancora quante famiglie affidatarie rinunciano al bambino che hanno preso in affidamento per i troppi problemi incontrati, facendo un grave danno al bambino stesso che si sente rifiutato, se loro riescono a tenerne 18 ben venga la cosa: sono 18 bambini strappati a situazioni di disagio. Purtroppo sono molto poche, rispetto al numero dei bambin in difficoltà, le famiglie che accettino di avere bambini in affidamento ... hanno paura di soffrire e non pensano a quanto bene possano fare. Qundi coraggio Giada, Coraggio Ninfa, Coraggio Antonietta.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Antonietta

    Data/ora: 06/10/01 15.46.16


    ciao a Riccardo ed a tutti gli altri...Il mio dissenso ai numeri troppo elevati parte dal presupposto che per i bambini in difficoltà vi siano soluzioni alternative alle famiglie naturali, altri "genitori" che possano dar loro tutte le attenzioni alle quali hanno diritto.Penso che se il servizio dell'affido fosse maggiormente divulgato e non ostacolato, ci sarebbe un maggior numero di famiglie disponibili. Personalmente detti la mia disponibilità circa sei anni fa e solo pochi mesi fa si sono ricordati della mia richiesta per un caso che avevano difficoltà a risolvere.Pertanto mi chiedo quante altre richieste di affido giacciano nei cassetti dei servizi sociali e quanti bambini potrebbero trovare affetto in famiglie con numeri normali.

    In materia di numeri ho una certa esperienza in quanto provengo da una famiglia numerosa ( dieci figli ) e, per quanto non mi sembra di aver vissuto in una famiglia numerosa, tuttavia mi sarebbe piaciuto fare qualche rinuncia in meno.



    Risposta: Ad Antonietta

    Inviato da: Riccardo Ripoli

    Data/ora: 06/10/01 18.37.00


    Certo che hai ragione ... i servizi sociali non funzionano come dovrebbero. A volte è colpa dei singoli, a volte dell'organizzazione, a volte della legge ... fatto sta che, seppur non sufficienti, i genitori che vorrebbero essere affidatari sono molti di piu' di quanto non si pensi. Purtroppo l'indolenza o il non riuscire ad organizzarsi di molti centri affido comporta che alcunio che si avvicinano all'affidamento non trovino la risposta adeguata.

    Grandi numeri: è vero, tanti bambini uguale più o meno tante rinunce, ma quello che volevo dire è che è meglio fare rinunce, piuttosto che essere costretti a subire violenze o soprusi, a condizione che le rinunce siano accompagnate da molto amore.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: paola e rai

    Data/ora: 11/10/01 8.51.53


    Ciao Riccardo,io sono una mamma affidataria da quasi due anni, trovo a distanza di questi anni, che l'affido non sia la soluzione migliore per questi bambini(almeno per il mio caso e come me, tanti altri).

    A questi bambini vengono inculcati dei valori sbagliati grazie agli assist.sociali e soprattutto psicologhe,oltretutto credo che nella testa di questi bambini gia' confusa per tutto quello che hanno dovuto subire, non riescono a capire quello che veramente possono trovare in una famiglia xche' loro non sanno cosa vuol dire la parola famiglia.I genitori affidatari per loro sono solo un rifugio alternativo alla comunita',dove non devono esistere imposizioni o regole rigide. Forse la mia breve ma intensa esperienza mi ha fatto capire che alla base esiste sempre un interesse economico-. Ognuno di questi bambini fa lavorare circa tre o quattro persone e naturalmente piu' se ne hanno e meglio e'.Credo di aver dato un ulteriore motivo di discussione,ma sinceramente e' quello che penso.

    Ciao Paola



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Flora

    Data/ora: 29/10/01 22.52.31


    Cara Paola,mi dispiace che la tua esperienza non sia stata positiva,personalmente sono felicissima di essere stata una mamma affidataria per 4 anni a tal punto che ho presentato una seconda richiesta ai Servizi Sociali.Per quanto riguarda i bambini siamo noi che dobbiamo aiutarli ad essere il più possibile sereni al di là della confusione che può creare l'operatore(quelli che non sanno lavorare).Ciao,spero tu sia più ottimista!



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Ninfa

    Data/ora: 10/10/01 9.11.07


    Mi fa molto piacere aver sollevato questo polverone,questo ci fa veramente capire il valore che diamo agli affidi che stiamo vivendo.

    1) MADRE TERESA Il paragone mi sembra quantomeno azzardato,lei lavorava nel silenzio i grandi numeri sono arrivati molto dopo; è comunque vero che siamo chiamati tutti alla santita.

    2) GRANDI NUMERI I bambini hanno bisogno di una cornice dentro la quale potersi muovere con sicurezza,a maggior ragione i bimbi provenienti da una situazione di disagio.Lì secondo la mia opinione ci sguazzano,è difficile per loro trovare un punto di riferimento

    3)PROMOZIONE Bisogna fare un passo in più,bisogna passare alla cultura dell'affido,deve entrare nell'ordine naturale delle cose essere disponibili ed aperti agli altri e non far sembrare ciò come una votazione al martirio.

    4) MASS-MEDIA Per i giornali,e parlo in qualità di pubblicista,è una vera manna una famiglia con 20 figli,storie che si intrecciano,bambini che rientrano,genitori naturali più o meno consenzienti,è scioccante e fa vendere.

    Vivere la quotidianità in umiltà e silenzio,per questo sì che ci vuole coraggio e tanta forza!!!

    Un caro saluto a tutti e un abbraccio particolare ad Antonietta.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Riccardo Ripoli

    Data/ora: 11/10/01 8.14.32


    1) Madre Teresa: silenzio prima e grandi numeri poi. Che importanza può avere? Ha insegnato tanto a tutti noi. Non c'è niente di male a cercare di imitarla, anche fosse nella sua fase dei "grandi numeri"

    2) Punti di Riferiemto: Forse è difficile, ma non impossibile. I nostri ragazzi i punti di riferimento li hanno trovati in noi e sono felici piu' di quanto lo siano stati nelle famiglie affidatarie che dopo un anno li hanno mandati via perche' problematici. Parli sulla base di una teoria, noi esistiamo in pratica ... venire a conoscere prima di pensare che "ci posano sguazzare" ... certo non parlo per Giada e per la sua realtà che non conosco, ma nemmeno mi permetterei mai di criticarla. Ogni realtà va valutata e la teoria, con i bambini, puo' essere giusta in un caso ma non in un altro. Infatti ci sono famiglie affidatarie valide, così come ce ne son alcune non valide ... lo stesso dicasi per le comunità. Dammi poi tante famiglie disponibili e ti diro' che i grandi numeri non vanno bene ... ma fin tanto che non ci sono abbastanza famiglie disponibili ad accogliere tutti i bambini che hanno bisogno, saro' sempre disponibile ad aggiungere letti a castello nella mia casa, e ti garantisco che tutti riceveranno tanto, tantissimo amore.

    3) Promozione: certo che bisogna fare quel passo in più ... ma per arrivarci è necessario far capire nel concreto a cosa si va incontro. L'affido sono gioie e dolori e la gente che vi si avvicina deve conoscere entrambi gli aspetti. Per molti l'affido diventa un peso tale che spessissimo (conosco molti casi) allontanano i bambini presi in affidamento, facendo loro un grave danno psicologico (il nostro A. ha cambiato 4 strutture - di cui due religiose - ed una famiglia dove, in ciascun caso, allontanato perchè ritenuto troppo difficile da gestire ... adesso è felice dice a tutti di aver trovato la felicità e di non voler andare più via da questa famiglia sognata e finalmente trovata). Io non sento il peso di un bambino che se ne va, finito il periodo di affidamento, come un martirio, ma sicuramente come una gioia se va a stare bene, ma anche come un dolore se penso che, dal punto di vista affettivo, potrebbe avere di più. La cultura all'affido si crea e spesso uno shock è la maniera migliore per far aprire gli occhi alle persone. Se non fosse morta mia madre, se Olimpia non mi avesse mostrato certe realtà shoccanti, io non avrei mai dedicato la mia vita ai bambini ... non e' importante come si arriva, l'importante e' arrivare ad aiutare.

    4) CORAGGIO E FORZA ... Vivere la quotidianità in umiltà e silenzio,per questo sì che ci vuole coraggio e tanta forza ... non vorrai mica dirmi che non occorre coraggio e tanta forza nel portare avanti una famiglia con 7/10/18/20 o più bambini, lottando ogni giorno per dare loro quello di cui hanno bisogno (amore per prima cosa, stanchezza nonostante) e difendendoli da chiunque osi provare a far lorod el male (genitori naturali, spesso, in testa). Umiltà e quotidianità ... hai ragione ... ma si può vivere l'umiltà e la quotidianità anche andando sui giornali. Il Vangelo è il più bel libro che esista, è il più umile, è il più quotidiano ... ma è anche il più discusso ed il più divulgato.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Ninfa

    Data/ora: 11/10/01 18.58.00


    La mia è semplicemente la mia opinione.

    Opinabilissima !!!!!

    Mi spiace che qualcuno si sia sentito offeso e giudicato è solo che concepisco l'affido in modo diverso;abbiate almeno la compiacenza di tollerare la differenza.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Ezio by <!-- BBCode auto-link start --><a href="http://www.agedi.it" target="_blank">www.agedi.it</a><!-- BBCode auto-link end -->

    Data/ora: 11/10/01 21.30.37


    Mi sono risposato dopo un matrimonio andato a monte ma che mi ha lasciato due stupendi figli, Maurizio ed Alessia. Lei è cieca pluriminorata. Con Anna, la mia seconda moglie, abbiamo istituito una "comunità famiglia" con alla base tre semplicissime regole: uno dei coniugi rinuncia al lavoro; non più di quattro bambini in affido; stabilità della coppia. In questo momento ospitiamo un bimbo ancora più grave di Alessia, di 12 anni, una bimba marocchina di 4, ed una pulcetta di un anno e mezzo, con mamma compresa nel prezzo. Tutto questo non mi fa sentire un eroe, anche se capisco che bisogna essere "attrezzati" per fare queste scelte. Confesso però un interesse molto privato: operare discretamente per creare intorno ad Alessia un clima solidale, come humus su cui costruire il suo futuro. Penso anche a Cristian che a tre anni e mezzo i medici lo davano per spacciato, e che invece anche lui ha bisogno di un'assicurazione sul futuro. Con Anna ho avuto altri tre piccole pesti che, soprattutto nelle ore serali, al ritorno dal lavoro, si uniscono al coro delle urla gioiose che riempiono il mio isterico e stanco cervello... ma io ed Anna siamo felici della loro felicità.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Antonio

    Data/ora: 06/10/01 12.00.50


    Di vero cuore, non posso non dire, cara Giada, che sei inimitabile! Che occorrerebbero tante e tante persone come te, come i tuoi familiari, per alleviare un po' di quelle infinite sofferenze che attanagliano il mondo ed, in modo particolare, il mondo dei bambini!

    E a chi ti rivolge continuamente la domanda "ma come fai...poi non soffri?" bisognerebbe rispondere, in modo molto semplice, ma nel contempo nell'"unico" modo vero, alla maniera che il Signore ci ha insegnato, e cioe' che l'Amore è sofferenza e che la nostra sofferenza produce Amore, Amore per tutti, specie per chi ci sta più vicino. Nel tuo caso per questi 18 piccioncini, che ricevono amore, ma che amore sanno dare sempre di piu'! Pensino un po' tutti, se tu non ti fossi occupata di loro, come potrebbe essere stata in questo momento la loro vita!

    Sì, ci sono strutture pubbliche, che pure vanno rispettate (anche se non sempre!!!), ma il calore dell'amore, il vero calore dell'amore, non può essere mai dato da un dipendente (il migliore di essi!) al pari di una Mamma: sì, tu sei una Mamma, una vera Mamma!

    Ed e' proprio vero quello che scriveva Lucia Shiavinato: "Il prossimo, a volte, e' scomodo, ma e' qui che ti vuole il tuo Dio".

    Non voglio dilungarmi oltre, ma solo poter dire a quanti, anche senza cattiveria, esprimono preoccupazioni verso chi si offre e soffre per gli altri, che l'Amore e' all'apice di ogni vita, che un cuore si può fermare, può cessare di battere, ma l'AMORE nessuno lo può immobilizzare, nessuno lo può uccidere: ed e' per questo AMORE che il Salvatore non se ne e' andato mai, la Sua presenza fanciulla, il Suo ampio sorriso, sara' sempre con noi!

    E allora, vale soffrire?



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Eddy

    Data/ora: 11/10/01 9.02.11


    Intervengo su questo argomento, che ho seguito nel tempo, dopo aver visitato e conosciuto Riccardo ed i suoi bambini. Ho seguito le problematiche dell'affido da tanti anni (ho un figlio solo e me ne dolgo) senza partecipare direttamente. Sono convinto che più divulgazione, più "pubblicità" non possa che giovare alla diffusione dell'affido, per cui è necessario soprattutto molto AMORE e molto, molto coraggio. Circa i grandi numeri posso solo dire che, entranto come ospite occasionale nella famiglia di Riccardo e Roberta, ne sono uscito sentendomi lo "zio" di quei bambini un attimo prima sconosciuti, tanto è il coinvolgimento generale. Quando c'è amore ce n'è per tanti, per tutti. Ed i bambini lo sentono, come l'ho sentito io. E chi è cresciuto in una famiglia numerosa ne ha patito i sacrifici, ma ha anche imparato come si moltiplichi la gioia: la felicità di uno diventa subito quella di tutti ed i dolori si stemperano dividendoli in tanti. Avrei tanto ancora da dire, ma potrei diventare ripetitivo e senz'altro noioso. Quindi auguri e complimenti a tutti quanti si impegnano, per uno o per tanti, a dare felicità e serenità ai bambini.

    Eddy



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Paolo

    Data/ora: 11/10/01 10.28.09


    Io non ho bimbi in affido. Ho vissuto un anno in una comunità di handicappati psichici, e quando siamo andati in vacanza avevamo nella camerata di fianco un gruppo di bimbi che erano in affido a un importante istituto di Milano. Io ho conosciuto lì Francesco, (due anni e pochi mesi) e nel giro di pochi giorni è successo il miracolo: stava sempre con me (anche se io ero impegnato con i miei handy!), mi cercava, era meno aggressivo con i suoi amici, appena potevamo passavamo insieme i pochi minuti liberi e alla sera voleva me per addormentarsi. Io gli inventavo canzoni e favole, e quando finivo con lui c'era un coro di vocine che diceva "ora tocca a me..." e io ricominciavo. Dopo qualche giorno, per sbaglio, mi ha chiamato papà, e quando il cuo padre vero è venuto a trovarlo lui voleva restare con me. Tutto questo in meno di dieci giorni di convivenza appena abbozzata... E perché racconto questo, che è forse uno dei ricordi e dei momenti più belli della mia vita (e ora ho anche un bimbo, che non ho voluto chiamare Francesco apposta, perché un Francesco l'avevo già, malgrado fossero passati 4 anni)... lo racconto per dire che i bimbi hanno le antenne, e dove sentono di potersi fidare (pur avendo imparato a diffidare di tutti) si aggrappano, si stringono, e brillano riflessi dell'amore che ricevono.

    Francesco non l'ho più rivisto. Ora dovrebbe avere circa 8 anni. Ora guardo mio figlio e penso a Francesco... forse non avrei amore e attenzioni per entrambi? L'amore non si divide, si moltiplica, e chi ha avuto la fortuna di vedere certe famiglie (naturali e non) lo sa. Ha ragione Riccardo quando dice che certe cose bisogna vederle, meglio ancora viverle. Una frase di non mi ricordo chi dice "Grigia è la teoria, verde l'albero della vita" e per finire, citando il premio Nobel per la fisica e la medicina Alexis Carrel "molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità, poca osservazione e molto ragionamento conducono all'errore". Complimenti e buon lavoro a tutti coloro che si dedicano ai più piccoli.

    Scusate la lungaggine e spero di essermi spiegato.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Elena

    Data/ora: 11/10/01 10.54.28


    Buongiorno,

    non so chi puo' avere il coraggio di giudicare un'organizzazione a scopo benefico come la Vostra, in Italia, dovrebbero essercene molte di piu' ed allora ogni bambino bisognoso, riceverebbe quanto la famiglia non ha saputo dare.

    Continuate cosi' !



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Silvia

    Data/ora: 11/10/01 11.03.10


    Ciao Giada, credo che ogni sofferenza porti a rafforzare la propria interiorita'.Ammiro te e la tua famiglia per cio' che fate.Non esiste cosa piu' bella che aiutare qualcuno in difficolta'.Continua cosi'.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: sonia

    Data/ora: 11/10/01 11.12.08


    In questo modo non stiamo promuovendo l'affido ma stiamo mettendo sotto processo persone che cercano di far qualche cosa di buono per il prossimo. Non riesco a capire che sia uno o cento i bambini sicuramento vivono in una situazione di serenità che in quel momento nelle loro famiglie non hanno. Capisco che dedicarsi a un bambino sia impegnativo ma è bene dividere le famiglie che chiedo l'affido di un bambino in aggiunta alla loro vita quotidiana (lavoro, famiglie ecc. ecc.) dalle strutture, (case famiglia) dove ci sono persone che dedicano la loro vita interamente a questi bambini. E poi l'essere umano è diventato così limitato ed egoista per non riuscire a dedicarsi e ad amare più di una persona per volta? Il messaggio di Giada infatti era "promuovere l'affido" e non una campagna pubblicitaria per vendere un rpdotto, e promuovere significa anche informare, sensibilizzare le altre persone sull'argomento e non mettere in mostra le proprie qualità di brava ragazza......... spesso le persone non sanno perchè non vengono informate!!!!!!!



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Antonio

    Data/ora: 11/10/01 11.45.51


    Vedo, e con piacere, che il messaggio di Giada sull'"Affido" è stato più che seguito da questo Forum. E diversamente non avrebbe potuto essere, data l'importanza e l'attualità dell'argomento.

    C'è, in proposito, anche qualche voce "dissenziente" ma, oltre che legittima, oserei dire dissenziente in parte.

    Io vorrei solo ripetere quanto a proposito di questo argomento ho già in precedenza scritto. Ma qualche altra riflessione non guasta.

    Si parla di "numeri", alle volte troppo elevati per poter dare un valido sostegno ai bambini che queste Associazioni (salvo discriminanti necessarie) prendono in affido: non sono assolutamente d'accordo! Pensiamo, innanzi tutto, che bambini che riescono a vivere insieme, che riescono a comunicare l'un l'altro i propri dubbi, i propri pensieri, sono già base di reciproco esempio, sono già fatti educativi in sé. Certo: tutto ciò richiede un sempre più notevole sacrificio da parte degli affidatari. E qui ritengo utile una precisazione. Dicendo "affidatari" intendo parlare di uomini, pur se inseriti in associazioni, ma di uomini che hanno saputo accettare la loro missione - perché di missione si tratta - con sacrificio, con gioia, con immenso AMORE. E se è vero, come è vero, che l'Amore produce Amore, l'Amore che si riesce a dare a 18 bambini, produce Amore per altri 18, 36 ed ancor di più, produce Amore per chi sa donare, per cui il discorso dei grandi numeri sinceramente non lo condivido.

    Operare in silenzio. E qui devo esternare una mia convinzione, già altre volte espressa, sia in pubblico che in privato. E' vero: il Vangelo c'insegna "non sappia la mano destra quel che fa la sinistra". Ma non possiamo non sottovalutare il fatto che ad ogni albeggiar del sole, leggendo i giornali, accendendo la televisione, siamo messi di fronte a notizie sempre terribili, sempre più spaventose, sempre più - e questo è ciò che maggiormente conta - di azioni selvagge perpetrate a danno di innocenti bambini. E allora? Aprire qualche volta un giornale, accendere una televisione, e poter leggere e vedere il sorriso, la gioia di alcuni di questi tanti bambini, non solo è gioia anche per noi, che in noi produce Amore, ma è di esempio - e questo è l'aspetto più importante - per chi dei bambini, specie quelli abbandonati, non si è mai curato e non si cura affatto. Il divulgare la buona novella non è cosa da me inventata, ma è un'ordine imperativo del Signore.

    Mi sono dilungato forse un po' troppo, ma non posso non terminare con una riflessione che forse può aiutare a penetrare maggiormente il problema: pensate a quanto sarebbe stato bello, a quanto sarebbe stato umano e di aiuto a bambini sofferenti, se in Afghanistan, in Indomesia ed altri vari Paesi, vi fossero state Associazioni, vi fossero stati Uomini che avessero preso, a loro cura, la situazione di tanti ... piccioncini abbandonati.

    E non dimentichiamo che una preghiera, perché tutto ciò sempre più si divulghi e si attivi, è doverosa, necessaria e fonte di immenso AMORE.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Francesco

    Data/ora: 11/10/01 12.02.12


    Con tutto rispetto per tutti...ma trovo questo can can più vicino ad una discussione da Maurizio Costanzo che da gente sensibile ai problemi dell'affido.

    Ma scusate, qual'è il problema? I grandi numeri? Ma quel numero (18) è grande rispetto a cosa? Forse non abbiamo l'idea dei veri grandi numeri, ovvero di quelli dati dalla somma di tutti i bambini che soffrono immensi disagi nel mondo (e dico del mondo dato che sparliamo in continuazione di globalizzazione) e che troverebero sollievo anche in un istituto di 50 persone...figuriamoci in una famiglia di 20.

    Qualcuno parlava di Madre Teresa...bhè io ci sono stato da lei per un mese, tra i suoi bambini. Case con tre suore e 70/80 bambini. Questi sono numeri grandi o piccoli? Grandi visti da noi, ma dopo due passi fatti per le strade di Calcutta vi rendereste subito conto che quello era un numero piccolissimo.

    Per andare oltre questo senso del relativo e sfuggire alla tentazione di fare grandi disquisizioni su questo delicato tema, penso che occorra solo ricordarsi di questi bambini, e indipendenemente dal loro grado di "fortuna" (abbandonati, in istituti, in case famiglia da 3,6, 20, 30 persone...) occuparci di loro nel miglior modo a noi possibile, cosa tra l'altro che, mentre noi discutiamo, i genitori di Giada stanno di sicuro già facendo.

    Un saluto affettuoso a tutti.

    Francesco.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Francesca

    Data/ora: 11/10/01 12.25.35


    Per quanto riguarda le accuse ricevute, non credo che essere sui giornali e

    farsi conoscere sia assolutamente qualcosa di male. Continuate sulla vostra

    strada e non vi curate di queste maldicenze.

    Anche, come vi ho già detto, a Sister Theresa in India accade qualcosa di

    simile, forse anche di peggio, lei che salva i bambini dalla morte che

    arrivano in condizioni tragiche per la denutrizione e le malattie, è

    accusata di arricchirsi con le adozioni internazionali! Ha problemi a

    continuare il suo lavoro. Sembra che fare del bene sia una dura battaglia

    contro il male, in tutte le sue forme. Ma l'unione fa la forza!



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: pepita

    Data/ora: 11/10/01 14.51.14


    ciao a tutti

    ho letto la mail di giada ed anche alcune delle risposte, non tutte perchè devo stirare una montagna di roba...sono una mamma affidataria da 15 mesi, di due bambini di 7 e 8 anni, sono fratelli - ed una volta al mese vengono qui anche gli altri due fratellini - ho il mio bel da fare (vedi la montagna di cui sopra) ma sono felicissima, io che non ho avuto figli, finalmente ho potuto sentirmi "mamma" - e credo che dare amore a questi bambini sfortunati sia "quasi" un dovere sociale...chi può e se la sente - fa una cosa davvero speciale!

    certo voi con 18 bambini avrete molti volontari per aiutarvi...

    ma comunque a quelli che chiedono se si soffre bisognerebbe rispondere - ma non sai quanta felicità ti regalano ..le loro parole affettuose, le loro mani che ti cercano nel momento del bisogno, i loro occhi felici per un bel voto a scuola...insomma a tutto ciò io non potrei rinunciare! e se penso al momento dell'eventuale separazione, mi sento svenire se non morire, ma so che avrò dato loro dei valori in cui credere per tutta la vita - sempre se qualcuno no cerca di cancellare queste cose -

    ma sono positiva e mi dico che ce la faranno ad avere una vita migliore di quella che era loro prospettata 2 anni fa!

    e per la pubblicità all'affidamento , io credo che sia valido qualsiasi mezzo - lecito ovviamente -

    perchè solo parlando della propria esperienza si può trasmettere la positività della cosa! altro che lavoro socialmente utile...l'affidamento è molto di più!

    mi dispiace per chi ha avuto un'esperienza negativa, purtroppo può succedere, ma no per questo bisogna dire che l'affido non va bene o non serve!!

    un abbraccio e buon affido a tutti

    pepita



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Camilla

    Data/ora: 11/10/01 16.19.11


    Ciao a tutti ho letto e riletto le vostre opinioni, è stato bello vedere che nonostante i dversi modi di pensare se sia giusto o no l'affidamento familiare o di diverso tipo il fine da raggiungere è il solito ' dare qualcosa a qualcuno che ha avuto meno' non ha importanza quantificare un numero l'importante è non restare a guardare !



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Alessandro Maria Fucili

    Data/ora: 11/10/01 15.01.47


    Abbiamo iniziato ad accogliere minori in difficoltà nel 1985, ad Ancona, come volontari, in un appartamento messoci a disposizione dal Comune. Il gruppo di amici è rimasto tale, ma nel frattempo siamo cresciuti, abbiamo limitato (spero) i nostri errori, ci siamo formati. Infine ci siamo professionalizzati, cioè per alcuni di noi, il vivere la Comunità di tipo familiare è diventato un lavoro. Ho conosciuto esperienze di tutta Italia, dalle grandi città ai piccoli paesi, ed ognuno, in questi anni, ha creato qualche cosa di diverso, di "armonizzabile " nel proprio contesto socio culturale.

    Ora mi capita spesso di fare consulenze per "riorganizzare" o sistemare strutture di accoglienza già esistenti, ma ognuna, è differente dall'altra, e così deve essere.

    Solo alcuni aspetti , a mio modesto parere, devono rimanere "assoluti": la consapevolezza delle proprie capacità e responsabilità in questo lavoro (ivi compreso il dire basta quando si è arrivati alla frutta), il pensare che i bambini devono vivere con noi momenti di intensa e reale serenità e gradevolezza ed il puntare a questo tutti i giorni; il sapere di non essere stati scelti (i bambini ci arrivano con provvedimenti del Tribunale) e che questa "non scelta" va rispettata; il non credere di essere bravi o santi, come spesso sento dire a tanti "gestori di case famiglia". Chi fa questa scelta, sono sicuro lo faccia con la sensatezza di chi decide di fare una cosa "fuori dei canoni" e quindi consci della non "accettabilità" da parte di tutta la società civile. Ma questo non deve preoccupare nessuno. Il vivere l'affido è intimo come l'aver generato un bimbo; il periodo di vita insieme non è lontano dal naturale rapporto genitore - figlio; il distacco ha al suo interno le tracce della sofferenza del lutto per la perdita di un figlio (provare per credere). E allora, che cosa devo fare per convincere altri di questo? Niente, proprio niente, perchè, in fondo, è un atto pubblico sì, ma intimo, di servizio, ma segreto. Le mie emozioni, le cose più intime le conservo in fondo a me, come la brace della quercia; mi servono per vivere bene l'accoglienza e l'affido, ma le condivido profondamente solo con chi vive con me questa esperienza.

    Più di questo, da pover uomo quale sono, non posso fare.

    Ai cani lascio l'abbaiare.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Antonietta

    Data/ora: 11/10/01 22.35.04


    Sono perplessa sulla piega che ha preso la discussione. Il mio , come presumo quello di altri dissenzienti, non voleva essere una critica a ciò che altri con impegno e sacrificio fanno. Tanto più che visionando il c.d. che l'associazione mi ha trasmesso , ho toccato con mano l'amore ed il clima familiare che Riccardo e la sua compagna hanno creato e la serenità dei loro bambini.

    Né mi può apparire numerosa una famiglia con sette figli dato che ho vissuto con nove fratelli imparando a dividere e condividere ciò che potevamo permetterci.

    Tuttavia ritengo che vivere con sette, diciotto , 50 bambini non sia la stessa cosa. Indubbiamente una comunità familiare è preferibile ad una famiglia inadeguata , ma una famiglia con numeri nella norma è ancor più preferibile.

    Per quanto riguarda la pubblicità in materia di affido, credo che ognuno di noi possa fare qualche cosa, parlando con il fornaio, il vicino di casa o con gli insegnanti. Ma se c'è qualcuno che può diffondere il messaggio ad una maggior numero di persone, utilizzando i media, ben venga. La scarsa umiltà non è data dal mezzo che si usa, ma dal modo con cui si parla di ciò che facciamo. La partecipazione di Riccardo ad alcune trasmissioni può aver portato solo benefici per una giusta causa che sta cuore a tutti noi.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Riccardo Ripoli

    Data/ora: 12/10/01 8.54.17


    Grazie Antonietta delle tue parole. Io sono convinto di aver fatto cosi' poco per aiutare i bambini in difficolta' che cerco sempre ogni mezzo possibile per poter far si che altri possano essere invogliati ad avere un bambino in affido. Sono d'accordo con te e con Carla, ben venga il rapporto uno a uno quando questo sia possibile, ma purtroppo i numeri di bambini che sono in situazioni di disagio e' altissimo. Qualche anno fa l'ASL di Livorno parlava di 400 minori solo sul territorio cittadino ... immagino quanti a Firenze o peggio a Torino, Milano, Roma ... considerando che rispetto a questa moltitudine le famiglie che si vogliono occupare di loro sono veramente poche, e' necessario, secondo me, che ogni nucleo familiare disponibile cerchi di accogliere piu' bambini possibile. Certamente si deve tendere a far si che ogni bambino possa essere inserito in piccoli nuclei, ma fin tanto che questo non e' possibile, ben vengano i grandi numeri. Chiaramente, come dice Carla, bisogna sempre stare attenti al caso specifico ... ma spesso ci sono bambini che nessuno vuole ed allora ci facciamo il segno della croce e diciamo si ... senza pensarci troppo. Non abbiamo scelto noi di avere 7 figli o 10 ... sono arrivati ed allora cosa dovremmo fare? Dovremmo anche noi rifiutarli? Spesso, quando i servizi sociali ci interpellano e' perche' non sanno piu' a chi rivolgersi. Mi sembra quasi come se in una famiglia la mamma rimanesse in stato interessante senza volerlo ... la scelta e' tra il dire si e il dire no. Certo, un figlio in piu' puo' portare ad un cambiamento nelle abitudini, ma e' solo questione di organizzarsi, magari facendosi aiutare da qualcuno.

    Un giornalista disse un giorno a Madre Teresa che aveva appena finito di pulire un malato di lebbra "Madre, non lo farei nemmeno per un milione di dollari" e Madre Teresa rispose "neanch'io" ... e questo e' anche il mio pensiero ... non ci sono secondi fini in quello che faccio (o meglio, facciamo, visto che tutti noi siamo d'accordo nell'aiutare i piccoli scricciolini che il Signore di volta in volta ci affida) e spero che il Signore mi dia sempre la forza di non sbagliare, ma sbaglio e lo faccio di continuo. Aiutatemi a capire di volta in volta i miei errori. I media possono essere un buon strumento per far capire alla gente quanto bisogno di amore, piuttosto che di guerre, ci sia nel mondo, anche nella nostra piccola Italia. Molti non se ne rendono conto, cosi' come non me ne rendevo conto io prima della morte della mia mamma. Io sono stato fortunato perche' il Signore mi ha aperto gli occhi, voi che avete in affido i bambini o ne capite la motivazione, siete ugualmente fortunati ... ma quanti sono ancora nel buio e, purtroppo, spesso, l'unica luce che riescono a vedere e' quella della televisione. Mia madre diceva "per aiutare i lupi devi travestirti da lupo e dall'interno convincerli a fare del bene" e cosi' cerco di fare. Non sono particolarmente felice di andare in Tv, ma la ritengo una cosa giusta e cerco di andarci per poter entrare in tutte quelle case alle quali bussando in altro modo non avrei mai trovato nessuno che mi potesse aprire. A moltettrasmissioni ho partecipato, ma a molte ho anche rinunciato, specie a quelle dove mi si chiedeva di parlare, cone le lacrime agli occhi, della storia di ciascun bambino. E cosi' continuero' a fare. Chiedero' a tv e giornali di parlare di affido, mi rendero' disponibile in prima persona, ma non mi pieghero' mai a cambiare i miei principi, anche a costo di rinunce.

    Grazie per questi interventi e chiedo scusa a Ninfa se si e' sentita offesa. Personalmente rispetto la sua opinione, pur anche non condivendola.

    Un abbraccio a tutti.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Luna

    Data/ora: 12/10/01 9.52.11


    Vorrei esprimere,con modestia, la mia opinione riguardo l'affidamento dei minori.Le persone che hanno scelto questo percorso di vita hanno il massimo della mia stima,ritengo che il vostro impegno verso questi bambini sia un'ispirazione divina.L'affido aiuta molti minori in difficolta' a vivere un'infanzia piu' felice, circondati da affetto ed amore.C'e' da sperare che altre persone seguano il vostro esempio nell'intraprendere questo grande impegno.Grazie all'affidamento molti bambini non conosceranno i disagi delle strutture anonime dove confluiscono troppi bambini e non trovano l'atmosfera familiare che puo' dare una famiglia affidataria.Un abbraccio forte e sincero a voi tutti.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: dr SERGIO

    Data/ora: 12/10/01 19.48.06


    ho scritto ieri un messaggio, ma non lo trovo, riprovo...chissà dov'è finito...chi l'avesse visto è pregato di darmene notizia!!!!!



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Antonietta

    Data/ora: 12/10/01 10.51.02


    Ieri ero dal giudice per definire l'affido di una bambina che sta con me da un paio di mesi. Dal momento che mi rendo conto che ci sono tanti bambini in difficoltà, ho dato la disponibilità per un altro affido. Penso che ciascuno di noi, soprattutto quelli che come me dissentono sui grandi numeri, potrebbe assumersi l'impegno di amare e curare un altro bambino. Forse potrebbe servire per ridurre le comunità troppo vaste o per dare ad altri bambini una possibilità di vita normale.

    Quando ero piccola rimproveravo mia madre di aver fatto tanti figli, dato che mi sentivo privata di tante cose che l e mie amiche avevano. Lei mi rispondeva chiedendomi : " chi elimineresti ? "

    Giada, Riccardo ed altri intervengono su situazioni esistenti e non possiamo che ringraziarli, dando loro una mano, nei termini in cui dicevo prima, affinché , se possibile, la " famiglia " affidataria rimanga una famiglia .



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Claudio

    Data/ora: 12/10/01 18.47.32


    Rispondo a Tutti.

    Sono un ragazzo di 16 anni.

    un giorno dicisi di andare in una Associazione in cui stava il mio fratello in affidamento .

    I miei genitori parlarono con loro se potevo fare li le vacanze estive,loro gli dissero di si e cosi detto fini la scuola e andai li.

    Appena accompagniato io piangevo perche non volevo starci " e penzate che avevo deciso io", mi lasciarono li e i primi giorni piangevo giorno e notte.

    Bopo un po mi ci abbituai e smisi di piangere.

    Pero no vedovo lora che la domenica venissero i miei genitori a trovarmi.

    Cosi passo l' estate.

    I primi di sentembre tornai a casa per tornare a scuola.

    L'estate seguente tornai li perchè mi piaciò.

    Poi il presidente dell' associazione mi fece uno scherzo che io non capissi,mi disse che

    io non tonavo più a casa e li mi misi a piangere e parlando con i miei genitori che volevo tornare subito a casa.

    Poi prima che finisse l' estate decisi di

    rimanere li con loro anche in inverno, poi parlai con i miei genitori di quella scelta che feci e loro contenti mi dissero di si perchè quella era la strada che mi aveva illuminnato il Signore.

    Alla fine tutto ora sono Qui con loro e mi piace tanto perche loro mi aiutano mi amano e mi danno tutto di quello che ho bisogno.

    Noi in affidamento siamo in 7 compreso io e stiamo tutto bene, ricordatti anche se siamo in 50 noi ci si drovra aiutare a vicenda come loro aiutano noi.

    ciao Claudio.

    Ps: più 4 esterni che vengano il pomeriggio e il sabato e la domenica.

    io a loro glin voglio tantissimo bene.

    Ringrazio chi mi sta auitando e gli mando un bacione con tanto affetto.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: stefano

    Data/ora: 13/10/01 14.21.46


    comunità speranza di vita nuova

    cito qusto slogan forgiato da me perche sono convinto che questi bambini sicuramente vivevano situazioni alquanto disperate tanto quanto potevano essere le mie (se non peggio)

    quando mio padre alcolizzato e mia madre sola a tirar avanti la carretta come poteva

    lamia fortuna estata quella di trovare una comunità forte che mi ha aiutato a crescere in un clima "sereno".

    perciò io rispondo alle critiche dicendo

    "provate voi come ci si sente piccoli soli

    ad affrontare la vita e poi mi darete ragione" un saluto



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: JESSICA

    Data/ora: 14/10/01 14.35.39


    Ciao a tutti, ho 23 anni e sono di Milano.Figlia di genitori separati..e di tutti i problemi che ne comporta...

    Mia sorella vive da 6 mesi in una comunità .Comunità di proprietà di una coperativa...dove gli educatori stanno con i bambini per LAVORO , che si prendono cura di loro durante l'orario di lavoro...ma appena finisco il turno...bè...ognuno ha la sua vita!

    In 6 mesi ho visto per 3 volte i bambini piangere per le dimissioni degli educatori... E' naturale affezionarsi a una persona con la quale mangi, dormi , giochi e studio tutto il giorno e pensi di avere trovato un punto di riferimento nella quotidianità....ma sul piu' bello..questo svanisce ..per i problemi legati al fatto di essere solo..un dipendente della coperativa e quindi..quando trovano di meglio...zac..bella lettera di dimissioni...Gia per loro è facile... ma per i bambini è una sofferenza continua. Dico questo perchè con la mia esperienza non ho mai visto di buon occhio le comunità...ma un giorno mi sono dovuta ricredere.

    Sono andata ad Orentano da Riccardo e dai suoi bimbi e sono venuta a conoscenza di una realtà tutta diversa...

    Il modo che loro hanno di gestire la situazione non ha nulla che vedere con il caso di mia sorella...li Riccardo e Roberta sono presenti per i bambini..sempre! e questa è un sicurezza che vuol dire tanto...si è una scelta di vita difficile...ma paragonato alla gioia e dalle soddisfazioni che ogni singolo bambini ti puo' dare..qualziasi rinuncia sembra nulla!

    L'idea era di andare per "dare una mano" ma ne sono uscita con la consapevolezza che erano stati loro ad aiutare me... mihanno accolto tra di loro a braccia aperte..io sconosciuta arrivata da milano...e chi se lo sarebbe aspettato? ho passato 10 giorno indimenticabili perchè mi hanno fatto sentire parte di loro mi hanno voluto bene come se fossi una di loro...

    Non parliamo poi dei bambini dove li hanno veramete trovato una casa..una famiglia..un posto SICURO!

    Rivolgo queste parole a chi... per vari motivi... si schiera contro queste organizzazioni magari solo perchè non conosco le realtà ..ma le leggono solo dai giornali...

    Bisogna esserci propio dentro per capire le cose..io mi sono ricreduta e sono contenta di cio'...Spero che un giorno..possano capirlo anche gli altri.

    Riccardo, Roberta..uso questo spazio per ringraziarvi ancora una volta per tutto quello che avete fatto per me!

    Un saluto caloroso a tutti!



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: eleonora

    Data/ora: 26/11/01 23.18.50


    Infatti è giusto che gli educatori che lavorano in un centro del genere POSSANo licenziarsi come e quando vogliono.

    (A dire la verità a me farebbe anche pensare l'idea che , da quanto ci viene detto, almeno 3 educatori in pochi mesi si siano licenziati....vorrà dire qualcosa????)

    La differenziazione tra struttura e casa famiglia è proprio questa, la casa famiglia deve essere soprattutto famiglia.

    Ma io ribadisco la quesione dei numeri: fortemente.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Lindio

    Data/ora: 04/01/02 18.36.20


    Ho vissuto personalemente l'Associazione Amici della Zizzi tre anni or sono, oggi ne faccio parte. Il contatto con questa realtà ha sensibilizzato a tal punto la mia famiglia e gli scout che mi ronzano intorno da voler seguire la strada percorsa dagli "Amici della Zizzi" e mi riferisco a tutti. Ogni regione, città, paese, quartiere e rione soffre di problematiche inerenti ai minori, che come sempre sono quelli che soffrono in silenzio. Tutte più o meno gravi. Le istituzioni funzionano ma sono organi ed hanno bisogno di persone. Persone a cui potersi appoggiare. Sicuramente serve disponibilità in tutti i sensi. Spirito di accoglienza, voglia di vedere un bambino sorridere! Più riusciremo a parlarne, a diffondere, a sensibilizzare, tanto più troveremo disponibilità ad aiutarci. Allora forza e coraggio, uniti insieme ce la possiamo fare!!!! Ciao Lindio

    PS Jessica hai usato parole che mi hanno commosso, ciao



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Antonietta

    Data/ora: 14/10/01 17.04.32


    Tante opinioni diverse, contrastanti, alcune a parer mio pesanti ("lascio che altri abbaino..." o qualche frase simile ).

    Comunque da parte di tutti tanta partecipazione, interesse per i bambini e.... chissà che qualche altro bambino trovi una famiglia.

    Ma tu, Giada,che sei riuscita, con il tuo intervento, a sollevare un polverone,non hai voglia di intervenire, di dirci qualche cosa della tua grande famiglia ?

    ciao



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: pepita

    Data/ora: 18/10/01 11.07.35


    ha ragione Antonietta

    ma tu giada, perchè non dici niente delle 32 mail che hanno scritto a proposito dell'affidamento ?

    facci sapere cosa ne pensi...vogliamo conoscere il tuo pensiero!

    ciao ciao pepita



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Riccardo Ripoli

    Data/ora: 18/10/01 16.05.40


    Mi associo all'appello di Antonietta e di Pepita e di quanti altri sono intervenuti in questo dibattito interessante.

    Ti chiediamo, Giada, di far sentire la tua voce.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Germana

    Data/ora: 19/10/01 12.25.46


    Sono mamma affidataria e sono anche operatore dei Servizi Sociali.

    Pamela prima di essere da noi accolta, ha vissuto 2 anni e mezzo in un istituto; dopo un mese che era con noi non si ricordava nessuna delle operatrici che l'avevano seguita e questo è un fatto.

    Mi sento di dire, e non vorrei essere subito mal interpretata, che Pamela è rinata il 1° Giugno 2001, giorno in cui è arrivata da noi e il cambiamento è evidente per tutti coloro che ci circondano!

    Come operatore, invece, vorrei far presente che è oltremodo difficile trovare famiglie (e comunque anche comunità) disponibili all'affido: uno perchè spesso i minori da accogliere sono considerati "difficili"; due perchè il ragionamento principale è: "ma poi me lo tolgono e io soffro!"

    Quindi, non soffermiamoci al numero perchè, a mio avviso, non ha senso: vi è una grossa necessità di Amore gratuito e se questo è concentrato in una sola famiglia (quella di Giada o di Roberto, per es.) ben venga!

    Infine, i miei migliori auguri a tutti coloro che sono vicini al Cuore dei Bambini!

    Germana.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Riccardo Ripoli

    Data/ora: 19/10/01 17.29.26


    Grazie Germana per la tua testimonianza.

    In merito al fatto di non riuscire a trovare famiglie o comunità disponibili all'accoglienza di minori a rischio, noi siamo nati anche per questo, per cercare di fare da trade union tra i servizi sociali e le famiglie (o in casi estremi le comunità), chiaramente lasciando poi ai servizi la valutazione se affidarle alle persone da noi indicate dopo opportuni colloqui.

    Se volesse venire a trovarci, noi siamo di Livorno. La cosa ci farebbe veramente piacere.



    Risposta: promuovere l'affido

    Inviato da: Luca

    Data/ora: 30/12/01 19.42.00


    Ciao,anch'io sono attualmente single,vivo in famiglia con i miei genitori,la mia ragazza vive in russia;mi piacerebbe sapere come fare per accogliere ,se possibile,nella nostra famiglia,bimbi in difficoltà;la nostra casa è molto grande,e non avremmo problemi ad aiutare,come fai tu con la tua famiglia,dei bambini;se non è per te un disturbo troppo grosso,mi piacerebbe contattarti tramite @mail per sapere esattamente quali sono le modalità previste per un eventuale adesione da parte della mia famiglia,le varie procedure etc;grazie; <!-- BBcode auto-mailto start --><a href="mailto:00225566@jumpy.it">00225566@jumpy.it</a><!-- BBCode auto-mailto end -->

    •  
      CommentAuthorCRIS
    • CommentTime23 Jan 2010
     

    E'forse questa la discussione?

    •  
      CommentAuthorCRIS
    • CommentTime23 Jan 2010
     

    ho letto velocemente la discussione (non tutta devo ammettere) e dico solo brevemente, che non è importante quanti bambini si accolgono, uno, dieci o venti non fa la differenza...la differenza sta nell'amore e nella passione che si mette in quello che si fa, nell'affetto che si riesce a trasmette a questi bambini, nell'umiltà, nel coraggio, nella fede. Ognuno secondo le proprie possibilità, poco o tanto, ma con il cuore. Il parlarne è cosa buona e mi pare che Giada ne abbia parlato umilmente; è vero che quando si parla di affido le persone non capiscono ... non capiscono che è molto di più quello che ricevi rispetto a quello che dai. Tutti possiamo fare qualcosa per i bambini che soffrono, da un'ora alla settimana per un bambino a 24 ore al giorno per 20 bambini.Quindi Giada vai avanti e non voltarti mai indietro!