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  1.  

    Addì 1 gennaio 2018

    In quel tempo, i pastori andarono senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.
    E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
    Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano.
    Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
    I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
    Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.

    Luca 2,16-21

  2.  

    Glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto

    Cosa abbiamo visto?

    Cosa abbiamo visto?
    L'alba
    Cosa abbiamo visto?
    Il tramonto
    Cosa abbiamo visto?
    Il mare
    Cosa abbiamo vsto?
    La nascita di un figlio
    Cosa abbiamo visto?
    Il sorriso riconoscente di un Bambino
    Cosa abbiamo visto?
    La guarigione di una persona

    Se abbiamo visto almeno una di queste cose, o altro di parimenti bello, possiamo e dobbiamo ringraziare Dio, perchè se anche si vedono cose brutte "Chi ha goduto per un minuto non ha patito per sempre"

    Non me la sento di partire con il nuovo anno chiedendo, ma voglio partire ringrazioando per tutto quello che di bello mi ha fatto vedere e che vedrò

  3.  

    Addì 2 gennaio 2018

    Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Chi sei tu?».
    Egli confessò e non negò, e confessò: «Io non sono il Cristo».
    Allora gli chiesero: «Che cosa dunque? Sei Elia?». Rispose: «Non lo sono». «Sei tu il profeta?». Rispose: «No».
    Gli dissero dunque: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».
    Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia».
    Essi erano stati mandati da parte dei farisei.
    Lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?».
    Giovanni rispose loro: «Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo».
    Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando

    Giovanni 1,19-28

  4.  

    Chi sei tu?

    Chi siamo noi?

    Non vi siete mai interrogati su quale sia il vostro posto nella vita?
    E' facile fermarsi a ciò che testiamo ogni giorno: "sono nonna, sono madre, sono padre, sono figlio" ed assumere al meglio questo ruolo.
    Ma c'è di più. Noi facciamo parte del mondo, della natura, della vita di colui che incontriamo per strada. E non possiamo trincerarci dicendo a tutti "Io sono padre, nonno o altro".
    Chi siamo noi? Che ruolo abbiamo nel mondo?
    Interrogarsi è importante perché ci stimola a capire, ci fa compiere delle scelte nella direzione immaginata, ci fa tornare indietro quando vediamo che abbiamo sbagliato.
    Se una persona si accovaccia nel suo ruolo "generico" verrà travolta dagli eventi perché sarà incapace di interagire con il mondo esterno.
    Pensate ad una mamma o ad un papà che credono essere quello il loro unico scopo nella vita.
    Pensate se un giorno il figlio dovesse morire, o prendesse una brutta strada e tagliasse i ponti con i genitori.
    Il babbo e la mamma si troverebbero spiazzati, senza una motivazione e dovrebbero inventarsene un'altra, ma non sempre è facile.
    Se invece questa coppia si fosse, ad esempio, ritagliata addosso lo scopo dell'accoglienza, anche la morte di un figlio sarebbe un incentivo ad essere ancora più accoglienti.

  5.  

    Addì 3 gennaio 2018

    In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.
    Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
    In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta.
    Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.
    Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
    Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.
    Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.
    Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.
    Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto.
    A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
    E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.
    Giovanni gli rende testimonianza e grida: «Ecco l'uomo di cui io dissi: Colui che viene dopo di me mi è passato avanti, perché era prima di me».
    Dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto e grazia su grazia.
    Perché la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.
    Dio nessuno l'ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato

    Giovanni 1,1-18

  6.  

    In principio era il Verbo

    Un progetto

    Il progetto che ogni genitore ha per i propri figli è che si elevino alla loro condizione di uomini e donne a immagine e somiglianza propria. Non come cloni, ma certamente identici o superiori nei valori e principi. Quale mamma che faccia volontariato non vorrebbe che la propria figlia fosse generosa almeno quanto lei?
    Il grande ottimismo di noi genitori si scontra con il pessimismo di molti figli, specie nell'adolescenza, di non riuscire a raggiungere gli alti valori insegnati dai propri genitori.
    Ma un papà ed una mamma non si arrendono, brontolano e perdonano, piangono e attendono, si arrabbiano e si rasserenano perché hanno, sin da prima che il figlio nascesse, o arrivasse in affido o in adozione, un progetto in testa: farlo diventare uomo o donna con quei valori nei quali essi stessi credono.
    Ogni genitore vede il proprio figlio con i limiti e i difetti, ma non è pessimismo, anzi lotta perché ha un progetto, e nonostante le infedeltà e i tradimenti del figlio, questo progetto riuscirà a portarlo a termine.
    Chi ha fede vede una similitudine con il progetto di Dio per gli uomini: vuole elevarci alla condizione divina di perfezione, è ottimista e non si arrende dinanzi ai tradimenti dell'uomo
    Genitori, non arrendetevi mai.

  7.  

    Addì 4 gennaio 2018

    In quel tempo, Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!».
    E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
    Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?».
    Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
    Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro.
    Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)»

    Giovanni 1,35-42

  8.  

    Ti chiamerai Cefa

    Rinascere quercia

    La vita è la morte sono due scrigni serrati, ognuno dei quali racchiude la chiave dell'altro. Questa bellissima frase di Karen Blixen risuona nel mio cuore da più di 30 anni, perché la mia mamma il 4 gennaio 1986 mi ha donato la vita per la seconda volta. Come un seme che morendo si apre lasciando uscire tutti i suoi valori, così mia madre con la sua morte ha dato inizio alla mia vita di uomo. Un'esistenza diversa da quella che avevo immaginato nella mia adolescenza, ma certamente un progetto che Dio aveva in serbo per me sin dall'inizio. Non so se il mio agire sia sempre stato in linea con le aspettative, ma sicuramente la mia mamma è un continuo stimolo a far meglio, affinché possa essere fiera di suo figlio e vedere in lui non più un tenero virgulto da proteggere, ma una quercia sotto i cui rami qualcuno possa riposare per un periodo durante il suo cammino

  9.  

    Addì 5 gennaio 2018

    In quel tempo, Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse: «Seguimi».
    Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro.
    Filippo incontrò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret».
    Natanaèle esclamò: «Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?». Filippo gli rispose: «Vieni e vedi».
    Gesù intanto, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità».
    Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico».
    Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!».
    Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!».
    Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo»

    Giovanni 1,43-51

  10.  

    Vieni e vedi

    Dubbi legittimi

    Con tanti imbroglioni che ci sono in giro è giusto dubitare. Un anno, due anni, tre anni di associazione non bastano per sciogliere i dubbi su come vengano destinati i fondi di un'associazione, ma trent'anni sono già una garanzia.

    Ma se qualcuno ancora dubita del nostro operato può venire e vedere ciò che facciamo, come impieghiamo il denaro che ci arriva a favore di tanti bambini e toccare con mano la nostra realtà.

    Le nostre porte sono sempre aperte all'amore in entrata ed in uscita. Chi verrà a trascorrere una giornata con noi tornerà a casa carico di doni: i mille sorrisi dei bimbi.

    Dio ci invita a seguirlo, ma capisce che nella nostra natura umano possano nascere dubbi ed interrogativi, ed allora ci invita "Vieni e Vedi".
    Dio chiama chi ha già fede a mostrare le sue opere in un binomio perfetto: chi ha già sperimentato l'amore di Dio è chiamato a operare verso il prossimo, cosa che porterà chi non crede a toccare con mano certe realtà, dando poi esempio a sua volta

  11.  

    Addì 6 gennaio 2018

    Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano:
    «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo».
    All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme.
    Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia.
    Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:
    E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda: da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele.
    Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo».
    Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino.
    Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia.
    Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra.
    Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un'altra strada fecero ritorno al loro paese

    Matteo 2,1-12

  12.  

    Alcuni Magi giunsero da oriente

    Buona Epifania

    La curiosità, la voglia di conoscere, il desiderio di scoprire cose nuove è lo stimolo per mettersi in cammino verso la ricerca della verità, un cammino pieno di difficoltà.
    La verità pertanto non è una scienza infusa dono per qualcuno che arriva dall'alto, ma qualcosa che si conquista giorno per giorno e si arriva a capire con il cuore facendosi aiutare dall'intelletto.
    La verità e vedere un uomo steso per terra e capire che è un fratello che deve essere aiutato.
    La verità è sapere che ci sono tanti bambini maltrattati e abusati ed aprire i nostri cuori all'accoglienza.
    La verità è conoscere i difetti di una persona ed imparare ad accettarla per i suoi pregi.
    Buona Epifania e buona Famiglia a tutti

  13.  

    Addì 7 gennaio 2018

    In quel tempo, Giovanni predicava dicendo: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali.
    Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».
    In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni.
    E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba.
    E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto»

    Marco 1,7-11

  14.  

    Dopo di me viene uno che è più forte di me

    Tutto è un dono

    Vi sarà capitato spesso di imbattervi in persone che si credono Dio in terra, superuomini la cui parola è legge, e chi osa confutarli viene trattato da stupido.
    Quello che ripeto sempre ai miei ragazzi è che tutto ciò che abbiamo è un dono.
    Se siamo intelligenti non è per meriti speciali, se abbiamo la salute non è perché siamo più buoni di altri. Umilmente dobbiamo ringraziare per ciò che abbiamo e mettere i nostri doni e capacità al servizio di chi ha bisogno, con tanta umiltà.

  15.  

    Addì 8 gennaio 2018

    Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva:
    «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo».
    Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
    Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini».
    E subito, lasciate le reti, lo seguirono.
    Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti.
    Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono

    Marco 1,14-20

  16.  

    E subito, lasciate le reti, lo seguirono

    Il flauto magico

    Seguireste una persona anche nel fuoco se ...

    vi promettesse denaro, più guadagni, meno tasse?
    Assicurasse lavoro per tutti, niente più povertà?
    Garantisse la pace fra i popoli, niente più guerre?

    E molti lo hanno fatto seguendo il pifferaio magico di turno
    Cosa ne avete ricavato?
    Le guerre ci sono ancora, il lavoro manca, la povertà è sotto i nostri occhi ogni giorno.
    Eppure continuate a credere al primo imbecille che per un pugno di voti vi fa promesse che non riuscirà a mantenere.

    ... e sempre meno persone seguono Dio.

    Eppure la filosofia di vita propugnata da Gesù regge da duemila anni.
    Pensate un attimo se tutti seguissimo il Vangelo ...

    Solidarietà ed altruismo porterebbero ad abolire la povertà
    Amore verso il prossimo abbatterebbe le barriere dei pregiudizi
    Perdono per le offese ricevute abolirebbe le guerre

    Non possiamo modificare l'animo di tutti gli uomini, ma possiamo intanto trasformare il nostro, affinché qualcuno accanto a noi possa dire "è cosa buona" e cambiare egli stesso creando una catena di bontà.
    Possiamo essere noi i pifferai magici, ed il flauto che useremo si chiamerà Amore

  17.  

    Addì 9 gennaio 2018

    In quel tempo, nella città di Cafarnao Gesù , entrato proprio di sabato nella sinagoga, si mise ad insegnare.
    Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi.
    Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare:
    «Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio».
    E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo».
    E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui.
    Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!».
    La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea

    Marco 1,21b-28

  18.  

    Io so chi tu sei

    Chi sei tu?

    A volte a malapena conosciamo noi stessi, ma possiamo dire di conoscere l'altro?
    "Certo" ci rispondiamo "Conosco ogni pregio e difetto di mio marito o di mia moglie, ed anche di mio figlio"
    E poi restiamo a bocca aperta quando scopriamo che il coniuge ha l'amante, o quando il nostro "bambino" ci lascia un biglietto sul tavolo dicendo che non tornerà mai più a casa o, peggio, che si è tolto la vita "perché nessuno lo capisce".

    Troppe volte pecchiamo di superbia e pensiamo di conoscere il prossimo, ma di lui non sappiamo nulla, se non ciò che vuole farci vedere.

    Se stessimo maggiormente in ascolto, se ci guardassimo di più negli occhi quando parliamo, evitando magari di dialogare su cose importanti attraverso i messaggini telefonici, forse ci comprenderemmo meglio ed eviteremmo tante sofferenze agli altri e a noi stessi

  19.  

    Addì 10 gennaio 2018

    In quel tempo, Gesù uscito dalla sinagoga, si recò subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni.
    La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.
    Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.
    Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati.
    Tutta la città era riunita davanti alla porta.
    Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
    Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava.
    Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!».
    Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
    E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni

    Marco 1,29-39

  20.  

    La febbre la lasciò ed essa si mise a servirli

    Una catena umana

    Provate: quando ricevete un sorriso, donatene uno a chi incontrate. Se anche lui farà lo stesso, e dopo di lui anche tutti gli altri, in breve tempo avremmo tantissime persone che sorridono.

    Ho sempre reputato giusto aiutare gli altri, a prescindere da ciò che riceviamo, ma a maggior ragione ritengo doverso aiutare il prossimo se a noi per primi è stata data una possibilità.
    Eppure in tanti ricevono, ma quasi nessuno restituisce l'amore che riceve. Un vero peccato.
    Questo non ci deve scoraggiare nel proseguire sulla nostra strada di supporto verso gli altri, però basterebbe veramente poco per cambiare il mondo.

    Il gioco degli scacchi arrivò in Egitto, portato da un ambasciatore persiano che volle insegnarlo anche al Faraone. Questi, entusiasta, per testimoniare la propria gratitudine, invitò l’ambasciatore ad esprimere un desiderio qualsiasi che sarebbe stato senz’altro esaudito. L’interpellato rispose che voleva del grano: un chicco sulla prima casella della scacchiera, due chicchi sulla seconda, quattro sulla terza e così continuando e raddoppiando, fino alla sessantaquattresima casella

    Cosa da poco direte voi
    Sapete quanti chicchi di grano avrebbe dovuto dare il Faraone all'ambasciatore persiano?
    18.446.744.073.709.551.615 di chicchi
    ovvero 18,5 miliardi di miliardi di chicchi
    cioè 1.800.000 milioni di tonnellate
    ovvero la produzione mondiale di grano di ben tremila anni

    Se ogni persona, bambino, famiglia che abbiamo accolto ed aiutato in questi trent'anni avesse a sua volta aiutato qualcuno, e questi a sua volta qualcun'altro e così via, oggi sarebbero ben poche le persone bisognose di aiuto.

  21.  

    Addì 11 gennaio 2018

    In quel tempo, venne a Gesù un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!».
    Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!».
    Subito la lebbra scomparve ed egli guarì.
    E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse:
    «Guarda di non dir niente a nessuno, ma và, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro».
    Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.

    Marco 1,40-45

  22.  

    Quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto

    Forza e passione

    Avete mai provato sentimenti di passioni tali da bruciarti lo stomaco?
    Non intendo tanto quelli nei confronti di una persona dell'altro sesso, quanto un desiderio smodato di fare la cosa che ci piace: pescare, scalare, pagaiare, sciare, organizzare.
    Passioni che non vedo nei ragazzi di oggi, almeno nei miei.
    Ricordo che un giorno chiesi a Liyone, ragazzo di vent'anni cresciuto con noi, quindi con tante sollecitazioni come la pesca, la barca a vela, lo sciare, il camminare, l'andare a cavallo, il nuotare, il sub e tanto altro ancora ... ma a te cosa piace fare?
    La risposta fu "boh". Non c'era nulla per cui provasse passione, eccetto l'idea di voler fare il militare, ma non era una passione, tanto che si è sgonfiata alla seconda difficoltà.
    Come si fa a vivere senza passione?
    A volte mi domandano, ma come fai ad alzarti presto e fare tante cose?
    Non c'è merito, è la passione, sono le scariche di adrenalina che ti fanno giusto dormire quel poco che basta per dire "Ho passato la notte".
    La passione è qualcosa che nasce dentro. Le sollecitazioni sono giuste per risvegliare quella fiammella accesa, ma nessuno, ho provato tante volte con i miei ragazzi, potrà trasmettere una passione ad un altro.
    Un uomo senza passione è come un fiore senza odore e senza colore.
    La passione è la benzina. Puoi avere anche un motore da mille cavalli, ma senza benzina resti nei box. Se in invece c'è passione, anche una due cavalli può fare il giro del mondo e non sentire la stanchezza

  23.  

    Addì 12 gennaio 2018

    Dopo alcuni giorni, Gesù entrò di nuovo a Cafarnao. Si seppe che era in casa e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola.
    Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone.
    Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico.
    Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati».
    Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro:
    «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?».
    Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori?
    Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina?
    Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, ti ordino - disse al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua».
    Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!»

    Marco 2,1-12

  24.  

    Scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava

    Non mi fermo dinanzi a niente

    La scuola? Non ci voglio andare
    Cosa mi hai dato da mangiare? Non mi piace
    Devo andare fino alla chiesa che dista cinquecento metri? Ma non mi accompagni in macchina?
    La mattina presto dobbiamo uscire? Ma fa freddo

    Quante volte sentiamo ripeterci queste frasi?
    I nostri figli brontolano per tutto, eppure in Cina c'è un bambino i cui genitori vivono in due città diverse per poter lavorare. Abita con i nonni in una casa fatta di fango. La sua scuola si trova a nove chilometri di distanza e le temperature in inverno sono a meno nove gradi. Calcolando che si possa camminare ad una media di quattro chilometri l'ora, al bambino ci vogliono più di due ore per andare, ed altrettante per tornare.
    Eppure il suo commento, con il viso congelato ed i capelli ricoperti di ghiaccio, è stato "Mi piace molto la scuola, possiamo avere pane con il latte a pranzo e si imparano un sacco di cose belle"

    Ecco noi ci lamentiamo per mille cose che abbiamo.
    Lui, e molti altri come lui, è felice per così poco, come se poi la cultura fosse "poco", ma questa è un'altra storia

  25.  

    Addì 13 gennaio 2018

    In quel tempo, Gesù uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava.
    Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Egli, alzatosi, lo seguì.
    Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano.
    Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?».
    Avendo udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori»

    Marco 2,13-17

  26.  

    Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati

    Un gatto arrabbiato

    A volte non è facile avvicinarsi a certe realtà di abbandono, come può essere l'affidamento, e spesso mi ono domandato il perché.
    Un giorno un mio carissimo amico mi ha detto "Tu proponi di prendere in braccio un gatto arrabbiato che graffia".
    Mi fece sorridere, ma è la verità.
    Non sareste arrabbiati voi se vi strappassero ai vostri affetti e vi mettessero in una nuova casa, con nuove abitudini, con delle regole?
    Non sareste arrabbiati se una volta trovato un posto dove potervi sistemare e pensare al vostro futuro serenamente vi spostassero, senza nemmeno avvisarvi, in un altro contesto, con persone nuove, abitudini diverse?
    Ecco questa è la ciurma dei Bambini in affido.
    E' vero, all'inizio sono gatti arrabbiati che graffiano, ma poi si trasformano in Bambini e Ragazzi, con pregi e difetti legati all'età, ed è una grandissima soddisfazione vederli crescere e maturare.
    Molti dicono "no grazie" all'affido perché questi Bimbi un giorno se ne andranno.
    Deve essere invece questo il motivo per cui dire si all'affidamento, perché vorrà dire che in qualche modo siamo stati artefici di un cambiamento: sono entrati come gatti arrabbiati, escono come leoni fieri e consapevoli delle loro capacità. E quando questo accade il nostro cuore si riempie di gioia e gratitudine per aver avuto l'opportunità di amare un gatto arrabbiato.

  27.  

    Addì 14 gennaio 2018

    In quel tempo, Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!».
    E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
    Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?».
    Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
    Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro.
    Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)»
    e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)»

    Giovanni 1,35-42

  28.  

    Che cercate?

    Cosa cerchiamo?

    Tutti noi siamo alla ricerca di qualcosa.
    E' la natura umana che non ci fa sentire mai appagati. Talvolta bisognerebbe accontentarsi di ciò che abbiamo e condividere con gli altri il bene raggiunto, ma in certi casi questa continua sete di voler di più è qualcosa di positivo. Si pensi alla cultura. Coloro che non hanno la superbia di ritenersi ormai all'apice della cultura cercano di imparare cose nuove, si guardano in giro con occhi curiosi, domandano e leggono per capire e conoscere. Dovremmo saperne sempre di più in qualunque campo. E così sarebbe bene capire meglio le dinamiche della povertà per conoscere i poveri, dell'immigrazione per comprendere le persone che arrivano da noi rischiando la vita, della fede per rendersi conto se siamo veramente atei o credenti.
    Ma oggi c'è pigrizia.
    Non solo nei ragazzi che non amano studiare, ma anche nei professori ai quali manca la voglia di trasmettere il sapere. Così la geografia non si insegna più e quando chiedo quale sia la capitale dell'estero i ragazzi ci pensano su e poi dicono "non ho fatto geografia, non lo so", oppure pensano che la "capitale" della Toscana sia "Liguria".
    Cosa cerchiamo? E' lecito conoscere ogni aspetto della vita, anche quelli negativi, ma siamo in cammino o pensiamo di non aver più nulla da imparare?

  29.  

    Addì 15 gennaio 2018

    In quel tempo, i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
    Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare.
    Ma verranno i giorni in cui sarà loro tolto lo sposo e allora digiuneranno.
    Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore.
    E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri, ma vino nuovo in otri nuovi»

    Marco 2,18-22

  30.  

    Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro?

    Vi racconto la nostra domenica

    Il pulmino fa il giro dei bimbi del diurno, mentre i nostri si preparano.
    Ognuno ha i suoi tempi. Cambia i pannoloni a Jaquie e Barbara, fai lavare Anita, dai un bacio a Mirko mentre ancora dorme attaccato da una normale influenza.
    Arriviamo alla nostra casa di campagna ad Orentano ed è bello ascoltare l'entusiasmo dei bimbi nel vedere i campi bianchi per la gelata, o euforici per il ghiaccio che si rompe nelle pozzanghere al nostro passaggio.
    Ci cambiamo e via nel bosco a far legna per accendere il cammino. Improvvisiamo un gioco: tutti si nascondo ed uno deve trovarli, ed ogni anfratto, ogni gruppo di felci o rami tagliati diventa un nascondiglio perfetto. Inizia la ricerca, ma Riccardo e Mattia sono nascosti troppo bene. invisibili anche a pochi centimetri da distanza. E la gioia è tanta.
    Troviamo dei bei rami e con un paio di viaggi riempiamo l'aia davanti casa.
    Nel frattempo ci dedichiamo alla cucina: bombe di patate e pane fritto. Tutti collaborano e la cucina diventa un andirivieni tra chi sbuccia le patate, taglia il prosciutto, impasta uova e farina, e chi viene per mangiare, spelluzzicando un pezzettino di salsiccia.
    Si crea anche un pubblico, il miglior pubblico che un artista possa pensare di avere: tre seggioloni uno accanto all'altro con le piccoline che aspettano nel nido l'arrivo della mamma che porti loro un pezzettino di pane appena cotto.
    Dopo pranzo qualcuno si addormenta davanti al camino acceso, altri tagliano pezzi di legno per raccoglierli in fascine, altri ancora giocano a pallone o sul materasso elastico.
    Ma il freddo ed il buio incombenti fanno richiamare tutti in casa: Jaquie è da cambiare perché ha visto bene di buttarsi addosso un secchio pieno di acqua gelata, a Barbara deve essere cambiato il pannolone, i ragazzi più grandi danno il fieno e l'acqua ai cavalli, altri iniziano a preparare la cena.
    Momento di calma e tutti ci ritroviamo davanti al fuoco per la riunione quotidiana.
    Belle parole, Riccardino tira fuori bei valori e principi che fanno emozionare tutti, e la preghiera dentro noi è un grazie per il buono che ha dentro e la richiesta che possa portare avanti e mettere in pratica l'amore che ha imparato.
    Cena con la torta di ceci cotta al forno a legna, e calzoncini di provola affumicata e prosciutto.
    E' tardi. Bisogna prepararsi.
    Ma ecco che arriva una sorpresa. Il "papero", da tanto tempo che non si faceva vedere, decide di far visita ai bimbi, grandi e piccoli, portando gioia ed un pizzico di follia.
    Ma si sa che per essere normali bisogna essere pazzi, almeno in casa nostra.
    E adesso, tutti a casa a dormire pronti ad iniziare una nuova giornata al risveglio.

    Buona Settimana a tutti

  31.  

    Addì 16 gennaio 2018

    In giorno di sabato, Gesù passava per i campi di grano, e i discepoli, camminando, cominciarono a strappare le spighe.
    I farisei gli dissero: «Vedi, perché essi fanno di sabato quel che non è permesso?».
    Ma egli rispose loro: «Non avete mai letto che cosa fece Davide quando si trovò nel bisogno ed ebbe fame, lui e i suoi compagni?
    Come entrò nella casa di Dio, sotto il sommo sacerdote Abiatàr, e mangiò i pani dell'offerta, che soltanto ai sacerdoti è lecito mangiare, e ne diede anche ai suoi compagni?».
    E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!
    Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato»

    Marco 2,23-28

  32.  

    Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato!

    Regole allo specchio

    In ogni situazione ci sono regole da rispettare: in ufficio, per strada, a scuola, in famiglia.
    Qualunque siano queste regole dobbiamo chinare il capo perché sono state fatte per regolare la quotidianità nel rispetto l'uno dell'altro seguendo, tra gli altri, il principio che "La mia libertà finisce dove inizia quella dell'altro".
    Ci sono però regole scritte ed altre non scritte.
    Se nel condominio non possiamo ascoltare musica ad alto volume dopo le undici di sera, non dovremmo comunque tenere basso il volume per non imporre agli altri la nostra musica?
    Ma quali sono queste regole non scritte da rispettare?
    E' facile, per vederle ci viene sempre in aiuto il nostro amico specchio.
    Quali sono le regole che vorremmo gli altri rispettassero per poter vivere meglio tutti insieme?
    Ecco, applicate quelle stesse regole anche su di voi e la convivenza sarà più serena e gioiosa.
    Il nostro specchio è magico perché se guardiamo attentamente non riflette la nostra immagine, ma quella delle persone che ci circondano.

  33.  

    Addì 17 gennaio 2018

    In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga. C'era un uomo che aveva una mano inaridita,
    e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo.
    Egli disse all'uomo che aveva la mano inaridita: «Mettiti nel mezzo!».
    Poi domandò loro: «E' lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?».
    Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse a quell'uomo: «Stendi la mano!». La stese e la sua mano fu risanata.
    E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire

    Marco 3,1-6

  34.  

    Gesù entrò di nuovo nella sinagoga

    Insistere

    Luisa arriva con il suo bagaglio di sofferenza: un papà che picchia, una mamma scappata di casa, un fratello drogato, una vita a soli nove anni trascorsa per la strada. La accogliamo con amore, ma la ribellione in lei è troppo forte e ci sono scontri ogni giorno.
    Forse non siamo in grado di aiutarla, pensiamo talvolta, ma poi ricordiamo Samuel, Manuel, Andrea, Letizia e tanti altri che sono arrivati dopo essere stati mandati via da famiglie affidatarie, comunità educative, case famiglia e persino comunità terapeutiche, e non vogliamo che anche Luisa debba sopportare nuovi abbandoni, nuove delusioni.
    Ed insistiamo.
    Andiamo avanti, ci riuniamo per capire come procedere, ci confrontiamo ogni istante, facciamo un passo avanti e uno indietro.
    Ma in trent'anni ne abbiamo visti di ragazzi difficili, e qualcosa abbiamo dato a tutti. Qualcuno arrivato molto negativo è tornato alla sua vita "negativo", ma l'aver tolto la parola "molto" dal suo cuore è stato per noi già un grande risultato.
    Mai arrendersi, mai lasciar perdere, mai scoraggiarsi dinanzi alle difficoltà, perché "mollare" significa far veramente male a quel bimbo e mettere altri in condizioni ancora peggiori delle nostre per poterlo aiutare.
    Insistiamo come ha fatto Gesù che parlava anche a coloro che volevano ucciderlo.
    Insistiamo come fa Dio con noi quando non vogliamo ascoltare i suoi consigli.

  35.  

    Addì 18 gennaio 2018

    In quel tempo, Gesù si ritirò presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì molta folla dalla Galilea.
    Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla, sentendo ciò che faceva, si recò da lui.
    Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero.
    Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo.
    Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!».
    Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero

    Marco 3,7-12

  36.  

    Ne aveva guariti molti

    Baby Gang

    Chi sono i ragazzini di cui si parla tantissimo in questi giorni?
    Sono quei bambini, divenuti adolescenti, che nessuno ha mai aiutato.
    Sono figli di ex bambini divenuti adulti che nessuno ha mai supportato.
    Sono la parte malata del nostro paese che va curata affinchè non educhino i loro figli nello stesso modo portando a gravissime conseguenze in futuro. E non parlo di cento anni, ma di pochi decenni.
    Milioni sono i bambini con problematiche sociali e familiari, ma in affido ce ne sono soltanto ventinovemila.
    Perché?
    Perché i comuni non investono nel sociale con un numero adeguato di assistenti sociali.
    Perché lo stato, chiamato a contribuire alle rette, non interviene.
    Perché molti comui sono poveri ed anche volendo non possono mettere in campo altre forze.
    Perché mettere in affido un bambino significa perdere voti.
    Perché ci sono degli imbecilli che gridano contro l'affidamento dando cattiva informazione.
    Perché NOI IN PRIMA PERSONA non ci rimbocchiamo le maniche per accogliere un bambino o non supportiamo adeguatamente chi lo faccia.
    Se oggi nelle nostre città ci sono tanti bambini e ragazzi sbandati è anche e sopratutto colpa nostra

  37.  

    Addì 19 gennaio 2018

    In quel tempo, Gesù salì sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui.
    Ne costituì Dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni.
    Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; poi Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè figli del tuono; e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananèo
    e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì.

    Marco 3,13-19

  38.  

    Chiamò a sé quelli che egli volle

    Sorrisi e gioia

    Sempre più persone entrano in contatto con la nostra Associazione. E' un po' come un passaparola. Si vivono in casa nostra "momenti magici" e chi partecipa vuole tornare portando gli amici a conoscere la nostra realtà. In molti hanno un'idea distorta dell'affido: ragazzi cattivi, pieni di problemi, che vivono in una brutta situazione, e andarli a trovare significa affrontare qualcosa di pesante e forse dannoso per spirito e psiche.
    Chi viene esce da casa nostra arricchito.
    Oggi vi voglio donare le foto di una serata speciale, una serata fatta di sorrisi, ma le immagini parlano da sole. Chi volesse venire a trovarci e seguirci in questa nostra magnifica avventura non ha che da suonare alla nostra porta

  39.  

    Addì 20 gennaio 2018

    In quel tempo, Gesù entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo.
    Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; poiché dicevano: «E' fuori di sé»

    Marco 3,20-21

  40.  

    E' fuori di sé

    Che bello essere pazzi

    Quante volte vi hanno presi per pazzi?
    Ogni volta che fate qualcosa di strano, qualcosa che va fuori dai parametri "normali", vi dicono "pazzo"

    Ma cos'è la follia?
    Dicevano "pazzo" a chi diceva che un giorno l'uomo avrebbe volato.
    Dicevano "pazzo" a quanti vedevano l'uomo sulla luna.
    Dicevano "pazzo" a tutti coloro sognavano un mondo diverso.

    Chi è il folle?
    E' colui che vive in un mondo diverso da quello che esiste per gli altri
    Ma è la stessa definizione che potremmo dare ad un genio, anche lui vive in un suo mondo (Schopenhauer)

    Ma ricordiamoci che solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero (Einstein) perché vedono oltre, perché sono pronti a fare una rivoluzione per raggiungere i propri obiettivi, disposti a non dormire, a non mangiare, a non fare vita sociale.
    Oggi i folli li deridiamo, domani le generazioni future li ringrazieranno.

    Anche Gesù è stato considerato un pazzo, un folle, eppure, a prescindere dalla fede e dal credere che sia figlio di Dio, ha dato origine ad uno stile di vita che ha cambiato il mondo e che ancora dopo duemila anni porta molti ad amare follemente il prossimo.