Non sei collegato (collegati)

Vanilla 1.1.2 is a product of Lussumo. More Information: Documentation, Community Support.

  1.  

    Abbi pietà di me

    Madre picchia il proprio figlio in strada

    Se passaste per la strada e vedeste una mamma che picchia selvaggiamente il proprio bambino di sette anni, ed egli gridasse forte e implorasse il vostro aiuto, voi cosa fareste?
    Pensereste al dolore di quel bambino, vi ergereste come suoi difensori, vi sentireste chiamati in causa e fareste di tutto per togliere quel bambino dalle mani sciagurate di quella donna.
    E' vero o no?
    Ma se voi non la vedeste perché siete passati da un'altra strada, oppure perché avete transitato dieci minuti prima o dieci minuti dopo questo fatto, esso sarebbe meno grave?
    No di certo.
    Ed allora perché non fate qualcosa quando sentite il grido disperato di tanti bambini che nel buio delle loro stanzine vengono picchiati, abusati, maltrattati, mandati a spacciare o prostituirsi? Come dite? Non li sentite? Ipocrisia. Ve li facciamo sentire noi, basta solo che veniate a fare un giro dalle nostre parti per rendervi conto di quanti bambini vengono maltrattati ogni giorno.
    Anche se non li vedete ci sono e gridano forte "Abbi pietà di me"
    Che uomo o che donna è colui che sente il grido forte di un bambino e passa oltre?
    Eppure ci sono tante persone che sanno ma non vedono e fanno finta di non sapere.
    "L'Affido? No, non fa per me, soffrirei troppo a vederlo andare via"
    Ma dico, stiamo scherzando? Si guarda alla nostra sofferenza presunta per una possibile, e non certa, separazione e non si guardano le ferite che certi familiari lasciano sul corpo e nel cuore di un bambino ogni giorno?
    Come si fa a restare insensibili e andare oltre quando un bambino grida "Abbi pietà di me"?
    Pensate che noi non abbiamo sofferto quando a sei anni Mario è andato via, arrivato da noi a sette mesi?
    Oppure quando Michela, accolta a cinque anni, una bella sera, dopo la riunione dice "Domani mattina me ne vado" e va a convivere con due ragazzi
    Oppure quando vedi che Nicoletta diventa sempre più simile ai genitori mettendo in atto tali e tante pazzie da dover decretare un aiuto psichiatrico in una struttura più attrezzata
    Pensate che noi non si soffra? Che si abbia il cuore diverso dal vostro o foderato di piombo?
    Soffriamo quanto voi, ma non ce la sentiamo di non ascoltare il grido di dolore di tanti bambini, non ce la sentiamo di andare oltre quando un bambino urla a gran voce "Abbi pietà di me".
    Non potete accogliere in casa un bambino? Ci può stare, ma fate qualcosa per loro: fate volontariato, comprate loro quanto gli serve, prendetene uno in affido a distanza che non significa solo dare denaro ogni mese, ma venirlo a trovare, scrivergli, mandargli un regalo.
    Non siate ipocriti che davanti alla tv piangete se vedete un bambino ucciso dalla madre perché quella è solo la punta dell'iceberg
    Non siate ipocriti

  2.  

    Addì 21 novembre 2017

    In quel tempo, Gesù entrato in Gerico, attraversava la città.
    Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura.
    Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là.
    Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».
    In fretta scese e lo accolse pieno di gioia.
    Vedendo ciò, tutti mormoravano: «E' andato ad alloggiare da un peccatore!».
    Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
    Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch'egli è figlio di Abramo; il Figlio dell'uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto»

    Luca 19,1-10

  3.  

    E' venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto

    Lo chiamano buonismo

    Il signor Mario va in ospedale con la moglie per una visita ai polmoni.
    Il medico la esamina, ma dopo aver guardato le lastre butta giù gli occhi e scuote la testa.
    Guarda poi intensamente i due e dice "Signora lei ha un tumore maligno ai polmoni"
    Dopo un attimo di sbigottimento il signor Mario chiede "Si può curare? Che terapia c'è da fare?"
    Il medico diventa tutto rosso dalla rabbia, si alza di scatto e urla "Eh no, troppo comodo, ha fumato per cinquant'anni ed ora vuole che io la guarisca? Potrei, ma non lo farò perché è una stupida ad aver fumato, e se ha un tumore è colpa sua. Le auguro di morire". Ed esce dalla stanza sbattendo la porta.
    Vi sembra una barzelletta?
    Ma è la stessa cosa che fanno in molti.
    "Sei uno stupratore? Sei un pedofilo? Sei un omicida? E adesso da me che vuoi? Sei uno stupido ad aver seguito gli insegnamenti dei tuoi genitori per anni, sei un idiota ad essere andato su una brutta strada. Adesso ti auguro solo di morire"
    Chi è che ha bisogno del medico? Io che non ho un tumore o la moglie di Mario?
    Chi è che ha bisogno di aiuto e di perdono? La persona onesta o il delinquente?
    Qualcuno lo chiama "Buonismo" io lo chiamo "Amore verso il prossimo"

  4.  

    Addì 22 novembre 2017

    In quel tempo, Gesù disse una parabola perché era vicino a Gerusalemme e i discepoli credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro.
    Disse dunque: «Un uomo di nobile stirpe partì per un paese lontano per ricevere un titolo regale e poi ritornare.
    Chiamati dieci servi, consegnò loro dieci mine, dicendo: Impiegatele fino al mio ritorno.
    Ma i suoi cittadini lo odiavano e gli mandarono dietro un'ambasceria a dire: Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi.
    Quando fu di ritorno, dopo aver ottenuto il titolo di re, fece chiamare i servi ai quali aveva consegnato il denaro, per vedere quanto ciascuno avesse guadagnato.
    Si presentò il primo e disse: Signore, la tua mina ha fruttato altre dieci mine.
    Gli disse: Bene, bravo servitore; poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città.
    Poi si presentò il secondo e disse: La tua mina, signore, ha fruttato altre cinque mine.
    Anche a questo disse: Anche tu sarai a capo di cinque città.
    Venne poi anche l'altro e disse: Signore, ecco la tua mina, che ho tenuta riposta in un fazzoletto; avevo paura di te che sei un uomo severo e prendi quello che non hai messo in deposito, mieti quello che non hai seminato.
    Gli rispose: Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato:
    perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l'avrei riscosso con gli interessi.
    Disse poi ai presenti: Toglietegli la mina e datela a colui che ne ha dieci.
    Gli risposero: Signore, ha gia dieci mine!
    Vi dico: A chiunque ha sarà dato; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha.
    E quei miei nemici che non volevano che diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me».
    Dette queste cose, Gesù proseguì avanti agli altri salendo verso Gerusalemme

    Luca 19,11-28

  5.  

    A chiunque ha sarà dato

    In barca controvento

    All'età di dieci anni cominciai a chiedere ai miei genitori di regalarmi il motorino. Niente da fare, mia madre aveva paura ed era irremovibile. Siccome non ero un cattivo ragazzo a quattordici anni decisero che al posto del motorino potessi avere una barca. Era un guscio di noce, in legno e vetroresina di tre metri e mezzo, ma per me era il mio mondo. Quando mettevo piede sui paglioli in legno lavati con il sale vivevo nella mia testa mille avventure all'inseguimento dei più bei pesci del Tirreno.
    Meritavo fiducia, ma avevo pur sempre quattordici anni, così non mi presero il motore, forse anche per insegnarmi a non avere tutto e subito ed imparare a conquistarmi le cose poco per volta.
    Ed ecco che remavo, remavo, remavo.
    Uscivo in mare al mattino verso le cinque per rientrare alle nove di sera coprendo tratti di mare talmente lunghi che la gente non credeva raccontassi la verità quando dicevo dove fossi stato. Era bellissimo, ma ho dovuto imparare, anche a mie spese trovandomi talvolta in situazioni di pericolo, a saper scrutare il mare ed annusare ogni refolo di vento che si incuneava tra la canna ed il filo della lenza, o soffiava nel cannello tra un'immersione e l'altra. Una nuvola andava sempre tenuta d'occhio perché la rapidità con la quale si muoveva indicava il vento in quota ed una possibile buriana, e bisognava cominciare a rientrare. Il vento di terra mi permetteva lunghi tragitti sotto costa, ma non dovevo allontanarmi verso il mare aperto perché vento e corrente sarebbero stati più forti mettendomi in difficoltà per il rientro.
    Ecco, questa è la vita. Non c'è mai nulla di sicuro. Esci in mare, dopo esserti svegliato prestissimo, aver comprato le esche, preparato i panini per una giornata meravigliosa con il salmastro nei capelli ed il carniere pieno di pesci, ma appena uscito devi rientrare perché il mare ha cambiato idea e ha deciso di fare i capricci.
    Dobbiamo imparare che ogni cosa può cambiare, che le sicurezze di un giorno non è detto ci siano il giorno dopo. Non dobbiamo aver paura, ma agire con circospezione e intelligenza, pronti a volgere la prora della barca verso la direzione migliore suggerita dal vento.
    Forse voi chiamate il vento "destino", io lo chiamo "Dio" che ci spinge verso i luoghi più sicuri, e ciò che oggi ci sembra una tragedia, domani ci apparirà come una benedizione

  6.  

    Addì 23 novembre 2017

    In quel tempo Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città, pianse su di essa, dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace. Ma ormai è stata nascosta ai tuoi occhi.
    Giorni verranno per te in cui i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti circonderanno e ti stringeranno da ogni parte; abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata»

    Luca 19,41-44

  7.  

    Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, la via della pace

    La via della pace

    Avete mai visto in pieno gennaio un pesco in fiore? Avete mai raccolto fichi dall'albero di casa vostra a dicembre? Oppure i cachi a luglio?
    Ogni stagione ha le sue primizie ed i suoi privilegi.
    La mia mamma a sedici anni smise di studiare, ed i miei nonni le dissero "In questa casa non ci devono essere persone che non fanno nulla, quindi se non vuoi studiare vai a lavorare"
    Nonno Vincenzo e nonna Bianca avevano all'epoca una scuola privata di stenografia e la mia mamma andò lì ad insegnare. Dopo tanti anni la scuola passò alla Provincia, ed un bel giorno alla mia mamma dissero "Signora lei è una bravissima insegnante, ma se vuole continuare a lavorare con noi deve prendersi un diploma"
    Mamma Zizzi lavorava, aveva una casa da mandare avanti, un marito, un figlio piccolo da accudire e persino un cane, tanto per non farsi mancare nulla, e di studiare proprio non aveva né voglia, né forze, né tempo. Ma doveva. Non per i soldi, ma perché l'insegnamento le piaceva ed era per lei carico di soddisfazioni. Così si iscrisse alle serali. Studiò con grandissima fatica ed alto profitto, tanto da appassionarsi allo studio ed arrivò anche a laurearsi in lettere moderne, così, per diletto, per il piacere di studiare e conoscere. E mi diceva sempre "Riccardo, studia adesso che ne hai le possibilità, perché dopo è tardi e ci vuole tanta, tanta fatica per recuperare il tempo perduto".
    Oggi lo dico ai miei ragazzi. Non solo per lo studio, ma perché imparino buoni valori, esercitandosi nel rispetto del prossimo. Fare dispetti, prendere in giro, coercizzare i più buoni e deboli, rubare, picchiare significa allontanarsi dalla via della pace, ed una volta distanti da essa è assai difficile farvi ritorno.

  8.  

    Addì 24 novembre 2017

    In quel tempo Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori, dicendo: «Sta scritto: La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!».
    Ogni giorno insegnava nel tempio. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popolo; ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole

    Luca 19,45-48

  9.  

    Tutto il popolo pendeva dalle sue parole

    Riempiamo il nulla

    Quando vado a Messa c'è un simbolismo che mi piace immensamente. Un piccolo gesto, una preghiera silenziosa che in pochi attimi, senza proferir parola, dice tantissimo.
    Al momento della lettura del Vangelo facciamo con il pollice un piccolo segno di croce sulla testa, uno sulla bocca ed uno sul cuore.
    Sulla testa per chiedere a Dio di aiutarci a capire la sua parola ed i suoi insegnamenti; sulla bocca per chiedere a Dio di donarci la capacità di portare agli altri la sua parola ed i suoi valori; sul cuore per chiedere a Dio di imparare a vivere secondo i buoni principi che ci insegna ogni giorno.
    Dio è un padre e noi genitori dovremmo cercare di imitarlo.
    Anche chi è ateo può trarre giovamento dagli insegnamenti del Vangelo. Per loro non sarà la parola di Dio, ma è certamente un vademecum sui buoni valori da imparare e da insegnare.
    Cominciamo a dare ai nostri ragazzi buoni insegnamenti affinché possano capirli, riproporli, viverli e sforziamoci di stare di più con loro con gioia, dialogando, rispolverando dalla soffitta un buon gioco da tavolo, andando a fare una scampagnata la domenica con i cellulari spenti, una pescata padre figlio, un momento di benessere madre figlia in un salone di bellezza. Date importanza ai vostri figli o loro cercheranno attenzione altrove o in modo sbagliato.
    Ricordo che un nostro ragazzo, Andrea, quando arrivò era talmente assetato di considerazione ed affetto che non volendo faticare per conquistare in positivo le persone di riferimento, faceva mille cose al giorno negative pur di attrarre su di lui una qualche attenzione particolare, perché una punizione o una brontolata sono sempre meglio del nulla.

  10.  

    Addì 25 novembre 2017

    In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione, e gli posero questa domanda:
    «Maestro, Mosè ci ha prescritto: Se a qualcuno muore un fratello che ha moglie, ma senza figli, suo fratello si prenda la vedova e dia una discendenza al proprio fratello.
    C'erano dunque sette fratelli: il primo, dopo aver preso moglie, morì senza figli.
    Allora la prese il secondo e poi il terzo e così tutti e sette; e morirono tutti senza lasciare figli.
    Da ultimo anche la donna morì.
    Questa donna dunque, nella risurrezione, di chi sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie».
    Gesù rispose: «I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio.
    Che poi i morti risorgono, lo ha indicato anche Mosè a proposito del roveto, quando chiama il Signore: Dio di Abramo, Dio di Isacco e Dio di Giacobbe.
    Dio non è Dio dei morti, ma dei vivi; perché tutti vivono per lui».
    Dissero allora alcuni scribi: «Maestro, hai parlato bene».
    E non osavano più fargli alcuna domanda

    Luca 20,27-40

  11.  

    Si avvicinarono a Gesù alcuni sadducei, i quali negano che vi sia la risurrezione

    Una presa di coscienza

    Ci sono persone che negano l'esistenza di Dio. Ne ho il massimo rispetto perché ognuno ha le sue idee. Il bello del confronto è scambiarsi opinioni, e dobbiamo sempre cercare il dialogo anche con coloro che la pensano diversamente da noi per capire, per convivere, per fortificarsi e maturare. Un conto però è non credere, un altro è impedire al proprio cervello di valutare se credere o meno. Credere, o non credere, non è un qualcosa che arriva dall'alto, ma una pianta che va coltivata ogni giorno affinché diventi un albero, una fiammella pilota che ciascuno di noi ha perché chiunque, prima o poi, si pone domande sull'esistenza di Dio. Dobbiamo pertanto mettere alla prova le nostre convinzioni. Chi crede in Dio deve sforzarsi di vederlo nel prossimo perché Dio non diventi per noi un'entità astratta, bensì un qualcosa di tangibile e di concreto. Se noi vediamo Dio nel prossimo, nei bambini, negli immigrati, nei poveri, negli anziani, nei carcerati, nei drogati vuol dire che possiamo dialogare con lui, possiamo viverlo ogni giorno, possiamo assaporarne il suo amore e la sua misericordia.
    Viceversa, se non crediamo, dobbiamo sforzarci di capire cosa significhi "Credere in Dio". Purtroppo in molti, specie tra i ragazzi, non solo si rifiutano di credere in Dio, ma si rifiutano di pensare anche solo di poter ipotizzare di credere. Così bestemmiano, stanno lontani dai luoghi di culto, prendono in giro chi va al catechismo e di conseguenza impediscono ai più deboli di avvicinarsi a Dio. Chi non crede, se non è un falso ed un ipocrita, dovrebbe cominciare a pensare con il proprio cervello ed avvicinarsi alle persone che hanno bisogno, a quelle che soffrono, a coloro che sono soli perché coloro che credono dicono che è lì che si trova Dio. Sono certo che dopo essere stati per lungo tempo in mezzo agli ultimi della terra, primi agli occhi di Dio, qualche dubbio sull'esistenza di Dio forse lo avrebbero anche loro.
    Purtroppo molti atei ritengo siano come i sadducei: negano per un proprio tornaconto. Non stare alle regole, non pensare al prossimo, non pregare fa comodo nella vita terrena perché ognuno è libero di diventare sempre più ricco, divertirsi sempre più, magari calpestando i diritti dei più deboli. Ma è ipocrisia, è falsità, quella stessa che porta tanti atei, nel buio della propria stanza, a pregare Dio affinché allontani da loro o dai propri cari una brutta malattia che è sentenza di morte, o a chiedergli di aprire le porte del Paradiso durante l'ultimo respiro.
    Tanti atei hanno fede e non lo sanno, tanti altri hanno fede e pur sapendolo negano l'esistenza di Dio per comodità.

  12.  

    Addì 26 novembre 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.
    E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
    Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
    Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
    Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?
    Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
    E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
    Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico, ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.
    Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
    Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
    Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?
    Ma egli risponderà: In verità vi dico, ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me.
    E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna»

    Matteo 25,31-46

  13.  

    Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare

    Spogliarsi delle illusioni

    Coloro che hanno a che fare con la miseria umana raccontano storie meravigliose, ma chi non si avvicina ad un povero, ad un immigrato, ad un alcolizzato li guarda allibito, un po' come se narrassero la loro esperienza nella luce dopo essere morti e poi risorti. Un'incredulità che rasenta l'accusa di pazzia. Ma perché in molti non si avvicinano al povero? Eppure non sempre viene chiesto loro denaro. Molte associazioni, tra cui la nostra, chiedono alle persone qualche ora del loro tempo: un po' di volontariato senza dover necessariamente mettere mano al portafoglio. Eppure sono pochi quelli che fanno questo passo. Vi siete mai chiesti il perché? In un film ho sentito questa motivazione: i benestanti si rifiutano di aver a che fare con un povero perché è come vedessero sé stessi spogliati delle proprie illusioni.
    Pensateci: il denaro, i beni materiali, la casa sono mere illusioni. Oggi ci sono, ma domani non ci saranno più, forse non su questa terra, ma nessuno si è mai portato nella tomba i propri beni. Saremo tutti poveri dopo la morte e se avremo scansato qualcuno perché povero, pensiamo che la stessa sorte potrebbe essere riservata a noi in quel momento.

  14.  

    Addì 27 novembre 2017

    In quel tempo, mentre era nel tempio, Gesù, alzati gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro.
    Vide anche una vedova povera che vi gettava due spiccioli e disse: «In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti.
    Tutti costoro, infatti, han deposto come offerta del loro superfluo, questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere»

    Luca 21,1-4

  15.  

    Una vedova povera vi gettava due spiccioli

    Cosa posso fare io?

    Spesso nei messaggi per l'Associazione Amici della Zizzi attraverso i quali cerco sostegno, economico e di volontariato, inserisco questa frase "Nessuno è così povero da non poter donare almeno un sorriso".
    In molti quando organizzo un'iniziativa, come quella Natalizia attuale "Segui le Orme di Affidino", mi dicono "Mi spiace, non posso aiutarti, non ho soldi".
    Ma l'aiuto che cerco, oltre al vil denaro che serve per portare avanti i progetti per i Bambini, è anche quello che non impoverisce il portafoglio o il conto in banca, è un sorriso per i nostri bimbi, è un abbraccio per noi come sostegno, è la condivisione di un progetto, di un idea, di un semplice post.
    Nessuno, ma proprio nessuno, è così povero da non poter donare qualcosa al prossimo, è solo questione di volontà.
    E chi passa per la strada e vede il mendicante per terra con la mano tesa, gli doni almeno un sorriso, un buongiorno, si fermi un attimo per parlare con lui e chiedergli "Come stai?". La considerazione e l'affetto sono il più bel dono che si possa ricevere.

  16.  

    Addì 28 novembre 2017

    In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio e delle belle pietre e dei doni votivi che lo adornavano, Gesù disse:
    «Verranno giorni in cui, di tutto quello che ammirate, non resterà pietra su pietra che non venga distrutta».
    Gli domandarono: «Maestro, quando accadrà questo e quale sarà il segno che ciò sta per compiersi?».
    Rispose: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli.
    Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine».
    Poi disse loro: «Si solleverà popolo contro popolo e regno contro regno, e vi saranno di luogo in luogo terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo»

    Luca 21,5-11

  17.  

    Non resterà pietra su pietra

    Una carezza sul volto di un Bambino

    Troppo spesso siamo portati a guardare al nostro orticello, a ciò che può essere un bene per noi e non per gli altri. Puntiamo il dito contro chi stupra, uccide, si droga, ma non siamo migliori di loro, solamente viviamo situazioni diverse, solamente siamo nati in contesti nei quali ci hanno insegnato sani valori.
    Guardiamo i fasti degli antichi egizi, oppure l'impero romano. non è rimasta pietra su pietra. E così sarà anche di noi e delle nostre certezze. Dobbiamo imparare che l'unica cosa che resterà dopo la nostra morte sarà l'amore che avremo dato agli altri, il sorriso alla persona sofferente e sola, la carezza sulla guancia rigata dal pianto di un bambino maltrattato.
    Non è dando soldi che portiamo la nostra croce, ma rimboccandosi le maniche e soffrendo ogni giorno insieme a chi soffre

  18.  

    Addì 29 novembre 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome.
    Questo vi darà occasione di render testimonianza.
    Mettetevi bene in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere.
    Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e metteranno a morte alcuni di voi; sarete odiati da tutti per causa del mio nome.
    Ma nemmeno un capello del vostro capo perirà.
    Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime»

    Luca 21,12-19

  19.  

    Questo vi darà occasione di render testimonianza

    Non arrendersi mai

    Ognuno, per camminare nella vita e superare gli ostacoli, si fa forte con idee, valori, principi diversi. C'è chi si aggrappa ad una persona e la segue, altri fanno gli scongiuri o si rivolgono a qualche chiromante, taluni bevono o si drogano.
    Io trovo la mia forza nel Vangelo.
    Per molti è solo un libretto che racconta alcuni episodi della vita di Gesù, un uomo vissuto più di duemila anni fa.
    Per me è un vademecum di vita.
    Nel mio cammino di ragazzo ho "studiato", mi sono allenato sulla teoria, ho fatto piccoli esercizi.
    Poi è arrivato l'esame: la morte della mia mamma nel 1986 quando avevo ventun'anni.
    Ero alla prova con me stesso. Avevo dinanzi un bivio: seguire il Vangelo, le parole di Gesù e dire "Grazie Dio per la morte della mia mamma. Non so perché ciò sia accaduto, ma è tuo volere e tu sai il perché. Se vorrai rivelarmelo ne sarò felice, altrimenti accetterò la tua volontà"; oppure bestemmiare e gridare a Dio tutta la mia rabbia rinnegandolo e prendendo chissà quale altra strada.
    Ho scelto di ringraziarlo, di seguirlo, e non me ne sono mai pentito.
    "Guarda gli uccellini, mangiano tutti i giorni" ed in questo semplice insegnamento trovai la forza di abbandonare le mie agiatezze per dedicare, con gioia, la mia vita ai bambini.
    "Non preparate prima la vostra difesa; io vi darò lingua e sapienza, a cui tutti i vostri avversari non potranno resistere, né controbattere". Quante volte sono andato davanti ai giudici per difendere un bambino contro lo strapotere di talune assistenti sociali, ed ho sempre vinto pur non avendo alcuna capacità né idea su come replicare, eppure qualcosa evidentemente dalla mia bocca è uscito.
    "Con la vostra perseveranza salverete le vostre anime". E' la perseveranza l'arma migliore che può darci Dio attraverso il Vangelo: non arrendersi mai quando si pensa di essere nel giusto, non arrendersi mai quando si tratta di salvare una vita, non arrendersi mai quando si è chiamati ad essere sostegno per qualcuno, non arrendersi mai quando si vuole raggiungere uno scopo.

  20.  

    Addì 30 novembre 2017

    In quel tempo, mentre camminava lungo il mare di Galilea, Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano la rete in mare, poiché erano pescatori.
    E disse loro: «Seguitemi, vi farò pescatori di uomini».
    Ed essi subito, lasciate le reti, lo seguirono.
    Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello, che nella barca insieme con Zebedèo, loro padre, riassettavano le reti; e li chiamò.
    Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono

    Matteo 4,18-22

  21.  

    Ed essi subito, lasciata la barca e il padre, lo seguirono

    Lasciare tutto

    Lasciare tutto ciò che abbiamo per seguire una passione. Quanti ragazzi e ragazze lo hanno fatto trovando l'amore in un paese straniero. Oppure in quanti trovando un lavoro che desse loro soddisfazione hanno abbandonato il proprio paese, le sicurezze, il tetto di una casa per buttarsi nell'avventura scegliendo di seguire istinto e passione.
    Si è disposti a seguire la promessa di un'opportunità lavorativa che spesso si rivela effimera, oppure un fidanzato o una fidanzata che in molti casi poi fanno un passo indietro, ma non si è disposti a seguire Dio che attraverso i poveri, gli immigrati, gli emarginati chiama ognuno di noi.
    Non credete in Dio? Ma anche se non credete potete comunque vedere quanto bisogno ci sia di aiutare il prossimo, ed il povero, il bambino maltrattato, l'emarginato non vi tradirà mai perché ci sarà sempre qualcuno che ha bisogno di voi, non vi mancherà mai il lavoro perché ci sarà sempre qualcosa da fare per aiutare gli altri. E solo così avrete la certezza di riempire la vostra vita, e saranno valori e principi, gioia ed amore.

  22.  

    Addì 1 dicembre 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Guardate il fico e tutte le piante; quando già germogliano, guardandoli capite da voi stessi che ormai l'estate è vicina.
    Così pure, quando voi vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
    In verità vi dico: non passerà questa generazione finché tutto ciò sia avvenuto.
    Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno»

    Luca 21,29-33

  23.  

    Ormai l'estate è vicina

    Quanti anni viviamo?

    Sin da quando ero ragazzo penso a quanto sia breve la vita. E' un soffio. Quanti anni viviamo? Settanta? Ottanta? Qualcuno arriva persino oltre i cento. Eppure basta prendere un libro di storia per accorgerci che cento anni sono racchiusi in poche righe e solo pochi capitoli separano il medioevo dai giorni nostri. Persone che hanno conquistato il mondo, rispettate e venerate come divinità, sono già scomparse e non incutono più timore a nessuno. E' possibile che in molti oggi vivano alla maniera degli struzzi senza domandarsi cosa possa esserci dopo la morte? Ma davvero si può pensare che l'essere più intelligente dell'universo conosciuto, e forse l'unico con un cervello pensante, non sopravviva a delle stupide rocce che restano a far bella mostra di se per secoli e per millenni? Anche molti alberi che in pochi minuti possiamo segare durano più di noi. Ma vi sembra possibile che la natura, se non credete in Dio, possa aver fatto tutto in così perfetto equilibrio, ma abbia fatto un errore tanto grossolano?
    Se lo credete è solo per non pensare ad una vita eterna dopo la morte terrena, possibilità logicamente molto più probabile del fatto che non ci sia nulla nell'aldilà

  24.  

    Addì 2 dicembre 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State bene attenti che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso improvviso; come un laccio esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra.
    Vegliate e pregate in ogni momento, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che deve accadere, e di comparire davanti al Figlio dell'uomo»

    Luca 21,34-36

  25.  

    Vegliate e pregate in ogni momento

    Il lato umano

    Sempre più spesso devo viaggiare per far conoscere la nostra realtà e trovare aiuti e partner per aiutare nel modo migliore sempre più bambini.
    Non è facile saper valutare quale aiuto sia giusto accettare, le persone, fondazioni o associazioni cui rivolgersi. I pensieri sono tanti: paura di perdere la propria individualità, timore di essere presi in giro o sfruttati, perdere tempo che potrebbe essere impiegato meglio altrove. Non per questo non mi butto, non per questo non incontro gente, non per questo non mi apro parlando di progetti e sogni da realizzare. Sto però ben attento nel valutare le diverse collaborazioni, consapevole però di non avere la sfera di cristallo e poter prevedere tutto.
    Ed ecco che si fa un passo dopo l'altro, uno alla volta.
    Si parla, si riflette, ci si consulta, si parla nuovamente, si cerca di capire cosa ci viene proposto e le persone con le quali potremmo legarci.
    Ma anche così si rischia di sbagliare.
    In molti si fermerebbero, magari appagati a giusta ragione per quanto già realizzato, ma a me non riesce. Vedo troppe cose che non vanno per potermi fermare, ed allora mi faccio il segno della croce, chiedo aiuto a Dio e mi butto ogni volta in nuovi progetti. Non gli chiedo però denaro o successo, ma gli chiedo di farmi rimanere con i piedi per terra ed il cuore rivolto sempre verso i bambini, perché quale senso avrebbe costruire mille comunità di accoglienza per minori se poi si perdesse il lato umano?

  26.  

    Addì 3 dicembre 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.
    E' come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.
    Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,
    perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati.
    Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!»

    Marco 13,33-37

  27.  

    Vegliate!

    Adesso devo vivere

    Avete mai provato, sicuramente si, una forte emozione che non vi faccia dormire?
    L'innamoramento, il desiderio fortissimo di svegliarvi per rivedere il vostro amore; la voglia di andare a scuola per ricevere il voto su un compito che già sapete essere andato bene; la sveglia al mattino presto che vi trova già seduti sul letto per la foga di andare a pescare.
    Sono passioni, sensazioni di un momento, di un periodo. Poi tutto tace, tutto si calma, tutto prende inesorabilmente una routine: gli innamorati convivono, i buoni voti si susseguono, a pescare andate molto spesso.
    Immaginatevi di vivere in questo stato di passione ogni giorno.
    A me capita da quando abbiamo fondato l'Associazione. Non c'è giorno che non mi svegli il prima possibile per correre in ufficio ed aggiungere un tassello alla crescita degli Amici della Zizzi. Non c'è cosa che non faccia con passione, come cucinare per i miei ragazzi, parlare della nostra storia a chi non ci conosce, andare ad incontrare persone che potrebbero aiutarci, organizzare un viaggio o un'iniziativa per i miei Bimbi.
    Qualcuno, con amore ed amicizia, mi "brontola" perché dormo troppo poco, perché sono sempre un po' "schizzato", perché una ne faccio e cento ne penso, perché il mio cervello non si spegne mai, ma non posso farci nulla: mi sveglio con la foga di fare almeno cento delle mille cose che mi sono prefissato.
    Il tempo è oggi, ed oggi dobbiamo vegliare per aiutare il prossimo. Ogni ora che dormo è un'ora che perdo nell'aiutare un Bambino.
    Diceva la mia mamma "Avrò un'eternità per riposare, adesso devo vivere"

  28.  

    Addì 4 dicembre 2017

    In quel tempo, entrato Gesù in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava:
    «Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente».
    Gesù gli rispose: «Io verrò e lo curerò».
    Ma il centurione riprese: «Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito.
    Perché anch'io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fà questo, ed egli lo fa».
    All'udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: «In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande.
    Ora vi dico che molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli»

    Matteo 8,5-11

  29.  

    Molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli

    Provate ad immaginarvi

    Ci sono molti bambini in tutto il mondo che muoiono di fame, destinati alla guerra o peggio.
    Molti genitori li affidano a persone di loro fiducia, ma spesso sono trappole e finiscono per prostituirsi nei paesi dove arrivano.
    Provate ad immaginarvi al posto di quei genitori, provate ad immaginarvi di aver dato vostra figlia di quattordici anni a dei semplici autisti ed aver pagato per quel servizio per sottrarla alle violenze, per salvarla. Provate ad immaginarvi che venga presa e rinchiusa in un magazzino per mesi insieme ad altri disperati. Provate ad immaginarvi che venga picchiata e stuprata da più uomini più volte al giorno, condotta in paesi occidentali e ridotta in schiavitù con morsi e pugni e violenze. Provate ad immaginarla sulla strada, in un paese straniero, spaventata, privata della sua fanciullezza, privata dei suoi sogni, dei suoi diritti più giusti.

    Non so dove la vostra fantasia possa arrivare, ma forse guardando questo video non ci sarà bisogno di provare ad immaginare, ed il riscontro lo possiamo vedere ogni giorno sulle nostre strade.

    Provate ad immaginare che cosa potreste fare voi, e fatelo

  30.  

    Addì 5 dicembre 2017

    In quel tempo, Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto.
    Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare».
    E volgendosi ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete.
    Vi dico che molti profeti e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non l'udirono»

    Luca 10,21-24

  31.  

    Le hai rivelate ai piccoli

    La grandezza di essere piccoli

    Mario era un bambino piccolo, troppo piccolo per la sua età. Aveva una voce esile e quando parlava bisognava chinarsi su di lui per capire cosa stesse dicendo. Non cresceva. I suoi fratelli e sorelle diventavano grandi, ma lui restava intrappolato nelle sue malformazioni. In molti lo scansavano, si limitavano ad un "poverino" guardandolo dall'alto in basso. Mario però era grande. Non di statura, ma di sensibilità, e capiva ciò che il mondo spesso non capisce. Capiva la gioia di vivere e ringraziava Dio per avergli donato una famiglia amorevole. Capiva l'amore perché ne era inondato. Capiva che non c'è bisogno di urlare perché coloro che vogliono ascoltarti si piegano verso di te, mentre chi non vuole ascoltarti non sente neppure se gridi con un megafono. Capiva. Capiva molto più di chi era più alto di lui, perché era lui ad essere il più grande di tutti.

  32.  

    Addì 6 dicembre 2017

    In quel tempo, Gesù venne presso il mare di Galilea e, salito sul monte, si fermò là.
    Attorno a lui si radunò molta folla recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì.
    E la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi raddrizzati, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E glorificava il Dio di Israele.
    Allora Gesù chiamò a sé i discepoli e disse: «Sento compassione di questa folla: ormai da tre giorni mi vengono dietro e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non svengano lungo la strada».
    E i discepoli gli dissero: «Dove potremo noi trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
    Ma Gesù domandò: «Quanti pani avete?». Risposero: «Sette, e pochi pesciolini».
    Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, Gesù prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò, li dava ai discepoli, e i discepoli li distribuivano alla folla.
    Tutti mangiarono e furono saziati. Dei pezzi avanzati portarono via sette sporte piene

    Matteo 15,29-37

  33.  

    Recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati

    Aggiungi un posto a tavola

    Vengono a noi ogni giorno tante persone richiedenti aiuto: gli immigrati che sbarcano sulle coste del sud, i barboni sdraiati sotto i loggiati delle chiese, i bambini mandati a rubare nelle nostre case o a chiedere l'elemosina ai semafori, i ragazzi di colore venditori di fazzoletti ed accendini mentre passeggiamo per le vie del centro. Ognuno di loro è qui per chiederci "Aiuto".
    E noi? Noi passiamo oltre, non li degniamo di uno sguardo, ci scansiamo infastiditi se osano rivolgerci la parola. Siamo talmente presi dalla nostra vita, dalle gioie e dalle sofferenze da aver creato attorno a noi un piccolo universo nel quale non far entrare nessuno se a noi non piace o non ci è utile. Si è persa la condivisione, si è perso lo spirito di "Aggiungi un posto a tavola". Oggi se abbiamo una sedia in più preferiamo bruciarla piuttosto che condividere il nostro desco con altri.
    Ed ecco che nascono le divisioni tra regioni, il diverso non è accolto ed il razzismo propagato da salvini ed altri come lui prende sempre più piede.
    Il mio essere seguace di Cristo mi ribolle nel sangue quando vedo gente di chiesa, anche sacerdoti, che chiudono le porte al prossimo. Eppure Gesù ha accolto tutti, ha lasciato che storpi, ciechi, poveri si avvicinassero a lui per sanarli, difenderli, perdonarli e condividere con loro pochi pani e pochi pesci, divenuti mangiare per tutti.

  34.  

    Addì 7 dicembre 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli.
    Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia.
    Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia.
    Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
    Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande»

    Matteo 7,21.24-27

  35.  

    Un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia

    Le tabelline

    I bambini non capiscono perché quando sono piccoli facciamo ripetere loro le tabelline fin tanto che non le sanno alla perfezione. Sono la base della matematica, senza la conoscenza di esse ogni sforzo per capire i problemi di geometria ed aritmetica sarà doppio, e per la gran fatica in molti la lasceranno perdere.
    Così è nella vita, se mancano le basi, i solidi principi che dovremmo imparare in famiglia quando si è bambini o adolescenti, la vita sarà sempre una faticosa salita. Vedremo gli altri scalare agevolmente le montagne e non riusciremo nemmeno a capire come fanno, provando sensi fortissimi di frustrazione che possono portare all'invidia e persino alla cattiveria.
    Stefano aveva un papà ed una mamma alcolizzati. Erano botte e urla tutte le sere, mai un dialogo costruttivo, mai un insegnamento di valori. Come avrebbe potuto crescere Stefano? Sarebbe sicuramente diventato come loro.
    Ecco a cosa serve l'affido: a spezzare una catena, a dare dei valori ai ragazzi finché sono ancora in grado di ascoltarli e recepirli, affinché domani non diventino loro stessi uomini e donne senza principi, magari delinquenti o abusanti.
    Ecco cosa cerchiamo di fare: dare un'opportunità a tanti ragazzi ormai segnati dalla vita affinché possano intravedere una strada diversa ed abbiano gli strumenti per decidere quale cammino intraprendere.
    Aiutateci in questa nostra missione.
    Sosteneteci con la preghiera, fate una donazione per i nostri progetti, fate volontariato con noi, parlate della nostra realtà, accogliete un bambino nelle vostre case.
    Insegniamo le tabelline al mondo, ed avremo uomini e donne con sani valori.

  36.  

    Addì 8 dicembre 2017

    In quel tempo, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.
    Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te».
    A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.
    L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio.
    Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.
    Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
    Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».
    Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.
    Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio».
    Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto».
    E l'angelo partì da lei

    Luca 1,26-38

  37.  

    Nulla è impossibile a Dio

    Un bicchier d'acqua

    Una del mie bimbe ieri sera mi domandava: "Se non ho le basi, come faccio ad averle?"
    E' una bimba adorabile che, come ogni adolescente, desidera ciò che vede fare alle altre sue coetanee. Ha però delle fragilità, non per sua colpa, ma per un passato un po' burrascoso in famiglia con due genitori che, per colpe non loro, non hanno saputo educarla a dovere, darle valori e principi tali da poter capire come camminare nella vita. Anche loro fragili, anche loro per aver avuto la sventura di nascere in famiglie problematiche. Una catena senza fine. Una catena che vogliamo e dobbiamo spezzare.
    Le fragilità di Nicoletta sono per lei incolmabili. Si accorge di non farcela a stare al passo con gli altri e questo le provoca malessere, dolore e talvolta rabbia.
    Come fare a colmare lacune così grandi? Come riempire abissi creati dal "Fai ciò che vuoi" perpetratisi per anni? Noi, con esperienza, amore, riunioni e psicologi proviamo a darle gli strumenti necessari per affrontare la vita con serenità, ma è un lavoro immane. E' un po' come volessimo riempire il bacino di una diga portando ciascuno un bicchier d'acqua. Ma non ci arrendiamo perché sappiamo che ciò che non è possibile all'uomo è possibile a Dio, ed allora ad ogni bicchiere che verso nel suo grande cuore faccio una preghiera a Dio affinché quelle poche gocce d'acqua si trasformino in un mare di conoscenza.
    Venite anche voi a portare il vostro bicchiere colmo d'acqua nei cuori di tanti bambini, ed il mondo sarà un luogo dove potranno vivere più serenamente.

  38.  

    Addì 9 dicembre 2017

    In quel tempo, Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle sinagoghe, predicando il vangelo del Regno e curando ogni malattia e infermità.
    Vedendo le folle ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite, come pecore senza pastore.
    Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!».
    Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e d'infermità.
    «Rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d'Israele. E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date»

    Matteo 9,35-38.10,1.6-8

  39.  

    Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date

    Dolci e caramelle

    Siamo nati in occidente
    Siamo nati in mezzo al benessere
    Siamo nati da una famiglia che ci protegge
    Siamo nati da due genitori che si vogliono bene
    Quale merito ne abbiamo? Abbiamo fatto qualcosa di speciale per meritarci tutto questo?

    Tanti Bambini
    sono nati nel sud del mondo
    sono nati tra bombe e povertà
    sono nati in una famiglia disgraziata
    sono nati da due genitori che si odiano
    Quale demerito ne hanno? Hanno fatto qualcosa di male per meritarsi tutto questo?

    Pensiamoci. Noi abbiamo ricevuto tanto, loro hanno ricevuto poco o nulla
    Gratuitamente abbiamo ricevuto. Gratuitamente dobbiamo dare

  40.  

    Addì 10 dicembre 2017

    Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio.
    Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada.
    Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
    Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
    Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali.
    Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo»

    Marco 1,1-8

  41.  

    Voce di uno che grida nel deserto

    Il Coraggio

    Ci vuole coraggio per andare contro l'opinione prevalente
    Ci vuole coraggio a dire ad uno che ha un potere "Ti stai sbagliando"
    Ci vuole coraggio a complicarsi la vita per il bene altrui

    Non ci sarebbe Coraggio se non ci fosse Passione
    Per passione si arriva anche a morire
    Per passione si può dedicare la propria vita a chi ha bisogno
    Per passione si affrontano i potenti ed i nemici a testa alta

    Il coraggio senza passione è imprudenza
    La passione senza coraggio è come avere soldi in banca e non usarli

  42.  

    Addì 11 dicembre 2017

    Un giorno sedeva insegnando. Sedevano là anche farisei e dottori della legge, venuti da ogni villaggio della Galilea, della Giudea e da Gerusalemme. E la potenza del Signore gli faceva operare guarigioni.
    Ed ecco alcuni uomini, portando sopra un letto un paralitico, cercavano di farlo passare e metterlo davanti a lui.
    Non trovando da qual parte introdurlo a causa della folla, salirono sul tetto e lo calarono attraverso le tegole con il lettuccio davanti a Gesù, nel mezzo della stanza.
    Veduta la loro fede, disse: «Uomo, i tuoi peccati ti sono rimessi».
    Gli scribi e i farisei cominciarono a discutere dicendo: «Chi è costui che pronuncia bestemmie? Chi può rimettere i peccati, se non Dio soltanto?».
    Ma Gesù, conosciuti i loro ragionamenti, rispose: «Che cosa andate ragionando nei vostri cuori?
    Che cosa è più facile, dire: Ti sono rimessi i tuoi peccati, o dire: Alzati e cammina?
    Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati: io ti dico - esclamò rivolto al paralitico - alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua».
    Subito egli si alzò davanti a loro, prese il lettuccio su cui era disteso e si avviò verso casa glorificando Dio.
    Tutti rimasero stupiti e levavano lode a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose». Chiamata di Levi

    Luca 5,17-26

  43.  

    Alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua

    Posso andare alla festa?

    Marco mi chiese se poteva andare alla festa di compleanno di un suo compagno di scuola.
    Gli risposi di no perché ultimamente non si era comportato bene e non aveva studiato il giusto.
    Lui ci teneva tantissimo e nei giorni a venire fu un tesoro: studiò come non aveva fatto mai, si comportò rispettando tutte le regole di vita, era affettuoso e premuroso, tanto che gli permisi di andare alla festa.
    Il giorno dopo, purtroppo, ricominciò a comportarsi male e a non studiare.
    "Passata la festa, gabbato lu santo"
    Non facciamo così anche noi?
    Ci ammaliamo e chiediamo aiuto a Dio piangendo lacrime vere, lo preghiamo ogni sera, andiamo a messa, facciamo la comunione. Poi guariamo ed il giorno dopo ci dimentichiamo di Dio e delle promesse fatte.

    Un mese dopo Marco mi chiese di poter andare ad un'altra festa, la mia risposta fu no.
    Riprese a comportarsi bene dal giorno dopo, ma alla festa non lo mandai ugualmente.
    Come dovrebbe reagire Dio davanti alla nostra falsità? Cosa dovrebbe risponderci davanti ad una nostra nuova ennesima richiesta?

    Dopo la festa Marco aveva due possibilità: comportarsi nuovamente male come da sua indole, oppure sforzarsi di comportarsi bene non tanto per ottenere un permesso per la festa futura, quanto per fiducia in me nell'indicargli la strada da seguire.
    Anche noi siamo davanti ad un bivio: possiamo continuare a comportarci come se Dio non ci fosse fino al momento in cui non abbiamo da chiedere qualcosa di importante, oppure possiamo avere fiducia in lui e comportarci sempre con rettitudine ed amore verso il prossimo.

  44.  

    Addì 12 dicembre 2017

    In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta?
    Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.
    Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli»

    Matteo 18,12-14

  45.  

    Andare in cerca di quella perduta

    Un passo verso

    Parigi 1985. Novembre.
    Un tumore aveva colpito la mia mamma ed ero in Francia con lei per un ciclo di chemio di cinque giorni.
    Due giorni prima di partire avevo litigato con mio padre e da allora non ci parlavamo. Lui era rimasto a Livorno.
    Dopo una dura giornata di cure alla sera eravamo seduti nella saletta del nostro piccolo albergo: "Madame, un appel téléphonique pour elle". Va a rispondere. Passano alcuni minuti e viene a chiamarmi "Ricky, parla con tuo padre". "No!"
    Chi avesse ragione non lo so, ma poco importa.
    A tutti piace vivere nella pace e nella serenità, ed allora facciamo noi un passo verso l'altro, che si abbia torto o ragione. E se un passo non basta, che sarà mai farne due? Che sarà mai farne tre?

  46.  

    Addì 13 dicembre 2017

    In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.
    Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero»

    Matteo 11,28-30

  47.  

    Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò

    Ho sete

    Ho sete di Amore, perché quello che mi viene donato è sempre troppo poco
    Ho sete di Pace, perché liti e guerre attorno a me sono sempre troppe
    Ho sete di Amicizia, perché un amico in più è un regalo per vivere meglio

    Ognuno di noi sicuramente si ritroverà in queste mie parole
    Ed allora pensiamo: se abbiamo sete noi che pur abbiamo bevuto perché ci è stato dato Amore, Pace in famiglia ed Amicizia, quanta più sete avranno coloro che da quando sono nati

    Non hanno avuto Amore, perché i loro genitori nemmeno li accarezzavano
    Non hanno avuto Pace, perché in casa era una lite continua
    Non hanno avuto Amicizia, perché nessuno ti invita a casa sua se sei sporco e puzzolente

    Ecco chi sono i Bambini in cerca di una Famiglia: sono coloro che hanno sete, e tutti noi abbiamo il dovere di dar loro da bere

  48.  

    Addì 14 dicembre 2017

    In quel tempo Gesù disse alla folla: «In verità vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni il Battista; tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
    Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono.
    La Legge e tutti i Profeti infatti hanno profetato fino a Giovanni.
    E se lo volete accettare, egli è quell'Elia che deve venire.
    Chi ha orecchi intenda»

    Matteo 11,11-15

  49.  

    Il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui

    Classifica a rovescio

    Incontrate un avvocato, con il cellulare all'orecchio e la borsa nella sinistra, abbottonato nel suo cappotto, con lo sguardo intenso. Passate oltre senza curarvi di lui.
    Incontrate una signora, ingioiellata avvolta dalla sua pelliccia, davanti alla vetrina di una gioielleria. Passate oltre senza curarvi di lei.
    Incontrate una coppia di sposi intenta a discutere del loro presente. Passate oltre senza curarvi di loro.

    In lontananza vedete un piccolo fagottino, un cucciolo d'uomo tutto preso dal lancio di gridolini per comunicare al mondo la sua gioia di vivere. Non passate oltre. Rallentate, lo osservate, gli sorridete, e magari vi fermate per dargli una carezza o donargli un sorriso.

    Questa è la classifica della vita, questa è la classifica voluta da Dio, una classifica a rovescio dove il più piccolo è più importante del più grande.

    Ed allora ricordiamocene quando riserviamo i primi posti nelle nostre riunioni, presentazioni e convention di mettere nelle prime file un bel cartello "riservato" per i poveri, per i bambini, per gli emarginati, per gli immigrati. Ricordiamo di mettere un cartello "riservato" nei nostri cuori per gli ultimi del mondo, primi nella classifica di Dio

  50.  

    Addì 14 dicembre 2017

    In quel tempo, Gesù disse alla folla: «A chi paragonerò io questa generazione? Essa è simile a quei fanciulli seduti sulle piazze che si rivolgono agli altri compagni e dicono:
    Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.
    E' venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e hanno detto: Ha un demonio.
    E' venuto il Figlio dell'uomo, che mangia e beve, e dicono: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere»

    Matteo 11,16-19