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  1.  

    A suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della vigna (1 giugno 2020)

    I frutti dell’amore

    Michele è arrivato da noi a undici anni
    Un ometto, anche troppo emancipato.
    Ha vissuto nei suoi pochi anni di vita tante di quelle situazioni che probabilmente molti di noi non vivranno mai nell’arco della propria esistenza.
    Ha visto la polizia entrare in casa a mitra spianati e portare via il padre.
    Ha visto mamma e sorella intrattenersi con diversi uomini in casa ogni giorno.
    Ha preso tante di quelle botte da meravigliarsi di essere ancora vivo.

    Tutto questo lo ha obbligato ad essere forte, a indossare un’armatura, a non far entrare nessuno nel suo cuore

    Con noi si è adeguato alle nostre regole, un vero ometto, anche troppo. Bravissimo, non sgarrava di una virgola.

    Dopo un anno circa è cambiato, ha cominciato a fare le bizze per il mangiare, ad essere ipergeloso degli altri Bambini e a fare altre cose proprie di un Bimbo piccolo.

    Il motivo è legato alla sicurezza e all’amore che gli avevamo dato.
    Si è sentito tranquillo ed ha cominciato a vivere, ripartendo dall’inizio della sua infanzia

    Un percorso sano, la base per cominciare a maturare nella giusta direzione

    --------------------
    Regredire non sempre significa non maturare

    Se noi soffriamo, c'è sempre qualcuno che soffre più di noi

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    in stato di necessità, 1700 persone che non hanno nulla da mangiare

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  2.  

    Addì 2 giugno 2020

    In quel tempo, i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono a Gesù alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso.
    E venuti, quelli gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. E' lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?».
    Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda».
    Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Di chi è questa immagine e l'iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare».
    Gesù disse loro: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». E rimasero ammirati di lui

    Marco 12,13-17

  3.  

    Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio (2 giugno 2020)

    Giustizia umana o giustizia divina?

    Un babbo picchia il figlio
    Una mamma vende il proprio Bambino ai pedofili
    Ad un Bambino vengono spente le cicche di sigaretta sulla faccia

    La giustizia umana è assai lenta: il caso deve essere scoperto, segnalato, accertato, portato in tribunale, poi il ricorso in appello, la Cassazione.
    Anni ed anni.
    Nella vita di un uomo dieci anni per fare giustizia rappresentano più del dieci per cento della propria vita; se sommati al lungo periodo di maltrattamenti i venti anni per veder riconosciuti i propri diritti sono persino pochi; se a questi si aggiunge tutto il malessere che si ingera in un Bambino non basta una vita per aver risolto il problema.

    Detta così sembra non ci siano soluzioni

    Ma i Bambini vengono dati in adozione e in affidamento, i Bambini trovano buoni amici e adulti che li aiutano, i Bambini sono guardati da Dio Padre come "E figl so’ piezz’ ‘e còre" ed il sostegno a loro arriva in tempi brevi.

    Come dite? Ci sono Bambini, tanti Bambini, che sono maltrattati senza ricevere alcun aiuto?

    Beh, la vita dura in media ottanta anni, un tempo infinitamente breve rispetto all'eternità, una percentuale così bassa da non poter essere calcolata, infinitamente piccola rispetto ai tempi della giustizia umana che si aggirano sul venti/venticinque per cento della propria esistenza.

    Crediamo nei giudici, ma non smettiamo di credere in Dio

    I primi non sempre riescono a dare giustizia ad un Bambino maltrattato
    Dio ci riesce sempre

    Dio però ha bisogno di noi: diamo la nostra disponibilità all'affidamento per aiutare Dio a proteggere i Bambini
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    Affidiamo i Bambini a Dio

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  4.  

    Addì 3 giugno 2020

    In quel tempo, vennero a Gesù dei sadducei, i quali dicono che non c'è risurrezione, e lo interrogarono dicendo:
    «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza figli, il fratello ne prenda la moglie per dare discendenti al fratello.
    C'erano sette fratelli: il primo prese moglie e morì senza lasciare discendenza; allora la prese il secondo, ma morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Infine, dopo tutti, morì anche la donna.
    Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l'hanno avuta come moglie».
    Rispose loro Gesù: «Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio?
    Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.
    A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe?
    Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore»

    Marco 12,18-27

  5.  

    Saranno come angeli nei cieli (3 giugno 2020)

    Angeli in mezzo a noi

    Al funerale di un caro amico i bimbi, la prima volta alle prese con la morte, mi chiedevano dove fosse Roberto.
    Spiegavo loro che il suo corpo era nella casa di legno davanti all'altare, ma il suo spirito, la sua anima era stata chiama da Gesù per partecipare ad una festa bellissima in casa sua, una festa che non finisce mai, una gioia infinita.

    Jaquie, la più piccola, quattro anni da poco, ha risposto "Anche io voglio andare a questa festa".
    Ho replicato spiegandole che è ancora troppo piccola ed a quella festa possiamo andare soltanto quando ci chiama Dio.

    Finisce la messa, ci ritroviamo fuori, ci mettiamo in fila per dare un abbraccio virtuale ad Annamaria, la moglie di Roberto.
    Ad un certo punto, nel salutarla, Jaquie esordisce così "Anche io vorrei morire, ma non posso perché sono troppo piccolina", strappando una risata ed un sorriso in un momento tanto delicato.

    Che i Bambini sono piccoli angeli è risaputo da molti, ma ogni volta che uno di essi viene mandato in mezzo a noi è festa grande, un'anteprima del Paradiso.

    Ringrazio Dio per i tantissimi angeli che ha voluto inviare nella mia umile vita
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    Angeli meraviglosi tra noi: i Bambini

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  6.  

    Addì 4 giugno 2020

    In quel tempo, si accostò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
    Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza.
    E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi».
    Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v'è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
    Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo

    Marco 12,28-34

  7.  

    Amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici (4 giugno 2020)

    Seguire Dio significa amare chiunque

    Se una persona mi ama non mi aspetto forse che mi dia ciò che chiedo senza domandarmi spiegazioni e senza pretendere nulla in cambio?
    Se una persona mi ama non mi aspetto forse che mi stia vicino anche quando sbaglio?
    Se una persona mi ama non mi aspetto forse che mi dia una carezza anche se sono ricoperto di piaghe?
    Se una persona mi ama non mi aspetto forse che mi perdoni le cattiverie messe in atto verso di lui e verso altri?

    Se mi aspetto questo da chi mi ama, dovrei fare lo stesso verso chi amo

    E cosa dice il Vangelo? "Ama il prossimo tuo come te stesso" aggiungendo che è il secondo dei comandamenti (il primao è amare Dio) e che amare il prossimo vale più di ognia altra cosa, per quanto meravigliosa che sia, che possiamo fare per Dio.

    Ed allora c'è qualcosa che non mi torna: come mai molti credenti, sopratutto religiosi, che dovrebbero seguire il Vangelo odiano alcune persone, le combattono, evitano persino il saluto?
    Poi magari si fanno belle facendosi vedere generosi, organizzatori di fondazioni benefiche, aiutanti in chiesa.

    Come è strano il mondo: si segue Dio solo per le cose che ci fanno comodo, e ci si rivolge a lui solo quando abbiamo bisogno
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    Amare il prossimo = Amare tutti

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  8.  

    Addì 5 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù continuava a parlare, insegnando nel tempio: «Come mai dicono gli scribi che il Messia è figlio di Davide?
    Davide stesso infatti ha detto, mosso dallo Spirito Santo: Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi.
    Davide stesso lo chiama Signore: come dunque può essere suo figlio?». E la numerosa folla lo ascoltava volentieri

    Marco 12,35-37

  9.  

    Come dunque può essere suo figlio? (5 giugno 2020)

    La conta serale

    Quattro pulcini sono una cosa meravigliosa, ma hanno tutti bisogno di grandi attenzioni.
    Se fai una carezza ad uno, gli altri tre sono gelosi.
    E' una guerra in casa a chi strappa più coccole al loro babbo quando rientra a casa la sera.
    Inizialmente aspettavano in casa, poi sul pianerottolo, adesso fanno a gara a chi scende più scale per venirmi incontro.

    Per la cena è un delirio in quanto bisticciano per chi deve stare accanto a me.
    Mi sono inventato allora la conta, in realtà vecchia di secoli, ma fatta "alla Riccardo"
    Ogni giorno devo inventarmi una conta diversa: quando ripeto tipo filastrocca una vecchia canzone, oppure conto la tabellina del tre, altre volte mi tappo gli occhi, li faccio mischiare e punto il dito.

    E' bello inventare ogni giorno nuovi modi di approcciarsi a loro, anche perché sono bimbi e in quanto tali odiano le ripetizioni, si annoiano e perdono interesse.
    Non c'è sera, almeno per ora, che non mi incitino a fare la conta, ed io mi faccio pregare in modo da tenere accesa la fiammella dell'attesa "Oggi si farà la conta oppure no?" e quella della novità con modi e location ogni volta diversi e sempre più astrusi e divertenti.

    Amare un Bambino non vuol dire solo stargli vicino e provare un buon sentimento per lui, quale buon genitore non lo fa in automatico, ma sopratutto significa esere sempre presente nel modo a lui gradito stimolandolo per aprire i suoi orizzonti.

    Ed i risultati ci sono

    A tavola capita spesso che Barbara, la più attenta ad ogni mia parola, mi chieda spiegazioni circa una frase o un vocabolo che non ha capito. Inizio la spiegazione parlando a tutti e devo dire che la loro attenzione è ogni giorno più matura.
    Usando favolette e vocaboli da Bambini ho spiegato loro, ovviamente a grandissime linee, come funziona, o dovrebbe funzionare, la politica, cosa sia un dittatore, le regole e le leggi dello stato, la domanda e l'offerta, la solidarietà verso chi è più bisognoso, la morte e tante altre cose che potranno esser loro utili nella loro crescita.

    Stimolate costantemente i vostri Bambini nel modo a voi più congeniale, ma non smettete mai di farlo, nemmeno quando saranno grandi e sbuffando vi diranno "non rompere".
    Amare, più di ogni altra cosa, è la costanza che si mette in un rapporto
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    Maggiore è l'attenzione dedicata ai Bambini, migliori saranno i risultati

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  10.  

    Addì 6 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù diceva alla folla mentre insegnava: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze,
    avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.
    Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave».
    E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte.
    Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino.
    Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.
    Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere»

    Marco 12,38-44

  11.  

    Venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino (6 giugno 2020)

    Chi ha poco è spesso molto generoso perché conosce la miseria

    Il virus ha sicuramente portato grandissimi disagi, morte tra gli anziani, perdita del lavoro.
    Non posso però negare che a me, a noi degli Amici della Zizzi, ha portato grandi gioie.

    In questo periodo abbiamo aiutato tantissime famiglie distribuendo 50 e più tonnellate di cibo
    .

    Abbiamo visto tanta generosità e solidarietà: qualcuno ci ha riempito carrelli interi, quintali di pesce da chi lo vende, magazzini pieni che si svuotavano in pochi giorni grazie all'aiuto di oltre cento volontari.
    Sono, siamo rimasti veramente colpiti da tutto questo, ma non posso tacere che gli episodi più belli che porterò nel mio cuore sono quelli legati a coloro che, pur non avendo risorse, hanno dato del loro per aiutare chi fosse in necessità maggiore.

    Fra i tanti: ad una signora erano state regalati dieci euro dalla vicina di per comprare qualcosa da mangiare, ed ha fatto la spesa per sé comprando qualcosa per noi da donare ad altri.

    Dio renda merito a tutte le persone che hanno aiutato, aiutano ed aiuteranno le tantissime famiglie in difficoltà
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    Chi molto ha sofferto, molto aiuta

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  12.  

    Addì 7 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
    Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
    Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è gia stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio»

    Giovanni 3,16-18

  13.  

    Il mondo si salvi per mezzo di lui (7 giugno 2020)

    Bambini tra i carrelli del supermercato

    Domenica sera.
    Giornata intensa vissuta senza sosta ad uno dei tanti presidi organizzati per la raccolta di generi alimentari.
    Dalle 7:30 alle 21:00 senza fermarsi, mangiando un boccone al volo in dieci minuti sul cassone del furgone.
    Stanchezza tantissima, ma anche molte soddisfazioni per l'apprezzamento delle persone e per la loro generosità, grazie alla quale abbiamo raccolto più di una tonnellata di viveri.

    Ore 19:00 Roberta rientra a Livorno da Orentano (PI) dove era andata a trascorrere la giornata con i quattro pulcini in affido.
    Passa dal supermercato dove eravamo per un saluto che si è trasformato subito in festa.
    Non c'era più la stanchezza, le gambe e le braccia hanno ripreso vigore, la pioggerellina non era più fastidiosa, il freddo serale si è trasformato in una fresca carezza perché i Bambini sanno fare miracoli.

    E' Dio ad operare miracoli attraverso di loro

    Basta un loro sorriso, la loro gioia di vivere, il forte abbraccio, le tenere frasi "Mi sei mancato tantissimissimo babbino" per riconciliarti con il mondo, per mettere alle spalle il malessere, per ritrovare la forza e la gioia di vivere.

    E questa festa, ogni volta che c'è un Bambino è sempre festa, è stata festa per tutti

    Non c'era cliente che non entrasse e non sorridesse ai pargoletti, o si intenerisse per il loro ringraziare, scimmiottando noi adulti, ogniaulvolta ci veniva fatta una donazione di cibo. Qualcuno è persino rientrato nel supermercato per comprare qualche leccornia ai nostri piccolini.

    Ogni giorno ho la dimostrazione che i Bambini sono angeli di Dio inviati a tutti noi per ricordarci che la vita è vita e merita di essere vissuta.
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    Bambini inviati da Dio per rassenerarci

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  14.  

    Addì 8 giugno 2020

    In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
    Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
    «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
    Beati i miti, perché erediteranno la terra.
    Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
    Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
    Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
    Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
    Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
    Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli»

    Matteo 5,1-12

  15.  

    Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli (8 giugno 2020)

    Poveri in terra, ricchi in Paradiso

    In questo brutto periodo abbiamo conosciuto 540 nuclei familiari, abbiamo incontrato 1300 persone ed i loro 430 Bambini.
    Da ognuno abbiamo ascoltato le loro sofferenze, la loro rabbia contro un sistema che non li aiuta, il loro amore per i piccoli cuccioli d'uomo.
    Abbiamo pianto con loro, abbiamo riso con loro, abbiamo toccato con mano le ferite del cuore porgendo loro un poco di unguento, una piccola carezza per lenire il dolore, ricevendo da essi doni e ringraziamenti.

    Abbiamo toccato con mano la loro beatitudine, certi che avranno una grande ricompensa nei cieli alla fine della loro vita come Dio ha promesso a tutti noi

    Sono loro i poveri in spirito
    Sono loro gli afflitti
    Sono loro i miti
    Sono loro ad aver fame di giustizia
    Sono loro i misericordiosi
    Sono loro i puri di cuore
    Sono loro gli operatori di pace
    Sono loro i perseguitati
    Sono loro ad essere insultati
    --------------------
    Ogni persona che soffre riceverà grande gioia

    Se noi soffriamo, c'è sempre qualcuno che soffre più di noi

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  16.  

    Addì 9 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: " Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
    Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
    Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli"

    Matteo 5,13-16

  17.  

    Voi siete il sale della terra (9 giugno 2020)

    Una casa che urla di gioia

    Case bellissime, ville di lusso, appartamenti finemente arredati, attici rigogliosi.
    E poi ci sono altre case, ai margini della città, in quartieri composti da casermoni, porte tenute insieme con lo scotch da pacchi, cartoni alle finestre, tavoli e sedie scombinate e traballanti.

    Ma l’unica casa dove vorrei abitare è quella dove ci sono risate di Bambino, frasi buffe, pigiamini lasciati in giro, calzettoncini spaiati, dentifricio sparso sulla maglietta, giochi ovunque, favole nelle librerie, cartoni animati in televisione, preghierine serali, interrogativi sulle cose più semplici, bacini e abbracci a non finire.

    Una casa senza Bambini, è una pietanza senza sale

    Se troppo anziani per attorniarvi di Bambini, aiutateli come potete pregando per loro, donando il vostro tempo in qualunque luogo ve ne siano, sostenendo economicamente chi si prende cura di essi.

    Un giorno hai un Bambino per mano, il giorno dopo ti svegli e lo vedi uomo, ma la sua essenza di Bambino resterà per sempre, indelebile, nei vostri cuori e nei vostri ricordi.

    Cinquantotto i Bimbi accolti in affido, non ne ho dimenticato nessuno, ed ognuno di loro continua a darmi gioia ogni volta che scavo nei ricordi tramite una fotografia, un racconto, una similitudine.

    E vi posso garantire che ognuno di questi momenti è una grande emozione.

    L’unica cosa che chiedo a Dio è di farmi continuare a vivere attorniato dai Bambini, l’unico valore della vita, il vero sale, la vera luce della nostra esistenza.
    --------------------
    Guardate in ogni uomo il Bambino che è stato

    Se noi soffriamo, c'è sempre qualcuno che soffre più di noi

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  18.  

    Addì 10 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.
    In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.
    Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli»

    Matteo 5,17-19

  19.  

    Non son venuto per abolire, ma per dare compimento (10 giugno 2020)

    Rivoluzione pacifica

    Un Bambino piccolo deve essere continuamente corretto: è il ruolo di ogni genitore.

    La tentazione della continua proibizione è sempre dietro l'angolo, ma dobbiamo capire che le naturali inclinazioni di ciascuno non possono essere cambiate o represse.
    Se una Bambina ama fare calcio, non le si può imporre la danza perché da femmine.
    Se un Ragazzo vuole divenire ingegnere, non lo si può obbligare a laurearasi in medicina perché il padre è medico.

    E' certo che ogni genitore persegua il bene del figlio, ma l'errore sta nel pensare di sapere sempre cosa sia meglio per lui.
    Nella crescita, quando un Bambino non è nell'età della ragione, chiaramente bisogna gestirlo senza potergli chiedere cosa preferisce, anche se a volte appare subito chiara una certa inclinazione. Man mano che cresce saranno sempre meno le cose che dovremo imporgli per il suo bene, finanche a lasciare che sbagli affinché capisca dai propri errori quale sia la giusta strada da seguire.

    Nel Vangelo c'è riportata una frase di Gesù "Non son venuto per abolire, ma per dare compimento"

    E' la rivoluzione pacifica, la rivoluzione senza spargimento di sangue, la rivoluzione lenta ed inesorabile

    Oggi in molti bestemmiano, non credono in Dio, non seguono i valori del Vangelo, ma in troppi oggi dimenticano che la nostra essenza è basata su quei valori che in centinaia di anni si sono sviluppati crescendo nel nostro tessuto sociale.

    L'aiuto al prossimo, la misericordia, la carità, il perdono sono concetti che non erano presenti prima dell'arrivo del "Cristo rivoluzionario"
    Oggi in tanti fanno volontariato, ed anche se non lo ammetteranno mai, sono tutti figli di quella rivoluzione voluta e messa in atto da Gesù.

    Non c'è giorno in cui non si debba combattere una battaglia, sia essa sul posto di lavoro, con i propri figli o con il partner o in mille altre situazioni.
    La presa di petto, l'imposizione non paga mai perché scatena litigi e malesseri che spesso rovinano il rapporto.
    Abituiamoci ad essere piccole gocce che pian piano scavano la roccia: ci vorrà più tempo, ma otterremo qualcosa di duraturo senza fare danni.
    --------------------
    Una goccia scava la roccia più di un martello pneumatico

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  20.  

    Addì 11 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Andate, predicate che il regno dei cieli è vicino.
    Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
    Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l'operaio ha diritto al suo nutrimento.
    In qualunque città o villaggio entriate, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna, e lì rimanete fino alla vostra partenza.
    Entrando nella casa, rivolgetele il saluto.
    Se quella casa ne sarà degna, la vostra pace scenda sopra di essa; ma se non ne sarà degna, la vostra pace ritorni a voi»

    Matteo 10,7-13

  21.  

    Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni (11 giugno 2020)

    Non tutti i morti sono morti

    Il Vangelo per chi crede, ma anche la nostra coscienza etica per chi non avesse fede, ci spinge a "Guarire gli infermi, risuscitare i morti, sanare i lebbrosi, cacciare i demòni"

    Non tutti gli infermi sono costretti ad un letto.
    Non tutti i morti smettono di respirare.
    Non tutti i lebbrosi sono ricoperti da piaghe visibili sul corpo.
    Non tutti i demoni si manifestano facendo sbavare la persona posseduta.

    Ci sono infermi che pur avendo l'uso delle gambe sono relegati in quartieri malfamati, Bambini maltrattati fra le mura domestiche, donne picchiate o mandate a prostituirsi da uomini senza scrupoli. Noi siamo chiamati a trovare una cura per loro.
    Ci sono Bambini e adulti morti dentro perché non hanno più speranza di vita. Noi siamo chiamati a dare loro una speranza ed un futuro.
    In tanti, pur non avendo la malattia della lebbra, sono considerati "lebbrosi" da molti, relegati ai margini della società, allontanati e persino derisi. Noi siamo chiamati ad abbracciarli e addolcire le loro pene.
    I demoni che molti di noi hanno in corpo sono le paure, le insicurezze, i torti subiti, e tutto ciò porta costoro a fare gesti inconsulti, irrazionali. Dobbiamo aiutarli ad affrontare i loro demoni ed insieme sostenerli per scacciarli al fine di dare serenità alle loro vite.

    Noi siamo chiamati ad aiutare tutti costoro e dobbiamo farlo per il valor morale che ci contraddistingue
    --------------------
    Una persona può essere morta anche se cammina

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  22.  

    Addì 12 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gia commesso adulterio con lei nel suo cuore.
    Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.
    E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
    Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio»

    Matteo 5,27-32

  23.  

    Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te (12 giugno 2020)

    Ogni ateo ha fede

    Quante volte ci soffermiamo a guardare una persona su una sedia a rotelle, con movimenti spastici, accompagnata da un educatore che cerca di interagire con lui attraverso una tabella con le lettere dell'alfabeto.
    Ed in questi casi scuotiamo la testa, abbassiamo gli occhi e diciamo "poverino"
    Oppure capita di vedere un adulto per mano alla sua mamma mentre gioca con un aereoplanino.
    Ed anche davanti a lui abbiamo un momento di compassione, ringraziando Dio di averci fatto nascere sani, belli, intelligenti, con tutti gli arti.

    Per loro la vitaè in discesa, la salita è tutta nostra

    Noi abbiamo ricevuto un certo numero di capacità, ma siamo certi che le stiamo usando e lo stiamo facendo nella direzione giusta?

    Amici atei, fermatevi un attimo a pensare al dopo morte. Per noi che abbiamo fede esiste Dio ed un Paradiso, per voi esiste solo il niente, la decomposizione della materia.
    Ora nessuno è così certo da poter dire come stiano le cose realmente.
    Per noi è un atto di fede credere nella vita eterna, ma come noi non possiamo dimostrarlo, nemmeno voi potete, con assoluta certezza, affermare che non ci sia nulla dopo la morte.

    In matematica per arrivare alla soluzione del problema si fanno delle "ipotesi di lavoro" e si prendono in considerazioni tutte le possibilità, non escludendo nemmeno la più bislacca. Male che vada si è allenato il cervello a ragionare.

    Facciamo l'ipotesi che la vita sulla terra sia una parte infinitesimale della vita reale, quella eterna, in qualunque forma ed in qualunque luogo la vogliate collocare.
    In quest'ottica potrebbe esserci uno spartiacque tra coloro che se la sono meritata e chi invece no.
    Il guardiano al confine tra la vita e la morte potrebbe essere un "cattivone" e quindi donare l'eternità a chi si sia comportato malissimo sulla terra, ma l'ipotesi più plausibile è che ci sia un guardiano buono, un guardiano che doni l'immortalità a chi se la sia meritata.

    Chi nasce con un cervello senza possibilità di sviluppo avrà certamente una vita anormale secondo i nostri parametri, ma parimenti si ritroverà in tasca un "pass" per l'eternità in quanto incapace di gestire la propria vita, di fare scelte tra il bene ed il male.
    Noi, cosiddetti "normali" o "normodotati" dobbiamo fare una fatica enorme per restare eticamente corretti.
    Pensate infatti a quante occasioni abbiamo di fare la cosa sbagliata per averne un ritorno personale, davanti a quante tentazioni cadiamo ogni giorno.

    Vediamola così
    1) Se non esistesse Dio, comportatevi pure come vi piace
    2) Se esistesse un guardiano dell'eternità cattivo, comportatevi nel peggiore dei modi
    Ma
    3) Se Dio esistesse?

    Potete escluderlo a priori? Se lo escludeste senza ombra di dubbio andreste contro il vostro stesso ateismo perché fareste un atto di fede, della stessa intensità di chi crede in Dio: credereste nel nulla, per fede, per dogma, senza poterlo dimostrare

    Io, fossi in voi, amici atei, un pensierino sulla possibilità dell'esistenza di Dio lo farei
    --------------------
    Dio o il Niente?

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  24.  

    Addì 13 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re.
    Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.
    Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno»

    Matteo 5,33-37

  25.  

    Non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello (13 giugno 2020)

    Padroni del mondo

    Da Bambini capita di dire la cosa giusta, e quando l'adulto domanda "Questa come la sai?" Rispondiamo "La so" senza capire che non nasciamo già con la scienza infusa, e se sappiamo qualcosa lo dobbiamo a qualcuno che ce lo ha insegnato, ma sin da piccoli abbiamo l'arroganza di dire "Lo so per merito esclusivamente mio"

    Da adolescenti ci sentiamo super uomini e super donne, pensiamo di poter fare qualsiasi esperienza restandone indenni, se un adulto ci tende la mano per aiutarci lo scherniamo e facciamo l'esatto opposto. L'arroganza prende una forma più consapevole e creaimo attorno a noi il mito delsuper-ego

    Da adulti l'arroganza diviene cronica e pensiamo di essere artefici della nostra vita.
    Sia in ricchezza che in povertà pensiamo di essere superiori a tutti e migliori di tutti.
    Se siamo poveri e in disgrazia non diamo la colpa alle nostre scelte di vita, bensì al mondo che è cattivo, alla cattiva sorte o a Dio.
    Se siamo ricchi non pensiamo di aver avuto una buona stella che ci ha fatto nascere in una buona situazione familiare, bensì crediamo di avere più merti degli altri.
    Se siamo diventati benestanti uscendo da una situazione di povertà ci guardiamo allo specchio compiaciuti perché il merito è solo e tutto nostro.

    Quanta stoltezza c'è dietro ad ogni arroganza

    I fattori per essere divenuti poveri o ricchi sono miriadi e le nostre scelte sono solo un piccolo granello di sabbia nell'universo che nulla spostano nella nostra vita.

    Pensiamo a questo periodo del virus: quanti avevano una vita agiata, fatto scelte che ritenevano giuste, un futuro roseo davanti, ed hanno perso tutto. Aziende fallite, persone senza lavoro. Provate ora ad usare l'arroganza, provate ora a dire sono artefice del mio futuro.
    Oppure chiedete ad un ricco se può cambiare il responso del medico che dice "tumore senza speranza, morte certa entro tre mesi"

    Per quanto bravi possiate essere non siete padroni del mondo, con la vostra bravura non avete il potere di rendere bianco o nero un solo capello, non avete il potere di allungare la vostra vita, non avete il potere di guarire da una brutta malattia.

    Ed allora finiamola con questa arroganza senza confini, impariamo che ciò che abbiamo arriva dall'alto, cominciamo a ringraziare per quello che sappiamo e facciamo, condividiamo con il mondo le nostre fortune perché solo di questo si tratta, di fortune.

    Questo virus avrebbe potuto e dovuto farci riflettere sulla precarietà, sulla nostra natura umana, avrebbe potuto farci riavvicinare a Dio, ed invece, ora che si è aperto uno spiraglio, molte persone sono tornate ad essere quello che erano: arroganti e presuntuose.

    Se gli uomini che oggi sono ricchi fossero nati in mezzo ad una guerra, in famiglie disgraziate, in nazioni alla fame oggi non sarebbero quegli uomini e quella prima scelta, dove nascere, non è certo merito di nessuno di noi, tutto il resto viene di conseguenza, anzi semmai siamo molto bravi a gettare via tutto, a buttare nel cestino la fortuna che Dio ci ha donato, magari proprio per arroganza, pensando di poter far meglio di Dio, cercando di avere sempre di più.
    --------------------
    Anche la donna più bella diventerà vecchia un giorno

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  26.  

    Addì 14 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse alla folla dei Giudei: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
    Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
    Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
    Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.
    Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.
    Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno»

    Giovanni 6,51-58

  27.  

    Se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita (14 giugno 2020)

    Oggi mangiamo insieme?

    La prima fra tutte le necessità umane è quella di mangiare, di nutrirsi.
    Abbiamo recentemente visto file interminabili davanti ai supermercati, carrelli pieni, pressanti richieste di cibo dalle categorie più povere della popolazione.
    Quante rivoluzioni sono iniziate perché la gente aveva fame?

    Alla fame materiale si accompagna la fame di credere in qualcosa: si crede nella ricchezza, in sé stessi, nella propria squadra, nel partito, nel dio denaro, nel potere, nella reincarnazione in altro essere vivente. E poi ci sono le religioni, ed ognuno sceglie tra cristianesimo, buddismo, islamismo, ebraismo, e tante altre.

    Nessuno è ateo veramente, tutti crediamo in qualcosa o in qualcuno

    Vediamo un po'. C'è una figura, poco considerata dalla maggior parte delle persone, che si chiama "nutrizionista".
    Costui studia scientificamente l'apporto necessario di vitamine e proteine che il nostro corpo deve essumere per stare bene in proporzione ad età, corporatura, attività fisica e lavorativa.
    Egli ci consiglia una dieta equilibrata avvertendoci che se mangiamo qualcosa di diverso potremmo stare male.

    E chi lo ascolta!!!???

    La maggior parte di noi si disinteressa alla "buona prassi" e mangia con sregolatezza tutto ciò che vuole e quando vuole, attratto dalle lusinghe della pubblicità menzognera che fa apparire un panino delle grandi catene di distribuzioni come la cosa più appetitosa del mondo.
    Risultato? Obesità, problemi cardiovascolari, colesterolo, alzheimer, tumori e quant'altro

    L'uomo è così furbo da farsi male da solo con la consapevolezza di farsi del male

    La stessa cosa vale per il cibo spirituale
    Ne sentiamo una profonda necessità e di esso vogliamo cibarci, ma anche in questo caso "mangiamo" con sregolatezza qualunque cosa alletti la nostra vista, e per procurarci l'oggetto del nostro desiderio siamo disposti a tutto, sopratutto a calpestare i diritti del prossimo.
    Ed è per questo che rubiamo, accettiamo compromessi, ci picchiamo e nei casi più estermi persino uccidiamo per la brama di questo cibo.
    Persino nelle religioni esistono gli estremisti pronti ad ammazzare i "cani infedeli" che appartengono ad altra fede relgiosa o ad altra cultura.

    Così come non sono un nutrizionista e non saprei dirvi cosa comprare al supermercato per stare bene, parimenti non sono un esperto di spiritualità e non saprei dirvi quale fede abbracciare per placare la vostra fame di credere in qualcosa o in qualcuno, ma dalla mia esperienza di uomo posso dirvi, davanti agli scaffali pieni di cibo, quale sia quello che a me ha fatto male e quale invece mi abbia dato maggior forza e giovamento.
    Parimenti dalla mia esperienza spirituale posso dirvi quale fede io abbia seguito e quali siano le mie esperienze di vita nelle quali ho toccato con mano la veridicità degli insegnamenti donatici duemila anni fa.

    E qui mi fermo perché le mie parole non nascono per convincere nessuno, ma nel mio intento c'è il desiderio di stimolare alla riflessione, nella speranza ci sia una dialogo che faccia bene ad entrambi per crescere, capire, migliorarsi
    --------------------
    Buon appetito

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  28.  

    Addì 15 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente"; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guanciadestra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
    E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due.
    Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle»

    Matteo 5,38-42

  29.  

    Occhio per occhio e dente per dente (15 giugno 2020)

    Vendetta, vendetta, tremenda vendetta

    Se una persona ci fa del male, o lo fa ai nostri cari, l’istinto primordiale è quello di reagire con uguale o superiore violenza.
    In certi casi l’impulso del momento ci fa alzare la mano a pugno chiuso, in altri congeliamo quel momento e rimuginiamo sul metodo migliore e più cattivo per fargliela pagare, in altri ancora combattiamo la battaglia dentro la quale ci hanno costretti ad entrare, per poi passare al contrattacco con denunce iniziando così una nuova guerra con il solo intento di “fare del male”

    Quando passa una bella ragazza, l’istinto animalesco di moltissimi uomini è quello di averla tra le braccia o nel proprio letto.
    Se vediamo una cosa che ci piace, ma che non possiamo permetterci, l’istinto ci dice di prenderla.
    Se siamo a terra l’istinto ci dice di trovare un modo, un qualsiasi modo, per tirarci su, anche fosse l’uso di droghe o alcolici.
    E potremmo proseguire.

    Ci sono istinti che teniamo tranquillamente in tasca, come saltare addosso ad una bella ragazza, oppure il rubare perché la nostra cultura ci ha insegnato che non si fa, che la legalità alla lunga paga, che le cose conquistate giorno dopo giorno hanno più valore e più certezza, e magari talvolta non diamo retta ai nostri istinti per paura delle conseguenze anche penali.

    Per la vendetta non è così

    E’ un istinto, al pari di tutti gli altri, ma non riusciamo a reprimerlo, anzi a volte ne siamo fieri, orgogliosi di aver fatto del male a chi ne ha fatto a noi.
    Ma perché non riusciamo a reprimere questa nostra rabbia?
    Una volta che abbiamo vinto la nostra battaglia in difesa verso chi ci attacca o ci accusa, per quale motivo dobbiamo vendicarci? Per quale motivo dobbiamo intraprendere un nuovo cammino, che spesso ci porta in una situazione di torto, e farci del male impegnandoci in un’altra lunga e dolorosa guerra senza esclusione di colpi?

    Forse perché non abbiamo paura delle conseguenze, specie se agiamo per vie legali con denunce e controdenunce. Ma le conseguenze ci sono, non solo per il tempo che perdiamo, ma soprattutto perché gettiamo via l’occasione di migliorarci ed essere più buoni di chi ci abbia fatto del male.
    Con la vendetta non otteniamo nulla, solo faide senza fine, ma con il perdono riscontriamo subito un risultato: la pace davanti allo specchio, la fine di una brutta vicenda, l’amore per il prossimo specie quando ci è stato fatto del male. Andare contro un istinto porta sempre a grandi risultati.
    Pensate ad una persona che istintivamente sente la fame d’aria quando va sott’acqua e riemerge immediatamente, se vincesse questo suo istinto guadagnerebbe qualche secondo giorno per giorno per stare in immersione, arrivando persino a poter rimanere sul fondo del mare senza respirare per diversi minuti, ed avere la gioia di vedere un mondo meraviglioso facendone parte.

    Combattere l’istinto della vendetta e perdonare il nostro aggressore è proprio questo: immergersi in un mondo meraviglioso fatto di silenzio e tanta pace, magari contribuendo a far capire a chi ci ha fatto del male cosa sia l’amore, quello vero, quello disinteressato, quello che travalica anche i confini del nostro innato istinto di vendetta.
    --------------------
    Perdonare per amore

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  30.  

    Addì 16 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.
    Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?
    E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?
    Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste»

    Matteo 5,43-48

  31.  

    Amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori (16 giugno 2020)

    Ricetta di pace

    Uno mi picchia, ed io lo devo amare e perdonare?
    Uno mi denuncia ingiustamente, ed io lo devo amare e perdonare?
    Uno mi ammazza il figlio, ed io lo devo amare e perdonare?
    Uno mi porta via la fidanzata, ed io lo devo amare e perdonare?

    Ma siamo scemi?!!!

    E perché mai dovrei perdonare ed amare chi mi fa del male?

    Mah che idea!!! ... che idea! ... beh ... un'idea rivoluzionaria devo dire.

    Mmhhh fammici pensare

    Vediamo
    Se io odio resto in una situazione di guerra costante, sarò sempre sulla difensiva, mi alimenterò di astio.
    Se questo odio si trasformasse in azione e dovessi andare a cercare chi mi ha picchiato aggredendolo rischierei di prenderne ancora ed avere delle coseguenze fisiche e penali.
    Se dovessi denunciare chi mi denuncia passerei la mia vita più nei tribunali che con la mia famiglia o a svagarmi serenamente.
    Se dovessi uccidere chi ha ucciso un mio caro passerei la vita a nascondermi oppure in galera.
    Se dovessi odiare ... non avrei spazio per amare ed essere amato, sarei sempre accigliato, rancoroso, astioso.

    Se invece dovessi perdonare potrei camminare a testa alta per la strada senza il timore di incontrare il mio persecutore.
    Se perdonassi l'assassino di mio figlio potrei recuperare qualcuno che possa seguire il mio esempio e migliorare il mondo in nome di mio figlio e la sua morte non sarebbe stata invana.
    Se perdonassi la donna che mi ha lasciato ed il suo amante potrei persino avere un rapporto di amicizia con loro a giovamento anche di eventuali nostri figli.

    Ma guarda un po'... l'idea è proprio da rivoluzione, da cambiamento in meglio della nostra società e della nostra vita

    Ma dai ... perché vivere bene, in pace ed in armonia?
    Perché godersi la vita quando odiare è così facile e mi viene tanto naturale?

    Si, odiamo tutti, isoliamoci dal mondo, mettiamoci su un altare e lodiamo noi stessi

    No!

    Io scelgo la strada del perdono quantomeno perché sono stanco di guerre, rancori, musi lunghi, cattiverie sussurate nei salotti.
    Sono stanco di un mondo che si basa sulla cattiveria e sull'odio in ogni forma possibile.
    Sono stanco di passare giornate interminabili nei tribunali, ore ed ore dagli avvocati a preparare difesa e attacco.
    Sono stanco e voglio riposare, ma l'unico modo per stare tranquilli è fare pace attorno a noi, cominciando da noi stessi.
    --------------------
    Voglio la pace attorno me

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  32.  

    Addì 17 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.
    Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
    Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
    Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
    Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
    E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
    Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà»

    Matteo 6,1-6.16-18

  33.  

    Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati (17 giugno 2020)

    Torta di mele

    Avevo circa dodici anni
    Entro in casa ed il profumo della torta di mele pervade l'ingresso non appena apro la porta.
    Mamma, hai fatto il mio dolce preferito, grande
    No Ricky
    Come no mamma, riconoscerei quest'odore ad un miglio di distanza
    Ti ho detto che non l'ho fatto, ti sbagli
    Va bene mamma, vuoi scherzare

    E mi metto alla frenetica ricerca del dolce, guardo dappertutto, persino sotto il letto, ma non lo trovo.
    Con aria delusa, ma decisa, guardo la mia mamma e le chiedo
    Dove lo hai messo?
    Mia madre sapeva che non avrei mollato e mi disse
    Ha suonato alla porta un bambino zingaro, chiedeva un po' di soldi. L'ho fatto accomodare in casa, l'ho fatto sedere in cucina e gli ho dato un pezzo di torta. Dopo che ebbe mangiato, nell'andare via gli ho dato il resto del dolce per i suoi fratellini. Lo avevo fatto per te, ma ho pensato che ne avesse più bisogno lui e a te lo avrei rifatto un'altra volta.

    Dopo la sua morte molte persone, anche a distanza di anni, mi hanno raccontato il loro ricordo della mia mamma, ed ho scoperto che ha aiutato tantissime persone.
    Lo ha sempre fatto nel silenzio, senza clamori, senza la sua foto sui giornali, senza cercare interviste in tv conscia della frase del Vangelo dove si legge "Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati"

    Come Associazioni ho il dovere di rendicontare ogni cosa che facciamo e qualche aritcolo sui giornali serve a consolidare la nostra immagine di Associazione attraendo più risorse al fine di permetterci di aiutare sempre più Bambini e famiglie, ma personalmente quando vado in tv o sui giornali mi sento di tradire questo principio che ancor oggi, attraverso la testimonianza di tante persone, la mia mamma mi sta insegnando.

    Dobbiamo essere visibili agli occhi di Dio, visibili a chi ha bisogno di noi, invisibili al resto del mondo
    --------------------
    Visibilità silenziosa

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  34.  

    Addì 18 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole.
    Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.
    Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
    Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
    Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe»

    Matteo 6,7-15

  35.  

    Non sprecate parole (18 giugno 2020)

    Idioti senza cuore

    Se il vostro bambino si ammalasse di tumore quale sarebbe il vostro primo pensiero?
    Quello di andare a lavorare?
    Quello di pagare meno l'ingresso agli stabilimenti balneari?
    Quello di dove andare in vacanza?
    O piuttosto non stareste vicini a lui mettendolo al primissimo, e laddove possibile, unico posto?

    Ora mi domando

    Il nostro mondo si basa sull'organizzazione familiare e dovremmo imprare a vedere i Bambini come i nostri figli, i figli di tutti.
    Se un Bambino sta morendo non dovremmo forse trovare il modo di non farlo morire?
    Non dovrebbe essere forse il nostro primo pensiero?
    Non dovremmo concentrare tutte le nostre energie per trovare una soluzione per non farlo morire?

    I naufragi si susseguono, da anni, ed i Bambini continuano a morire, anno dopo anno, mese dopo mese, giorno dopo giorno, ed ancora non abbiamo trovato una soluzione per salvarli.
    Ma sapete qual'è la cosa più triste?
    Che nessuno cerca una soluzione.
    Si è accettato di vederli morire, anzi qualcuno se ne rallegra pure, e qualsiasi cosa ha una priorità più alta, tutto è più importante della morte di un Bambino.

    Ma cosa c'è di più importante della vita di un Bambino?!

    Se non si capisce questo siamo proprio degli idioti senza cuore
    --------------------
    Ancora un Bambino morto annegato

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  36.  

    Addì 19 giugno 2020

    In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
    Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
    Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».
    Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
    Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
    Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero»

    Matteo 11,25-30

  37.  

    Imparate da me, che sono mite e umile di cuore (19 giugno 2020)

    La prepotenza della ragione

    Ieri sera quando sono entrato in casa c'era grande euforia tra i Bambini.
    Erano eccitatissimi.
    Hanno cominciato a correre a destra e sinistra "Guarda, guarda" dicevano, ma io non capivo cosa dovessi guardare.
    Prima uno, poi l'altro escono dalle loro camere con sacchetti più grossi di loro.
    Si mettono a sedere per terra e cominciano, in maniera concitata, a tirar fuori da quei sacchetti diverse scatole di cartone.
    Avevano passato il pomeriggio a scegliere le scarpine per l'estate.
    Rosa con farfalline, argentate con i brillantini, spardegne da barca, sandalini per le grandi occasioni.
    C'era di tutto in quei sacchetti colmi della loro gioia.

    Momento di festa bellissimo

    Quando è arrivata l'ora di andare a letto è stato detto loro di riporre le scarpine nelle scatole.
    Jaquie, la più piccolina, pretendeva di mettere nella stessa scatola due paia di scarpe, pigiandocele e rischiando di sciuparle.
    Anitina, la più grande dei quattro pulcini, le dice che così facendo rovinerà le scarpine nuove, e tende le braccia nell'atto di aiutarla a riporle.
    Non lo avesse mai fatto!
    Jaquie, una furia a difesa dei suoi cuccioli di scarpe, si è rigirata contro la sorella inveendo contro di lei, al punto da dover intervenire per sedare la rissa.

    A volte abbiamo ragione o presumiamo di averla e ci arroghiamo il diritto di farla valere con rabbia e cattiveria

    Impariamo ad essere miti ed umili di cuore, pur facendo valere le nostre ragioni con intelligenza, ma senza cattiveria, sentimento che fa nascere liti anche furibonde
    --------------------
    Cosa non farei per un paio di scarpe

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  38.  

    Addì 20 giugno 2020

    I genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
    Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.
    Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
    Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.
    E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
    Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo».
    Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».
    Ma essi non compresero le sue parole.
    Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore

    Luca 2,41-51

  39.  

    Ma essi non compresero le sue parole (20 giugno 2020)

    Brghz ubris agclaim

    Con Jaquie, quattro anni, parliamo una lingua incomprensibile, parole senza senso, versi strani, movimenti della bocca e delle mani.
    Io e lei ci capiamo, strutturiamo un dialogo che termina solo perché ci chiamano a tavola o per uscire.
    Gli altri non capiscono, ci guardano come fossimo due alieni, due pazzi.
    Sembra un gioco, ma in realtà è la dimostrazione che pur parlando lingue diverse riusciamo a capirci se guardiamo dritto nel cuore dell'altro.

    Così è nella vita: uno parla e l'altro non capisce nulla

    Ognuno di noi ha una sua struttura mentale, segue i suoi ragionamenti, ha le sue priorità.
    Se restiamo ancorati alle nostre costruzioni è impossibile capire e farsi capire.

    I Bambini ci insegnano tantissimo perché sono assetati di conoscere, di apprendere e pur di capire prestano la massima attenzione non solo alle parole, ma ai gesti, all'espressione del viso.

    Spesso faccio finta di essere arrabbiato con loro, ed i Bimbi si mettono a ridermi in faccia con grande stupore degli adulti che non conoscono il nostro gioco.
    Questo perché l'adulto si ferma alla prima cosa che vede o che sente: il tono alto, la faccia cupa e, standardizzando tutto, elabora velocemte sentenziando "Arrabbiato!"
    Il Bambino invece non si ferma all'apparenza, vede il naso che si arriccia, le mani ferme e chissà cos'altro riesce ad osservare istintivamente con il cuore ed elabora "Non arrabbiato! Sta scherzando".

    Dimostrazione è quando avviene il contrario
    Se li rimprovero capita spesso che lo faccia con una sola parola, spesso pronunciando il loro nome, oppure con uno sguardo alzando a mala pena un ciglio.
    E mentre tutti ridono e scherzano attorno a noi, il Bimbo "richiamato all'ordine" capisce e varia subito il suo comportamento.

    Dovremmo imparare dai Bambini a non fermarci alla prima impressione, alla prima parola, ma ad elaborare l'insieme e capire non usando i nostri standard

    Siamo troppo superbi per imparare da un Bambino?

    Eppure se lo facessimo, se usassimo la sua semplicità, la sua logica stringente senza fare voli pindarici credendo di aver capito quello che mai è stato detto o ventilato silenziosamente il mondo sarebbe migliore, noi saremmo migliori, la nostra vita sarebbe migliore.
    --------------------
    Voci silenziose dal cuore

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  40.  

    Addì 21 giugno 2020

    Non li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato.
    Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti.
    E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna.
    Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia.
    Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!
    Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

    Matteo 10,26-33

  41.  

    Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima (21 giugno 2020)

    Paura di cosa?

    Quali sono le vostre paure?

    Perdere il lavoro?
    Ammalarsi?
    Veder morire i propri cari?
    Essere abbandonati?
    Morire?

    Mettetevi il cuore in pace, sono tutte cose che accadranno

    Qualcosa troverà una soluzione positiva, ma poi accadrà di nuovo.
    Chi verrà lasciato potrà trovare un'altra compagna, ma la paura di essere lasciato sarà ancora più forte.
    Chi si ammala potrà guarire, ma la paura di ammalarsi sarà ancora più forte.

    Ed allora perché vivere con la paura di un avvenimento se sappiamo che prima o poi dovremo comunque affrontarlo?
    Chi ha paura della morte (o di altro) muore tutti i giorni, chi non ha paura muore una volta sola (o comunque solo quando quell'evento si verifica).

    Vivere nella fobia e nella paranoia ci fa solo stare male, non ci fa vivere in pieno un rapporto, non ci fa vivere bene la nostra vita

    Ciò di cui dovremmo avere timore, e non paura, è di ciò che potrebbe accadere a seconda del nostro comportamento.
    Ad esempio dobbiamo aver timore di finire in prigione perché, al di là dell'errore giudiziale, veniamo arrestati solo se ci comportiamo male.

    Il mio timore, e non paura, è quello di presentarmi davanti al giudice perfetto, davanti a Dio con la coscienza sporca, con i miei peccati sulle mani e dover ascoltare un giudizio di condanna eterna.

    Non ho paura di nessuno, ho timore solo di Dio

    Ben vengano i nemici perché mi fortificano e mi danno la possibilità di praticare il perdono.
    Ben vengano le lotte perché mi servono da allenamento a combattere contro i miei impulsi.
    Ben vengano le sconfitte perché mi danno la possibilità di aumentare la mia fede in Dio.
    --------------------
    Non dobbiamo aver paura di nulla

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  42.  

    Addì 22 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati.
    Perché osservi la pagliuzza nell'occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?
    O come potrai dire al tuo fratello: permetti che tolga la pagliuzza dal tuo occhio, mentre nell'occhio tuo c'è la trave?
    Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello»

    Matteo 7,1-5

  43.  

    Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello (22 giugno 2020)

    Travi e pagliuzze

    Ci sono peccati e torti fatti al prossimo di cui non abbiamo consapevolezza.
    Vediamo qualcuno che resta male per un nostro comportamento e non ne capiamo il motivo.
    Ma spesso invece lo sappiamo benissimo e il nostro "cadere dalle nuvole" è solo una grande ipocrisia.

    C'è chi riesce benissimo, ed io sono fra questi, a vedere la pagliuzza nell'occhio del prossimo perché sempre pronto a criticare ogni piccola cosa gli altri facciano.
    A dire il vero non sono tenero nemmeno con me stesso, e vedo anche la trave nel mio occhio, ma nonostante questo mi permetto di continuare a criticare l'operato dell'altro.

    Sapere la teoria è una buonissima cosa, ma mettere in pratica ciò che è giusto è impresa assai ardua

    Non per questo dobbiamo rinunciarvi, ma lavorarci sopra.
    Mi dico sempre "non devo criticare" e poi quando vedo una cosa storta apro bocca e gli do fiato.
    Fa parte del mio carattere e del mio ruolo, ma è solo iporcisia per giustificare il mio malsano comportamento.

    Le critiche spesso sollevano discussioni e portano anche a liti che fanno male al cuore e agli altri, rovinando talvolta anche i rapporti.

    Allora dico a me stesso prima che agli altri: "Togli prima la trave dal tuo occhio e poi ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello"
    E siccome è impossibile eliminare i propri difetti totalmente la conclusione sarebbe quella di smetterla di criticare gli altri per i propri difetti.

    La correzione fraterna è comunque giusta, ma solo se reciproca, solo se con amore diciamo al prossimo cosa non va accettando le sue critiche.
    --------------------
    Critichiamo noi stessi prima che gli altri

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  44.  

    Addì 23 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
    Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti.
    Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa; quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!"

    Matteo 7,6.12-14

  45.  

    Stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita (23 giugno 2020)

    Atei o cristiani? Tiriamo una moneta o facciamo una scelta motivata?

    Qual'è il lavoro più facile fra tutti?
    Ogni impiego ha le sue difficoltà, ma ho sempre ritenuto che fare il centralinista per un ufficio pubblico limitadosi a smistare le telefonate, senza dare alcuna risposta all'utente, fosse il lavoro più facile del mondo. Non a caso infatti esso viene dato spesso alle categorie protette.

    Tutti i lavori sono importanti, ma personalmente non mi sentirei appagato nello svolgere tale compito per anni e anni, mi sembrerebbe di dare alla comunità troppo poco rispetto a quanto possa ricevere e rispetto alle mie capacità.
    Non c'è una classifica di lavori più utili, né di quelli più difficili ed impegnativi perché per me potrebbe essere improbo fare la guida alpina, mentre per altri potrebbe essere improponibile lavorare a bordo di una nave o fare l'istruttore di ginnastica.

    Nella vita, più che nel lavoro, c'è una differenza tra le scelte fatte

    Specie nei primi trent'anni di vita si prendono decisioni che hanno poi ripercussioni importanti sulla nostra vita.
    Se decido di drogarmi, di rubare, di stuprare, o "semplicemente" di imbrogliare il prossimo ho sicuramente dei benefici nell'immediato, ma alla lunga la strada facile che ho intrapreso troverà un muro che mi fermerà.
    Chi invece ha preso la via stretta, quella fatta di sudore, pianti, sacrifici, altruismo prima o poi troverà una strada spianata.
    Muro e porte aperte forse non si troveranno in questa terra, ma la fatica sopportata per essere onesti verrà un giorno premiata, mentre imbroglioni e faccendieri di ogni ordine e grado saranno redarguiti e forse puniti.

    In molti non credono alla vita eterna, ma anche questo non credere, legato spessissimo al non voler credere, a non voler esaminare la possibilità dell'esistenza di Dio è un cedere alla tentazione di imboccare la strada larga, quella senza vincoli e con pochi principi, senza regole morali.
    Valutare l'esistenza di Dio è già di per sé uno sforzo, un cammino difficile e tortuoso, credere poi nella sua esistenza significherebbe dover sottostare a taluni precetti, oppure star male nel non osservarli. E così è più facile dire "io non credo".
    Un po' come in tanti giovani negano l'esistenza della Shoa, dello sterminio degli ebrei in nome della razza ariana.

    Non è così?
    Chi non crede ha approfondito la "questione Dio"?
    Vi consiglio un libro molto bello, Ipotesi su Gesù scritto da un giornalista bravissimo.
    Ateo convinto faceva le sue interviste in modo professionale e distaccato ad ogni genere di persone, fossero essi alti prelati, esponenti di partito, missionari laici, rivoluzionari sanguinari; ma la goccia scava nel cuore di ogni uomo, e pian piano Messori si pose degli interrogativi relativi all'esistenza di Dio così presente nel cuore e nelle azioni di molti uomini, e fece un percorso.
    Al tavolino esaminò ogni possibilità, studò libri, parlò con tante persone, ed un giorno il suo cuore si aprì all'esistenza di Dio.
    Ipotesi su Gesù ne raccoglie l'essenza facendo intravedere tra le righe lo spirito che ha animato il giornalista Messori.
    A me, quando ero adolescente, è servito molto per riflettere e pensare alle mie scelte.

    Scartate pure l'esistenza di Dio, massimo rispetto, ma fatelo dopo aver approfondito l'idea della sua possibile esistenza
    --------------------
    Ipotesi su Gesù

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  46.  

    Addì 24 giugno 2020

    Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.
    I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei.
    All'ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria.
    Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».
    Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
    Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.
    Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati.
    In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
    Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.
    Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui.
    Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

    Luca 1,57-66.80

  47.  

    Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito (24 giugno 2020)

    Restare Bambini

    E' bello vederli crescere, osservare ogni minimo cambiamento, capire il loro carattere che si sta formando pian piano.
    Il loro sentimento che si sviluppa puro ed innocente acquisendo ogni giorno più consapevolezza di sé.

    Vorremmo che non crescessero mai, vorremmo averli sempre piccoli da poter coccolare e proteggere, vorremmo che non arrivasse mai la fase critica dell'adolescenza fatta di scontri ed incomprensioni, vorremmo costruire per loro un futuro meraviglioso senza essere invadenti, vorremmo conoscere tutto di loro senza oltraggiare la loro privacy, vorremmo essere genitori migliori.

    Non è facile dosare ciò che vorremmo da ciò che dovremmo, ma sicuramente necessario per non viziarli e per non essere distanti

    Sta a noi farli crescere uomini e donne con sani principi, rispettosi del prossimo, altruisti, furbi quanto basta, consapevoli dei propri limiti.

    Un aspetto che talvolta non si tiene in coinsiderazione nell'educare i propri figli è quello del restare un po' Bambini.
    Si predilige la scuola, la maturità, la crescita e sempre prima li facciamo svolazzare da soli tra le vie del mondo.

    Abbiamo fretta che diventino adulti

    Per cosa?
    Per poi rammaricarsi se hanno fatto le loro esperienze sessuali troppo presto?
    Perché usino impropriamente il cellulare e rischino di partecipare a giochi volti al suicidio?
    Per far si che incontrino persone che possano approfittarsi di loro?
    Ma quale fretta abbiamo di vederli crescere?

    Coltiviamo il loro essere fanciulli e nella loro maturità conserveranno la fanciullezza che li aiuterà a prendere le cose con un filo di ironia, a farli ridere per le stupidaggini, a farli giocare con i propri figli divertendosi come matti.

    Coltiviamo la fanciullezza dentro di noi, non perdiamo la gioia di essere Bambini, evitiamo di essere rigidi come manici di scopa ed il mondo ci sorriderà perché chiunque è disponibile a dare una carezza ad un Bambino.
    --------------------
    Fanciulli si nasce o si diventa?

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  48.  

    Addì 25 giugno 2020

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
    Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?
    Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.
    Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.
    Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia.
    Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
    Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande».
    Quando Gesù ebbe finito questi discorsi, le folle restarono stupite del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità e non come i loro scribi

    Matteo 7,21-29

  49.  

    Non abbiamo noi profetato nel tuo nome? Non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me (25 giugno 2020)

    Giudizio sulla nostra vita

    Per coloro che hanno fede esiste una vita dopo la morte, una vita eterna e meravigliosa, il cui accesso è condizionato dal giudizio di Dio.
    Si possono fare tutte le congetture possibili e immaginabili su tale giudizio divino, ma è impensabile poter capire su quali basi il Signore accoglierà uno e chiuderà le porte in faccia ad un altro.

    Una cosa è certa, che il Vangelo mette dei paletti, indica una strada ben chiara da seguire

    Mi ha sempre fatto riflettere il brano dove si presentano persone che dicono di aver profetato, cacciato demoni e compiuto miracoli nel nome di Dio.
    Ci sarebbe da pensare che vengano accolti a braccia aperte, eppure non è così, vengono respinti, cacciati "Allontanatevi da me" ed il Vangelo rincara la dose aggiungendo "voi, operatori di iniquità"

    Ma allora il pensiero corre a tante persone che parlano di Dio, fanno grandi cose nel suo nome e ci domandiamo "Perché li scaccia e non li accoglie in Paradiso?"

    Il perché è spiegato, ma è tutt'altro che facile capire come metterlo in pratica

    "Bravo" prosegue il passo del Vangelo "è chi ascolta le mie parole e le mette in pratica. Non bravo invece è chi, pur ascoltandole, non le mette in pratica"

    Sembra ovvio, invece non lo è affatto

    Vengono infatti scacciati coloro che oltre ad aver profetato hanno anche compiuto azioni in nome di Dio.

    Ed allora come ci spieghiamo questo fatto?

    Non ho un'opinione precisa, ma solo una serie di domande che troveranno una risposta certa nel giorno del giudizio di ciascuno, che possono servire di stimolo e riflessione per tutti noi per capire se siamo sulla giusta strada.

    Forse coloro che fanno cose grandi in nome di Dio non distribuiscono carità ed amore?
    Forse coloro che fanno cose grandi in nome di Dio pestano i piedi ad altre realtà non lasciando loro spazio vitale?
    Forse coloro che fanno cose grandi in nome di Dio hanno come scopo l'essere considerati grandi sui giornali e dalla gente?
    Forse coloro che fanno cose grandi in nome di Dio parlano male del prossimo?
    Forse coloro che fanno cose grandi in nome di Dio non amano il prossimo più di sé stessi?

    O forse altro, non so, certo è che ci deve far riflettere tutti sul fatto che non basta fare opere buone per essere in grazia di Dio, probabilmente dipende dallo spirito con cui agiamo.
    --------------------
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  50.  

    Addì 26 giugno 2020

    Quando Gesù fu sceso dal monte, molta folla lo seguiva.
    Ed ecco venire un lebbroso e prostrarsi a lui dicendo: «Signore, se vuoi, tu puoi sanarmi».
    E Gesù stese la mano e lo toccò dicendo: «Lo voglio, sii sanato». E subito la sua lebbra scomparve.
    Poi Gesù gli disse: «Guardati dal dirlo a qualcuno, ma và a mostrarti al sacerdote e presenta l'offerta prescritta da Mosè, e ciò serva come testimonianza per loro»

    Matteo 8,1-4