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  1.  

    Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente

    Grazie per il Rosa

    Ci lamentiamo per il caldo, per il freddo, per il mal di denti, perché un amico non ci ha telefonato, per un posteggio non trovato, per un vicino di casa rumoroso, e per tanto altro ancora.
    Ci lamentiamo e spesso ci arrabbiamo al punto da far pesare al mondo queste inezie lasciando che condizionino la nostra vite e le nostre scelte.
    Eppure abbiamo così tanto di cui ringraziare.
    Pensate in positivo
    Di cosa potete ringraziare Dio, o la vita se preferite?
    Io ringrazio per la salute che in tanti anni ho sempre avuto
    Ringrazio per aver avuto una famiglia sana e accudente
    Ringrazio per aver avuto una mamma che mi ha insegnato tanti valori
    Ringrazio per la gioia di poter respirare, correre, vedere, sentire
    Ringrazio per i bellissimi panorami di cui godo ogni volta che guardo la natura
    Ringrazio per i tanti bimbi che il Signore ci ha affidato
    Ringrazio di tutti gli amici che mi sono vicini
    E ringrazio per altre mille e mille situazioni
    La vita non è facile per nessuno, ognuno ha i suoi problemi, sofferenze, mancanze, delusioni, ma dobbiamo andare avanti guardando a ciò che di bello ci è stato donato.
    Non va bene il rapporto con una persona perché lo avremmo voluto diverso?
    Ringraziamo per la parte buona di quel rapporto
    Non va bene con nostro figlio perché è ribelle?
    Ringraziamo perché poteva essere un drogato
    Non va bene nel lavoro perché il nostro capo è insopportabile?
    Ringraziamo perché almeno noi un lavoro lo abbiamo
    Non piangiamo per la parte grigia del mondo, ringraziamo per la parte rosa che ci è stata donata
    E quando tutto sarà sempre più nero, ringraziamo per quello che di bello abbiamo avuto sino a quel giorno, e ringraziamo per quel mondo totalmente in rosa che dopo questa vita terrena ci aspetterà

  2.  

    Addì 1 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù, alzati gli occhi al cielo, così pregò:
    «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che per la loro parola crederanno in me; perché tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato.
    E la gloria che tu hai dato a me, io l'ho data a loro, perché siano come noi una cosa sola.
    Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell'unità e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.
    Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che mi hai dato; poiché tu mi hai amato prima della creazione del mondo.
    Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; questi sanno che tu mi hai mandato.
    E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro»

    Giovanni 17,20-26

  3.  

    Tutti siano una sola cosa

    Pisano e livornesi

    Tra pisani e livornesi non corre buon sangue. Un campanilismo sfrenato, ma da buoni toscani dopo essersi presi bene bene in giro poi andiamo a cena insieme, e tutto affoga in un bicchiere di vino. Un po' come il terzo tempo delle partite di rugby. In campo ci si picchia, siamo avversari, ma nella vita siamo amici e compagni di bevute.
    A volte purtroppo si perde la misura, e ciò che è una presa di giro simpatica, uno sfottò, diventa acredine, odio, violenza.
    I miei bimbi di colore li prendo sempre in giro "se non la smetti di faccio diventare bianco come un fantasma" oppure "ora che sono abbronzato potrei essere scambiato per il tuo babbo" o anche "la tua mamma ti ha cotto troppo e guarda lì come sei tutto bruciacchiato". E ci facciamo grandi risate, ma questo è possibile perché loro sanno che al di là della battuta gli voglio un bene dell'anima, e guai a chi me li tocca, pronto a fare una guerra per difenderli.
    La diversità fra gli uomini c'è, ed è innegabile, ma deve essere una ricchezza e non motivo di divisione.
    Dobbiamo essere tutti una cosa sola: cittadini del mondo, fratelli tra noi

  4.  

    Addì 2 giugno 2017

    In quel tempo, quando si fu manifestato ai discepoli ed essi ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
    Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle».
    Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle.
    In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi».
    Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi»

    Giovanni 21,15-19

  5.  

    Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene

    Insistere per amore

    Quando andiamo a pescare chiedo ai miei bimbi chi voglia venire e tutti alzano la mano, poi lo chiedo una seconda volta e solo la metà alza la mano, la terza volta che lo chiedo alzano la mano in due o tre. L'animo umano ci porta spesso a dire di si senza troppa convinzione per non contrariare la persona che ci sta chiedendo qualcosa, specie se le vogliamo bene. Così, per essere sicuro, faccio tre volte la stessa domanda. Qualcuno si offende, un po' come dire "te l'ho detto e te l'ho ridetto, quante volte devo dirtelo che voglio venire con te?" Ma questo è un modo anche per essere sicuri che ci sia convinzione nel fare una cosa perché, quando c'è convinzione, c'è gioia e le cose vengono fatte bene.
    Si crea così un rapporto di fiducia con le persone con le quali c'è più attinenza e da quel momento c'è la possibilità di costruire un mondo migliore

  6.  

    Addì 3 giugno 2017

    In quel tempo, Pietro, voltatosi, vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, quello che nella cena si era trovato al suo fianco e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?».
    Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù: «Signore, e lui?».
    Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te? Tu seguimi».
    Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che rimanga finché io venga, che importa a te?».
    Questo è il discepolo che rende testimonianza su questi fatti e li ha scritti; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.
    Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù, che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere

    Giovanni 21,20-25

  7.  

    Se voglio che egli rimanga finché io venga, che importa a te?

    Mare patana

    Chi di voi quando viaggia sui traghetti o sulle navi da crociera non vorrebbe il mare liscio come l'olio? Oppure quando va al mare con gli amici non preferirebbe un mare piatto come una tavola? O magari quando va a pescare trovare il mare patana, cioé bello calmo?
    Al mare non possiamo comandare, ma possiamo imparare a tenere a freno i marosi che si scatenano nel nostro cuore.
    Nell'animo umano si trovano spesso in contrasto sentimenti di varia natura che agitano le nostre vite impedendoci di stare in pace, di godere di un mare vellutato in cui stare piacevolmente a mollo.
    Amore e gelosia vanno spesso a braccetto insieme, così come Amicizia e invidia.
    Si narra nel Vangelo che gli stessi apostoli di Gesù erano gelosi ed invidiosi.
    Sono vizi che dovremmo cercare di eliminare perché uccidono i rapporti umani.
    Pensate a quante volte è capitato che due amici non si parlino più perché uno dei due ha ottenuto un posto di lavoro dove l'altro è stato rifiutato, oppure quanti fidanzamenti finiscono per il sospetto del tradimento.
    Ma al di là della conclusione di un amicizia o di un amore, si vive qualunque rapporto malissimo, un po' come andare a fare il bagno quando c'è una forte libecciata che sferza la costa.
    Gelosia ed invidia provocano ferite, difficili poi da sanare, molte delle quali portano alla morte, cioè alla separazione tra due persone

  8.  

    Addì 4 giugno 2017

    La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
    Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati»

    Giovanni 20,19-23

  9.  

    Ricevete lo Spirito Santo

    Un orto bellissimo

    Nella nostra casa di campagna ad Orentano da anni coltiviamo il nostro orto.
    Fresiamo il terreno in modo uniforme, seminiamo nello stesso modo ed innaffiamo con la stessa quantità di acqua.
    Pian piano nascono tutte le piante e all'inizio sembrano uguali, ma entro breve tempo i pomodori diventano alti, l'insalata si allarga, i fagioli fini fini si arrampicano sulla rete, il cavolo diventa sempre più grosso e la zucca estende i suoi filari per lunghi tratti.
    Al momento del raccolto abbiamo tante bellissime fragole, saporite patate, grossi pomodori rossi e tante altre qualità di ottima verdura. Eppure l'acqua che abbiamo dato loro è la stessa, sia in qualità che in quantità.
    Così è l'amore dei genitori che si riversa sui figli ma ogni figlio cresce in maniera differente. Ognuno di essi ha le sue particolarità e le sue doti.
    Così è l'amore di Dio che irrora tutti noi con lo Spirito Santo al pari di un contadino che getta acqua sulle sue creature

  10.  

    Addì 5 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]: «Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano.
    A suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della vigna.
    Ma essi, afferratolo, lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote.
    Inviò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo coprirono di insulti.
    Ne inviò ancora un altro, e questo lo uccisero; e di molti altri, che egli ancora mandò, alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
    Aveva ancora uno, il figlio prediletto: lo inviò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto per mio figlio!
    Ma quei vignaioli dissero tra di loro: Questi è l'erede; su, uccidiamolo e l'eredità sarà nostra.
    E afferratolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
    Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e sterminerà quei vignaioli e darà la vigna ad altri.
    Non avete forse letto questa Scrittura: La pietra che i costruttori hanno scartata è diventata testata d'angolo; dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri»?
    Allora cercarono di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. E, lasciatolo, se ne andarono

    Marco 12,1-12

  11.  

    Ne inviò ancora un altro, e questo lo uccisero

    Morti e stragi

    Avevo un canino, un bichon bolognese di nome Niky. Era piccolino ma rapinoso da morire. Ogni cane che vedeva gli abbaiava e ringhiava. Un giorno incontrammo un signore che aveva al guinzaglio due dobermann, e Niky gli si avventò contro con la sua vocina da pulce. I due cani lo guardarono dall'alto in basso e non lo considerarorno nemmeno.
    In questo periodo mi sembra che stia avvenendo questo.
    Qualche gruppo di musulmani "rapinosi" sta abbaiando contro l'occidente, e purtroppo qualche volta da anche qualche morso. Un canino come Niky può comunque tagliare qualche dito, così questi gruppi di terroristi islamici possono uccidere qualcuno di noi, qualche "infedele", ma di più non possono fare.
    E la dimostrazione è nella reazione delle persone.
    Ad un concerto butti una bomba? E noi facciamo un altro concerto
    Distruggi un locale dove si suona la musica del diavolo? E noi lo ricostruiamo
    Ti butti tra la folla con un auto o un camion? E noi ci ritroviamo ancora tutti insieme
    Blocchi un ponte meta di turismo? E noi ci passiamo vicini in attesa che riapra
    Dirotti un aereo contro un grattacielo? E noi continuiamo a volare e ad affollare gli uffici ricostruendo le torri che hai buttato giù.
    Questa è la nostra giusta reazione, non dobbiamo spaventarci o farci intimorire
    E' il Vangelo che si ripete
    Dio ha mandato profeti che sono stati uccisi e torturati, poi ha mandato suo figlio che viene ucciso in croce, e adesso manda noi a combattere con le armi della pace, del dialogo e della perseveranza coloro che non rispettano il prossimo e le sue idee.
    Siamo in guerra, ed allora combattiamo
    Loro con le bombe ed i coltelli, noi con l'amore e l'abbraccio fraterno
    Sarà la storia a decretare il vincitore

  12.  

    Addì 6 giugno 2017

    In quel tempo, i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono a Gesù alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso.
    E venuti, quelli gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. E' lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?».
    Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda».
    Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Di chi è questa immagine e l'iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare».
    Gesù disse loro: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». E rimasero ammirati di lui

    Marco 12,13-17

  13.  

    Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio

    Raccolta differenziata

    Una delle più belle conquiste dei nostri tempi, in mezzo a tante cose negative, è la raccolta differenziata. Mi si apre il cuore quando nelle scuole insegnano il rispetto dell'ambiente, l'ecologia, il suddividere le varie materie per poterle riciclare. Non è tutto oro ciò che luccica perché spesso i costi e l'inquinamento prodotti per riclicalre sono molto alti, ed il prodotto è di scarsa qualità, ma stendiamo un velo pietoso e guardiamo al principio: fare una scelta tra le cose che abbiamo dando a ciascuna il suo giusto peso.
    Proviamo a compiere anche dentro di noi questo controllo di qualità.
    Interroghiamoci su tutto ciò che abbiamo e valutiamo ogni singolo aspetto della nostra vita suddividendolo tra "buono da tenere" e "utile da usare".
    Di primo acchito farei una cernita tra cose materiali e valori.
    Tra le cose materiali poi sceglierei quelle indispensabili alla sussistenza e quelle voluttuarie, approvigionandomi delle prime e stando attento a non averne troppe delle seconde, affinché la vita non diventi solo uno svago e la terra un parco divertimenti con tanti inservienti ai nostri comandi, al punto che coloro che hanno più possibilità usino gli altri per divertirsi
    Quando ci alimentiamo dovremmo bilanciare la nostra dieta, ingerendo nella giusta misura carboidrati, proteine e grassi. E' quindi giusto divertirsi, ma è importante anche lavorare, aiutare il prossimo, riposare, dialogare.
    In troppi buttano via nei rifiuti indifferenziati i principi, ma sarebbe corretto, una volta appresi, insegnarli ad altri in modo che ci sia un continuo riciclo di valori

  14.  

    Addì 7 giugno 2017

    In quel tempo, vennero a Gesù dei sadducei, i quali dicono che non c'è risurrezione, e lo interrogarono dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza figli, il fratello ne prenda la moglie per dare discendenti al fratello.
    C'erano sette fratelli: il primo prese moglie e morì senza lasciare discendenza; allora la prese il secondo, ma morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Infine, dopo tutti, morì anche la donna.
    Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l'hanno avuta come moglie».
    Rispose loro Gesù: «Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio?
    Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli.
    A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe?
    Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore»

    Marco 12,18-27

  15.  

    A chi di loro apparterrà la donna?

    Bambino legato ad una biga

    Ogni tanto penso a quegli episodi dell'antica Roma, mostrati da molti film, in cui legavano una persona a due bighe, facendole poi andare una opposta all'altra.
    Oggi noi facciamo così. Tiriamo da due parti i nostri affetti, vogliamo portare l'acqua al nostro mulino, strappare all'altro il possesso di un figlio nei casi di separazione.
    E chi ne fa le spese è il bambino conteso.
    Un figlio non appartiene a mamma o papà, un figlio è una persona, non una cosa che si può possedere, e contenderselo significa non aver capito nulla di cosa voglia dire "amore genitoriale".
    Un genitore non dovrebbe mettere un bambino in una posizione di dover scegliere per poter sopravvivere, non dovrebbe esporlo al pericolo di una contesa, non dovrebbe pensare al proprio bene ma solo a quello del figlio.
    Oggi dire queste cose, con i tribunali pieni di pratiche per l'affidamento dei minori, sembra una cosa fuori del mondo, ma fuori del mondo è chi attacca un bimbo ad una biga e lancia al galoppo i suoi cavalli per strapparlo all'altra parte. E l'assurdo è che dica di farlo "per amore"

  16.  

    Addì 8 giugno 2017

    In quel tempo, si accostò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
    Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza.
    E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi».
    Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v'è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come sé stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
    Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo

    Marco 12,28-34

  17.  

    Qual è il primo di tutti i comandamenti?

    Parola d'ordine

    Michele, adolescente, qualche tempo fa mi chiese:
    Cosa fa grande un rapporto? Il conoscersi?
    Certo, anche conoscersi è importante ma ...
    Il sopportare i difetti dell'altro?
    Certamente Michele, ma ...
    Lasciare spazio all'altro per le sue cose personali?
    Ovvio, ma c'è una cosa che ...
    Interessarsi di ciò che ha fatto?
    Sicuro, ma ...
    Stargli vicino quando soffre?
    Michele, ascolta!
    In un rapporto c'è una cosa sola che conta
    Una sola? Ma sei sicuro? E cos'è questa cosa?
    E' amare
    Se uno ama, sopporta la lite
    Se uno ama, sopporta i difetti
    Se uno ama, sopporta le gelosie
    Se uno ama ...
    Se uno ama il rapporto troverà sempre un equilibrio
    Anche Gesù nel Vangelo ci dice che gli unici comandamenti che contanto sono solo due, tutto il resto è un corollario che discende da essi: amare Dio e amare il prossimo.
    Se noi imparassimo ad amare, ma amare con la A maiuscola, non saremmo gelosi, non saremmo invidiosi, non saremmo vendicativi, e faremmo solo il bene del nostro prossimo aiutando l'immigrato, il malato, l'anziano, il genitore che ci ha fatto un torto senza se e senza ma.
    Amare è una parola d'ordine che apre tutte le porte

  18.  

    Addì 9 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù continuava a parlare, insegnando nel tempio: «Come mai dicono gli scribi che il Messia è figlio di Davide?
    Davide stesso infatti ha detto, mosso dallo Spirito Santo: Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi.
    Davide stesso lo chiama Signore: come dunque può essere suo figlio?». E la numerosa folla lo ascoltava volentieri

    Marco 12,35-37

  19.  

    Io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi

    Vendetta, vendetta, tremenda vendetta

    Quanta fatica inutile facciamo ogni giorno, energie che potremmo risparmiare per fare cose più utili a noi e al prossimo.
    Polemiche assurde e sterili, scenate di gelosia, pensieri contorti sul come vendicarci di qualcuno.
    In inverno ci lamentiamo della troppa neve che invade le strade, eppure a primavera quei grossi cumuli, ostacolo alla nostra circolazione, spariscono come d'incanto.
    Ci sono situazioni che si risolvono da sole, basta solo avere un po' di pazienza, evitare di arrabbiarsi, mandare messaggi chilometrici, urlare, vendicarsi.
    Mia madre diceva sempre "Non arrabbiarti, mettiti sulla riva del fiume ed aspetta che passi il cadavere del tuo nemico".
    Se di nemici si tratta, vendicarsi significa solo instaurare una guerra
    Se non si tratta di nemici, le contrarietà si risolveranno da sole sciogliendosi come neve al sole

  20.  

    Addì 10 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù diceva alla folla mentre insegnava: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.
    Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave».
    E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte.
    Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino.
    Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri.
    Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere»

    Marco 12,38-44

  21.  

    Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti

    Vescovo superstar

    Un mio amico era responsabile di un'Associazione, e per anni ha chiesto al vescovo della sua città di venirlo a trovare, di condividere qualche momento con coloro che assiste. In oltre dieci anni numerosissime sono state le scuse "non ho tempo", "sono già impegnato".
    Ricordo che il mio amico mi raccontò di averlo invitato in novembre per la festa di Natale. La segretaria scrisse che, stante il poco preavviso, il vescovo non poteva venire. Allora, in tutta risposta, il mio amico chiese la presenza dell'alto prelato per il mese di maggio, quindi con un preavviso di circa otto mesi. Risposta immediata e quasi stizzita: "Il vescovo è già impegnato".
    Il mio amico non si arrese, non si arrende mai, e replicò chiedendo che il vescovo volesse indicare una data per un incontro. "Le faremo sapere", scrisse la segretaria, e da allora non hanno più risposto alle numerose mail di invito a tutti gli eventi dell'Associazione.
    Ma che vescovo impegnato.
    Verrebbe da pensare che ogni giorno vada alla mensa dei poveri a servire a tavola, oppure si insudici nella polvere per giocare con i bambini di strada, o magari faccia servizio di volontariato per curare le piaghe dei malati terminali, o degli anziani dell'ospizio.
    Che bello se così fosse. Che bello se, al pari di Gesù, desse il buon esempio sul come essere buoni cristiani.
    Ed invece dove lo trova il mio amico?
    Sui giornali, alla televisione, adornato di candide vesti, pronto a farsi fotografare con le alte cariche cittadine, a stringere mani al senatore o all'assessore regionale.
    Non manca occasione per mostrarsi in pubblico, quando c'è un pubblico cui mostrarsi.
    Il mio amico non serba rancore per lui, ma prova una grandissima pena perché proprio nel Vangelo c'è scritto "Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.
    Divorano le case delle vedove ed ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave"
    Come aveva ragione Ghandi quando diceva "Se voi cristiani faceste quello che c'è scritto nel Vangelo, saremmo tutti cristiani".
    Purtroppo questi vescovi sono coloro che dovrebbero dare il buon esempio, ed invece portano in molti ad allontarasi dalla chiesa e, purtroppo, spesso anche da Dio

  22.  

    Addì 11 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
    Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.
    Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è gia stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio»

    Giovanni 3,16-18

  23.  

    Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo

    Assiomi e postulati

    La matematica si fonda su nove assiomi, nove regole che sono vere perché sono evidenti, ma non si possono dimostrare.
    Un esempio per tutti è il primo di essi "Tra due punti qualsiasi è possibile tracciare una ed una sola retta"
    Ognuno di noi dovrebbe fare il punto della situazione e capire quali siano i postulati sui quali ha basato, basa o dovrebbe basare la propria vita, ed imparare a rispettarli ogni giorno.
    Quali, in sostanza, le regole che ritiene giusto seguire a qualunque costo.
    Una delle mie, che cerco sempre di insegnare ai ragazzi, è l'assioma di Don Luigi "Giudica il peccato e non il peccatore"
    Possiamo credere in Dio o non crederci, ma è certo che il Vangelo racchiude dei valori che, se rispettati da tutti, ci farebbero vivere in un mondo migliore.
    Se alla matematica togliessimo i nove assiomi, essa non esisterebbe più.
    Quindi se troviamo un brodo che per arrivare da Livorno a Roma passa da Bologna, lasciamolo fare, ma capiamo che non è il tratto più breve che possa fare.
    Parimenti se vediamo qualcuno che giudica una persona in base ai suoi errori, lasciamolo fare, ma non è la strada che dovremmo prendere noi per avere un buon equilibrio nella vita

  24.  

    Addì 12 giugno 2017

    In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.
    Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:
    «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati gli afflitti, perché saranno consolati.
    Beati i miti, perché erediteranno la terra.
    Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.
    Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.
    Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
    Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
    Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.
    Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
    Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli»

    Matteo 5,1-12

  25.  

    Beati voi

    Cambiamenti climatici

    Quante volte vi sarà capitato di dire "Beato lui" perché ha un gioco nuovo, il motorino, una bella macchina, una moglie stupenda, una casa al mare, tanti soldi, un modo di fare che incanta la gente.
    Purtroppo oggi i valori per molti sono questi: l'apparire, la ricchezza, il potere.
    Tutto si misura con questi parametri.
    A me è stato insegnato diversamente, e così insegno ai miei Bimbi.
    Per me i veri valori sono l'umilità, la mitezza, la ricerca dell'onestà, la misericordia, la purezza.
    Purtroppo sono ben lontano dal rispettarli, ma conoscendoli nella teoria faccio di tutto per migliorarmi. Ed i miei Bimbi sono coloro che mi danno la forza e l'esempio ogni giorno.
    Chi più, chi meno, hanno tutti alle spalle una strada di sofferenza: c'è chi è stato abbandonato e rifiutato da un genitore, chi ha visto in casa urla e botte, chi è stato maltrattato, insultato, deriso, percosso, non amato.
    Beati loro.
    Beati loro perché un bambino non ha colpe, ma le grida giungono sino all'orecchio di Dio, le sue lacrime bagnano la terra irrigandola di valori, la sua tristezza è una macchia indelebile per l'umanità.
    Che gioia quando in loro torna a sorgere il sole rischiarando la vita di tutti noi.
    Si parla spesso di cambiamenti climatici e di cosa possiamo fare noi per migliorare la nostra vita e quella delle future generazioni.
    Ecco, noi possiamo cambiare il clima dando ai bambini, maltrattati e lesi nella loro dignità, un futuro migliore donando loro amore e serenità.
    Venite a trovarci, faremo un pezzo di strada insieme, ed anche fosse solo per una settimana, sarà sempre un raggio di sole che sarete riusciti a donare a chi ha visto il cielo cupo per troppo tempo

  26.  

    Addì 13 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: " Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
    Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.
    Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli"

    Matteo 5,13-16

  27.  

    Voi siete il sale della terra

    Che sapore abbiamo?

    Un uomo senza una gamba può essere utile a qualcuno?
    Certamente si.
    Una persona cieca?
    Certo.
    Un anziano può ancora servire gli altri?
    Ovviamente si.
    Un infermo, malato terminale, può aiutare il prossimo?
    Chiaramente può farlo, non fosse altro che con una buona parola consolatoria.
    Allora quand'è che qualcuno non serve più a nulla?
    Quando perde il sale, quando non ha più sapore, quando ciò che da agli altri è arido. In buona sostanza quando l'egoismo lo pervade ed ogni sua azione mira al proprio benessere; quando è opportunista e sfrutta le persone; quando agisce con cattiveria e senza pietà; quando non ha più valori o principi.
    E' un po' come se il sale perdesse il sapore: non servirebbe più a nulla e lo si getterebbe via perchè inutile.
    Viviamo la nostra vita con amore, donando principi, spendendo le nostre giornate al servizio del prossimo, e solo così daremo sapore alla terra migliorando le nostre vite e di coloro che ci seguiranno

  28.  

    Addì 14 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.
    In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.
    Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli»

    Matteo 5,17-19

  29.  

    Minimo nel regno dei cieli

    Festa grande per Michele

    Il piccolo Michele è autistico. Al compimento dei suoi sette anni la mamma ha invitato gli amichetti della sua classe, la prima elementare, ma nessun bambino ha aderito alla festa. Forse perché autistico, forse per altre ragioni, fatto sta che Michele si sarebbe ritrovato da solo a spengere le candeline.
    La mamma, più un bambino ha problemi e maggiore è la forza di queste donne stupende, ha emanato l'invito su facebook ed il miracolo si è compiuto: il piccolo Michele ha visto arrivare tantissimi amici, compresa la polizia con le sirene ed i vigili del fuoco con il loro carro antincendio.
    Alcuni adulti hanno insegnato ai propri figli che sia giusto escludere qualcuno perché diverso.
    Altri adulti hanno insegnato a Michele cosa significhi solidarietà ed amicizia.
    Che adulti vogliamo essere?
    Quelli che trasgrediscono i principi, insegnando agli altri a fare altrettanto, oppure coloro che li osservano insegnandoli al prossimo?

  30.  

    Addì 15 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
    Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio.
    Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
    Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
    Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione.
    In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo!»

    Matteo 5,20-26

  31.  

    Va prima a riconciliarti con il tuo fratello

    Uno zaino carico di ...

    Ogni estate portiamo i nostri bambini nella casa che abbiamo in campagna ad Orentano (PI).
    Qualche anno fa, facemmo una gita sul Monte Serra. Quattro ore di camminata su sentieri in salita. La sera prima preparammo gli zaini con il minimo indispensabile per viaggiare leggeri.
    Marco aveva una collezione di sassi. Qualcuno di essi lo aveva portato dal suo passato, altri li aveva raccolti da quando era con noi. Alcuni erano grandi, altri più piccoli.
    Marco era un pigrone, gli piaceva dormire, e la sveglia presto per andare a fare una gita non era nelle sue corde.
    Ma seppur con un po' di ritardo rispetto alla tabella di marcia, pensata per non trovarci a camminare sotto il sole di mezzogiorno, partimmo. C'era aria di festa: già alle sei cantavamo a squarciagola.
    Dopo un'ora di marcia la fatica si faceva sentire e dagli zaini cominciarono ad uscire le prime barrette di cioccolata e qualche sorso d'acqua, ma eravamo ancora tutti baldanzosi. Solo Marco restava più indietro e dovevamo aspettarlo frequentemente.
    Dopo un'altra ora ci fermammo per una sosta in un bel piazzale dedicato alla memoria dei militari dell'Accademia Navale di Livorno caduti sul Monte Serra con l'aereo Hercules C-130 "Vega 10" il 3 marzo 1977. Marco arrivò dopo venti minuti, scortato da uno dei nostri volontari che chiudeva il gruppo.
    Era più morto che vivo, si sdraiò e si addormentò.
    Lo lasciammo riposare, ma dopo una ventina di minuti, anche per non bloccare tutti gli altri, decidemmo di ripartire. Marco si rifiutò: non ce la faceva più.
    Cercai di capirne il motivo andando a parlare con lui, ma subito l'occhio mi cadde sul suo zaino: era più voluminoso degli altri.
    Nel chiedergli cosa ci avesse messo dentro feci per prenderlo, ed era pesantissimo.
    Lo aprii e vi trovai la sua collezione di sassi.
    "Perchè hai portato con te questi sassi?"
    "Non me ne separo mai"
    "Guarda che se li lasci a casa nessuno te li ruba" risposi in tono scherzoso
    Ma lui serio mi disse "Ogni sasso rappresenta qualcosa di importante per me"
    E così dicendo estrasse una grossa pietra "Vedi questo? E' l'odio che provo per mio padre per avermi picchiato. E quest'altro è il dolore che provo pensando a mia madre che mi ha abbandonato. Questi più piccoli invece sono le liti che ho in casa con gli altri bambini. Ogni momento voglio ricordarmi quello che gli altri mi hanno fatto"
    Mi si strinse il cuore perché solo in quel momento capii quanto quel bambino stesse male. Non potevo cambiare il suo passato, ma qualcosa dovevo fare.
    Fu allora che mi venne a mente un passo del Vangelo "Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono"
    "Vedi" gli dissi "Per colpa di quei sassi fai una gran fatica ad andare avanti. Non sei sereno, non gioisci con gli altri ragazzi, sei affaticato e oppresso. Se tu ti liberassi di quel fardello correresti come il vento verso la vetta del Monte. Così è nella vita: i pesi che ti porti dietro ti fanno stare male, impedendoti di essere sereno e rallentano il cammino verso un bel futuro, senza considerare che con la tua tristezza ed il tuo odio rattristi anche coloro che ti sono vicini, rischiando di creare il vuoto attorno a te"
    Marco non buttò via i suoi sassi, si stancò tantissimo al punto che tornati a casa dormì quasi un giorno intero, ma quella lezione gli servì e dopo qualche giorno alcuni sassi sparirono.
    La strada per riunciare a odio, vendetta e rancore è lunga e tortuosa, ma dovremmo cominciare a pensare anche noi a buttare via qualche sasso per alleggerire il nostro cuore e camminare nella vita più speditamente.

  32.  

    Addì 16 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha gia commesso adulterio con lei nel suo cuore.
    Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.
    E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
    Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio; ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio»

    Matteo 5,27-32

  33.  

    Se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te

    Una bella lavatina all'anima

    Comprate una decina di mele, le mettete nella fruttiera, ma dopo qualche giorno vi accorgete che una di esse si è ammarcita. La lasciate lì con le altre?
    Ovviamente no, la togliete e la buttate via, senza troppi scrupoli, onde evitare di far marcire tutte le altre.
    Così dovremmo fare anche dentro di noi.
    Il problema è che alle volte non ci accorgiamo di quali siano i nostri difetti o peccati che corrompono il nostro cuore. E' bene quindi, lo ripeto sempre ai miei ragazzi, alla sera, quando ci si lava i denti e ci guardiamo nello specchio, dare una lavatina anche all'anima, fare una sintesi della giornata per cercare di capire cosa abbiamo fatto di male, e cercare il giorno dopo di rimediare o di non farlo più.
    Da soli spesso non riusciamo, ed abbiamo bisogno del prossimo, delle persone che ci vogliono bene. Purtroppo chi sbaglia ha spesso l'arroganza di pensare di non sbagliare e dovrebbe ascoltare un po' di più le persone di cui si fida.

  34.  

    Addì 17 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re.
    Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.
    Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno»

    Matteo 5,33-37

  35.  

    Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no

    Contro la forza, la ragione vale

    Trent'anni. Tanti sono gli anni percorsi dalla nostra Associazione.
    Di errori ne abbiamo fatti, ma tutti in onestà, convinti di fare bene, ed abbiamo imparato sempre più.
    Non abbiamo mai chinato il capo davanti ad un politico o ad un potente, e per questo la politica e i poteri forti di enti che hanno tentato di assoggettarci, ci odiano e ci fanno la guerra.
    Pazienza, ce ne faremo una ragione, anche se dispiace vedere che coloro che sono al servizio del prossimo ostacolino chi si rimbocca le maniche.
    La mia mamma mi diceva sempre "Prima di andare a letto guardati nello specchio: devi vedere sempre una persona onesta".
    Tutto si può dire di noi, ma l'onestà è certa, anche perché altrimenti oggi saremmo in galera, oppure ad alti livelli con incarichi istituzionali. Questo non significa che una persona onesta non possa assurgere ai piani alti, ma soltanto che noi, con l'onestà, non ci siamo riusciti.
    Aprite le mani con i palmi in alto, e lasciate che qualcuno vi versi sopra dell'acqua. Non riuscirete a trattenerne se non una minima parte.
    Ecco, le mani sono gli ostacoli che abbiamo nella vita, ma l'acqua siamo noi.
    Il Pc ci mise i bastoni fra le ruote, così ha fatto il Pd, adesso ci sono i grullini e la musica non cambia, ma noi restiamo in piedi, fieri al timone della nostra barchetta, seppur in un mare tumultuoso e pieno di insidie.
    Un amico qualche giorno fa mi chiese "Ma chi te lo fa fare?"
    Risposi "L'amore per i bambini, l'amore per l'onestà"
    In tanti sono arrivati, e in tanti se ne sono andati, una sola è rimasta, tutti pronti a rivoluzionare il mondo con noi, nessuno pronto a farlo veramente, tutti legati al proprio egoismo, alla propria vita e nessuno che voglia pensare in grande.

  36.  

    Addì 18 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù disse alla folla dei Giudei: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
    Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
    Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita.
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno.
    Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
    Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui.
    Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me.
    Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno»

    Giovanni 6,51-58

  37.  

    Se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita

    La vera vita

    Che bello stare spaparanzati sulla poltrona con il telecomando in mano
    In una casa vicino a te un papà ubriaco prende a cinghiate il figlio
    Che bello andare in vacanza con la famiglia in un posto esotico
    Vicino al tuo albergo ci sono bambini che dormono in strada
    Che bello andare a cena fuori con gli amici
    Vicino al tuo ristorante ci sono bambini che cercano qualcosa da mangiare nella spazzatura
    La vita, quella vera, è fuori dai nostri schemi, ma basterebbe poco per aprire gli occhi e vedere la realtà, ma troppo spesso ci fa comodo guardare da un'altra parte.
    Impariamo a mangiare e a bere la carne di questi bambini immedesimandoci in loro, pensando che non sono meno bravi dei nostri figli, ma solo più sfortunati ad essere nati in un paese povero, in una famiglia povera, con dei genitori ai quali non è stata insegnata la parola "amore"
    Rinunciamo a qualche ora di comodità
    Rinunciamo a qualche vacanza
    Rinunciamo a qualche cena fuori
    e cerchiamo di migiorare la vita di questi bambini
    Così facendo migliorerete anche la vostra vita
    Non sapete come fare?
    Eccoci, noi ci siamo
    Ci siamo in estate, ci siamo in inverno, ci siamo il fine settimana, ci siamo a Natale e a Pasqua
    Ci siamo sempre per voi. Ci siamo sempre per loro

  38.  

    Addì 19 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Avete inteso che fu detto: "Occhio per occhio e dente per dente"; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l'altra; e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.
    E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due.
    Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle»

    Matteo 5,38-42

  39.  

    Da a chi ti domanda

    Cittadinanza italiana ai minori nati in Italia

    Sapete che non faccio politica, ma sentire che alcuni partiti si oppongono a ciò che finalmente il governo vuole fare, ovvero dare la cittadinanza italiana ai bambini nati nel nostro paese, mi fa ribollire il sangue.
    Il non permetterlo è una grave lacuna del nostro Stato
    Impedirlo significa dare adito alle leggi raziali: sei nato da genitori stranieri, allora sei straniero.
    Ma come? Mohammed, detto Pica Chu, è nato a Pisa, è vissuto sempre a Cascina, è andato a scuola sempre in provincia di Pisa, ha imparato l'italiano, conosce la nostra cultura, frequenta bambini italiani, i suoi genitori hanno la residenza ed il permesso di soggiorno ... e non è italiano?
    E allora chi è italiano? Solo chi nasce da genitori italiani?
    E' talmente una fesseria al punto che coloro che si oppongono possono essere chiamati solo con un nome: razzisti figli di brave donne.
    E perché anche coloro che vivono in Italia da quando sono piccoli, seppur nati in Somalia, Brasile o Bielorussia non possono diventare cittadini italiani?
    Liyone è arrivato da noi a dieci anni, ha frequentato la scuola italiana, ha una cultura italiana, oggi più che ventenne lavora in Italia ed è un bravissimo ragazzo, ma deve rinnovare il permesso di soggiorno ogni anno, deve fare il passaporto all'ambasciata eritrea a Roma, deve vivere sempre additato come un diverso perché lui non è italiano?
    Diverso è colui che spaccia, nato o meno in Italia. Diverso è colui che stupra. Diverso è colui che uccide. A loro toglierei la cittadinanza, anche se nati in Italia da famiglia leghista dell'alta Padania

  40.  

    Addì 20 giugno 2017

    In quel tempo, i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani mandarono a Gesù alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso.
    E venuti, quelli gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. E' lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?».
    Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda».
    Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Di chi è questa immagine e l'iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare».
    Gesù disse loro: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». E rimasero ammirati di lui

    Marco 12,13-17

  41.  

    Non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio

    Genitore picchia insegnante

    Quando andavo a scuola, e combinavo qualcosa di sbagliato, la suora, la maestra o i professori mi brontolavano, mandavano una nota a casa, chiamavano i miei genitori. Ed la cresta si abbassava, si cercava di capire l'errore, se ne parlava in famiglia. Dopo lunga discussione poteva accadare anche che i genitori prendessero le difese del figlio contro i professori.
    Oggi gli insegnanti si guardano bene dal brontolare un alunno, perché i genitori si scagliano su di lui verbalmente e talvolta anche fisicamente, spesso per partito preso, della serie "Mio figlio lo gestisco io, chi sei tu per brontolarlo?", quando non sono gli stessi ragazzi a lanciarsi contro di lui.
    C'è da dire che alcuni professori oggi sono mezze calzette, personaggi che vogliono solo arrivare alla fine del mese e non avere rogne, ma ce ne sono moltissimi preparati sia nella materia che nell'esperienza di vita, ma purtroppo non viene dato loro ascolto.
    A volte sembra assurdo dirlo, perché dovrebbe essere una realtà palese e inconfutabile: bisogna fare ciò che è giusto e non ciò che conviene.
    Cosa sia giusto poi è da vedere, ma dipende dalla formazione di una persona.
    Penso che dovremmo continuamente confrontarci con le persone che ci stanno vicino su cosa sia giusto e cosa sbagliato, rivedendo continuamente le nostre posizioni, esaminandole e talvolta cambiandole.
    Ma quando, in quel dato momento, riteniamo di sapere cosa sia la cosa corretta da fare, specie nell'educazione di un bambino o di un ragazzo, non si dovrebbe guardare in faccia a nessuno e andare dritti per la propria strada, salvo fare "a bocce ferme" una valutazione per capire se abbiamo fatto bene o avremmo potuto agire in modo diverso, così da fare meglio la volta prossima.
    Oggi non è così in moltissimi casi: i politici si conformano alle idee dei propri elettori, i sacerdoti inseguono le persone che maggiormente possono contribuire con lasciti e donazioni, gli insegnanti chinano il capo davanti ai genitori e ai dirigenti scolastici, gli allenatori fanno entrare in campo i giocatori di quei genitori che urlano più forte o contribuiscono maggiormente al sostegno economico della squadra.
    Ai miei ragazzi cerco di insegnare ad essere prima di tutto onesti con sé stessi e fare sempre la cosa giusta, pronti a dire "ho sbagliato" qualora facciano una stupidaggine, in modo da crescere sempre più forti.

  42.  

    Addì 21 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
    «Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli.
    Quando dunque fai l'elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
    Quando invece tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
    Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
    Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
    E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno gia ricevuto la loro ricompensa.
    Tu invece, quando digiuni, profumati la testa e lavati il volto,
    perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo tuo Padre che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà»

    Matteo 6,1-6.16-18

  43.  

    Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà

    In tante famiglie

    In tante famiglie
    --- si lavora tutto il giorno, ma al rientro a casa nemmeno una carezza o un sorriso
    --- ci sacrifichiamo per gli altri, mai un segno di approvazione
    --- risolviamo i problemi, mai un "bravo"
    --- cuciniamo per tutti, mai un grazie
    --- sbagliamo, o gli altri ritengono che sbagliamo, e la tensione si taglia con il coltello anziché avere un appoggio
    --- soffriamo, mai nessuno che si preoccupi per te
    --- siamo tristi, mai una proposta, un incoraggiamento
    --- ci sentiamo soli, mai un po' di compagnia
    Anzi a volte qualcuno gode delle nostre disgrazie "te lo sei meritato"
    Se non ci fosse la fede, in molte famiglie, ci sarebbero tanti abbandoni o tanti suicidi
    Ma Dio ci consola dicendoci "Il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà"
    E soffrendo aspettiamo una carezza dal padre, perché dagli uomini la mano aperta significa troppo spesso solo schiaffi

  44.  

    Addì 22 giugno 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole.
    Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate.
    Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
    Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.
    Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe»

    Matteo 6,7-15

  45.  

    Se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe

    Senza rancore?
    Ma vai a quel paese!

    E' facile correre per quarantadue chilometri ininterrottamente?
    No, non è facile, eppure in tanti ci riescono.
    E' facile pedalare per duecento o più chilometri in salite e discese?
    No, non è facile, eppure in tanti ci riescono
    E' facile perdonare chi ci ha fatto un torto?
    No, non è facile, eppure in tanti ci riescono

    Volere è potere e se una cosa non ci risulta facile dobbiamo allenarci con impegno affinché si possa essere in grado di farla
    Per riuscire abbiamo bisogno di
    1) essere convinti che sia la cosa giusta da fare, anche se al momento non ci riusciamo. Per far questo ovviamente dobbiamo mettere da parte un po' di orgoglio e saper valutare che stiamo sbagliando a non perdonare i torti altrui;
    2) un buon allenatore, qualcuno che sappia già correre, pedalare, perdonare e possa insegnare i passi che lo hanno portato a riuscirci, cercando di dargli retta anche quando siamo allo sfinimento, perchè è quello il momento di insistere, di forzare l'andatura, di perdonare quando vorremmo arrabbiarci o vendicarci

    Se vogliamo che gli altri perdonino le nostre colpe, dobbiamo essere noi i primi a perdonarli
    Perdonare non significa darsi la manina e dire "si va bene, tutto risolto" e poi mantenere il muso, rispondere male, non dare il buongiorno e la buonanotte.
    Perdonare è una condizione che dobbiamo sentire dentro, un qualcosa che nasce dall'amore verso il prossimo e, per chi ha fede, dall'amore per Dio che tutto ci perdona e chi chiede di fare altrettanto.
    E poi, siamo certi che ogni volta che siamo chiamati a perdonare non abbiamo anche noi qualcosa da farci perdonare?

  46.  

    Addì 23 giugno 2017

    In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli.
    Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te.
    Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».
    Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
    Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime.
    Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero»

    Matteo 11,25-30

  47.  

    Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli

    Marco, messaggero di Dio

    Giovanna aveva sedici anni.
    Una foto della sua famiglia la ritrae con il papà, la mamma, il fratello e lei ancora piccolina. Una foto che lascia pensare ad un nucleo da Mulino Bianco.
    Purtroppo le cose sono andate diversamente, ed in casa sono nati problemi talmente grandi da portare il padre a chiedere aiuto per sua figlia.
    Giovanna non riesce ad accettare l'idea che la sua famiglia si sia disgregata, ed ancora la sogna unita idealizzando un passato che non c'è più. Vorrebbe tornare indietro e questo le impedisce di crescere in modo sereno.
    Ed ecco che un giorno decide di scappare, di andare a trovare sua madre, convinta che lei possa aprirle le porte di casa e del cuore. Ma non è così. La mamma le dice di andarsene per non svegliare il suo compagno. L'ha abbandanata anni fa, ed ancora oggi non la vuole.
    Accolta dal padre, riaccompagnata il giorno dopo da noi.
    In tutta questa situazione, in questa che sembra essere la trama di un film, c'è un altro attore, quasi una comparsa perché nei due giorni in cui tutta la vicenda si svolge, vi partecipa solo per cinque minuti. Un bambino piccolo, meno di dieci anni.
    Mentre Giovanna cammina al di fuori del giardino della nostra casa di campagna, cercando di fuggire dal presente, speranzosa in un futuro migliore, Marco costeggia la rete dalla parte interna e con amore cerca di dissuaderla dal fare una sciocchezza, ma Giovanna non l'ascolta.
    Questo bambino ci prova per cento metri, seguendola con lo sguardo finché non scompare all'orizzonte inghiottita dal bosco e dal suo delirio.
    Quel bambino, quella comparsa da premio Oscar, ha capito cosa significa amore, cosa significa non tradire la fiducia di chi ti abbia accolto come una famiglia. Quel bambino era, in quel momento, un messaggero di Dio.
    Ed allora come non ricordare le parole del Vangelo "Hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli"

  48.  

    Addì 24 giugno 2017

    Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.
    I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva esaltato in lei la sua misericordia, e si rallegravano con lei.
    All'ottavo giorno vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo col nome di suo padre, Zaccaria.
    Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni».
    Le dissero: «Non c'è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
    Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse.
    Egli chiese una tavoletta, e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati.
    In quel medesimo istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
    Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose.
    Coloro che le udivano, le serbavano in cuor loro: «Che sarà mai questo bambino?» si dicevano. Davvero la mano del Signore stava con lui.
    Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele

    Luca 1,57-66.80

  49.  

    Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio

    Un eroe silenzioso

    Asar, otto anni, è rimasta sola nel suo villaggio in Africa. La mamma è andata e cercare fortuna in Europa e solo questo lei sa, che la sua mamma è in Europa.
    Non sa cosa sia "Europa" e crede sia il nome di un villaggio. Basta prendere la nave, pensa, come fanno in tanti, arrivare in Europa ed il gioco è fatto.
    Tre anni di cammino nel deserto, angherie, abusi. E poi la barca, da clandestina, dopo aver pagato gli scafisti non osando immaginarsi con quale orrenda moneta.
    Sbarca a Lampedusa e lì trova un medico, un eroe silenzioso di frontiera.
    La accoglie, ascolta la sua storia, le chiede dove sia la sua mamma
    "In Europa" risponde lei candidamente
    Missione impossibile trovarla, ma il medico non si arrende perchè si sa che la differenza tra il possibile e l'impossibile è il provarci.
    Chiama qualcuno al villaggio, nessuno si ricorda della bambina. Alla fine trova un'anziana che se ne rammenta, le dice in quale città della Francia può trovare la mamma.
    Il medico chiama tutti in quella città: Caritas, Comunità, Associazioni, lascia a tutti il suo numero.
    Niente da fare. Le speranze ormai sono ridotte al lumicino. Si profila per la bambina un'adolescenza di tribolazioni e solitudine, lontana da qualunque affetto.
    Ma ecco che Dio interviene. Uno dei tantissimi semini piantati spunta dalla terra arida.
    Arriva una telefonata, è di una signora molto titubante, pensa al racket.
    Durante la telefonata si convince e passa al medico la madre della bambina. E' gioia grande.
    Altro ostacolo: la burocrazia, la bambina non può andare dalla madre. Ed ecco che questo eroe silenzioso ancora una volta va al di là del suo mandato e scrive. Scrive al presidente della Repubblica, scrive al Papa, ed oggi, grazie a lui questa bambina ha potuto riabbracciare la sua mamma.
    Quanto Vangelo c'è in questa storia, quanto amore per il prossimo, quanta fede e quanta coerenza.
    Un eroe silenzioso che non chiede medaglie, ma che si commuove raccontando l'accaduto.
    Quelle lacrime sono la medaglia che Dio ha appuntato sul suo grande cuore.

  50.  

    Addì 25 giugno 2017

    Non li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato.
    Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti.
    E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna.
    Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia.
    Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!
    Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli»

    Matteo 10,26-33